Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per il tag “Luigi Brugnaro”

Chi ha paura di una conferenza stampa?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente

COMUNICATO STAMPA

(NdR la foto è nostra e ce ne assumiamo noi ogni responsabilità):

Non era mai successo prima. Anche le salette consiliari di Ca’ Farsetti, che da sempre ospitano le conferenza stampa della Municipalità, vengono oggi negate.

L’appuntamento era per la presentazione di quanto fatto dalla Municipalità in questo primo anno di nuova consiliatura. Il diniego arriva senza alcuna motivazione.

Un episodio analogo era successo con la conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Tutta mia la città – in campo con scugeri e pironi”. In quella circostanza è stata negata la saletta all’ultimo momento in quanto il sindaco, alla stessa ora e nello stesso luogo, doveva tenere una conferenza stampa.

Lo spazio per una informazione sembra sempre più ridursi anche per una istituzione democraticamente eletta come la Municipalità.

Proprio in questi giorni la recente messa in rete del nuovo sito del Comune di Venezia ha cancellato pagine e pagine di eventi e di attività della Municipalità. Ci è stato assicurato che l’implementazione ci sarà, ma, per il momento, non se ne vede traccia.

E ancora, a proposito di mancanza di informazione, un altro esempio (e, in questo caso, si è trattato anche di mancanza di attenzione per i diritti di tutti cittadini) si è verificato circa un mese fa.

Avevamo chiesto l’uso di Ca’ Farsetti per un consiglio di Municipalità legato ad un ordine del giorno sull’accessibilità, nel quale si chiedeva di non smantellare le rampe della Venice Marathon.

Ca’ Farsetti ci è stata negata e abbiamo dovuto fare un consiglio di Municipalità in un luogo, come la sede di San Lorenzo, assolutamente inaccessibile a persone con difficoltà motorie per l’elevato numero di ponti che lo separano dal primo pontile utile.

Siamo stati costretti a tenere un Consiglio di Municipalità, che ricalcava un canovaccio del teatro dell’assurdo: le persone a cui ci rivolgevamo erano state poste nella condizione di non poter partecipare alla seduta.

Insomma tasselli su tasselli che segnano sempre più la distanza tra l’informazione e chi dovrebbe riceverla. E i giornalisti sono stati i primi a lamentarlo, fin dall’inizio dell’attività della nuova amministrazione.

Ma come mai fa paura una conferenza stampa? Il palazzo di vetro diventa sempre più un luogo ermeticamente chiuso, la casa dei cittadini è diventata triste casa di pochi.

La conferenza stampa di presentazione dell’attività della Municipalità si terrà comunque (purtroppo in spazi ristretti), venerdì 15 luglio alle ore 11 a Ca’ Farsetti nella stanza del gruppo consiliare del PD (per “Tutta mia la città” eravamo stati ospiti delle stanze della lista Casson).

GIOVANNI ANDREA MARTINI
Presidente Municipalità
di Venezia Murano Burano

3scimmie

Il gufo di Ca’ Farsetti e le bricole della tangenziale di Mestre

Etciù etciù: “Il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre, dove c’è la gente che vive”.

Chi l’ha detto? Sicuramente qualcuno che non ama Venezia e non nutre speranze o progetti per il suo futuro. Sicuramente non qualcuno che è stato eletto a una carica pubblica per dare un futuro a Venezia, con il voto di molti veneziani. Se cosi fosse, Marin Starnudo suggerirebbe per lui una collocazione adeguata: fra le due colonne di San Marco e San Todaro, dove venivano giustiziati i traditori dello Stato.

P1000054Etciù etciù, credevamo a un colpo di sole ma se i quotidiani in edicola ieri riportavano quella frase fra virgolette, qualcuno l’avrà ben pronunciata, alla faccia di chi a Venezia ci vive e intende continuare a viverci.

Fonti attendibili riferiscono che a pronunciarla sia stato un autorevole inquilino di Ca’ Farsetti (forse scambiata per “casa delle farse”) nell’inedito ruolo del gufo con fascia tricolore. La farsa raggiunge il suo culmine se si considera che il medesimo personaggio rivendica per sè le competenze del Magistrato alle Acque di Venezia in materia di bricole e polizia lagunare.

Nel caso in cui la circostanza risultasse vera, Marin Starnudo è in grado di anticiparvi le prossime mosse dell’usurpatore che si fregia del titolo di “sindaco di Venezia”:

  1. Le bricole che attualmente necessitano di manutenzione verranno prontamente trasferite sulla tangenziale di Mestre come elemento decorativo;
  2. Le bricole in buono stato verranno tresferite nella sua villa di Mogliano Veneto (TV) per allietare la prossima festa di compleanno.
  3. la polizia lagunare verrà prontamente trasferita a Mestre in Piazza Barche, da dove pattuglierà il traffico acqueo in quel che resta del Marzenego.

bricoleMarin Starnudo

Breaking News: il TAR annulla la delibera su Sant’Andrea

Con sentenza n° 550 / 2016 il TAR del Veneto ha oggi annullato la delibera da noi contestata, accogliendo il ricorso di Italia Nostra.

TAR 26maggio La sentenza odierna è uno schiaffo all’arroganza di chi non ha voluto ascoltare la mobilitazione di una città a difesa di uno dei suoi luoghi più simbolici: la fortezza di Sant’Andrea.

La mobilitazione si era concretizzata in un’affollatissima assemblea pubblica il 31 gennaio di quest’anno, convocata da una ventina di realtà associative, di cui abbiamo dato conto su queste pagine:

https://gruppo25aprile.org/2016/01/18/quale-futuro-per-santandrea/

31gennaio2016

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del ricorso al TAR, avevamo pubblicamente invitato il Sindaco ad annullare in “auto-tutela” una delibera che era palesemenete affetta da vizi insanabili.

G25A 7maggio16 NV

Non siamo stati ascoltati dal Sindaco, ma la Giustizia amministrativa ha seguito il suo corso a tempi di record, a riprova dei vizi macroscopici di quella delibera. Nel festeggiare la sentenza che permetterà di rilanciare il dibattito su basi più sane e corrette, e nel ribadire che il futuro concessionario di un bene cosi importante deve essere identificato con procedura trasparente e conforme alla normativa vigente, ringraziamo i consiglieri comunali che si erano opposti all’approvazione della delibera in occasione della maratona con cui il Consiglio comunale l’aveva approvata nella notte fra il 31 marzo e il primo aprile:

ConsiglioComunale 31marzo2016

Questa sentenza riapre la partita, e il bello comincia adesso: la restituzione del bene alla città potrà essere l’occasione per mettere a confronto tutte le ipotesi di valorizzazione e scegliere la migliore, anziché ridursi all’ennesima lottizazzione politica. L’occasione ci sembra appropriata per ringraziare, in particolare:

il Collegio legale che ha assistito Italia Nostra nel ricorso al TAR;

la Presidente della sezione di Venezia di Italia Nostra, Lidia Fersuoch, per averlo coraggiosamente voluto;

il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini che nel corso del dibattito aveva attirato l’attenzione del Consiglio comunale sui vizi di procedura che la Giunta si intestardiva a negare contro ogni evidenza, facendo verbalizzare le sue dichiarazioni;

i giornalisti della stampa locale, i nostri volontari e attivisti che in questi mesi hanno tenuto alta l’attenzione sulla vicenda;

Loredana Spadon, per le riprese video:

le altre realtà associative che con noi hanno condiviso questa battaglia, vittoriosa come già lo era stata quella per fermare lo scavo del Contorta, due anni fa.

Il Portavoce,

26 maggio 2016

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Il comunicato stampa di Italia Nostra:

Oggetto: vittoria di Italia Nostra al Tar – Sant’Andrea

Il ricorso di Italia Nostra è stato accolto dal Tar del Veneto. Per l’effetto, è stata annullata la delibera n. 9 del 2016 del Consiglio Comunale che approvava i Programmi di valorizzazione del forte di Sant’Andrea e dell’Isola della Certosa.

Ci auguriamo che nella rielaborazione di tali programmi, ora necessaria, vengano tenute in debito conto le istanze di tutela e valorizzazione culturale del Forte, fortemente espresse dalla popolazione.

Ci auguriamo altresì che venga separata la gestione museale di un bene storico identitario così importante come il Forte dalla realizzazione di servizi accessori, che non dovranno più presentare le dimensioni faraoniche previste nei suddetti Programmi.

Italia Nostra sezione di Venezia

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La vignetta del giorno: sparse le #tresse..

Adelchi, Atto IV° (credits: Alessandro Manzoni).

La Laguna Ermengarda ripudiata dal Sindaco Carlo:

Dante

Da stasera anche su Twitter:

Versione originale:

Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto,

Lenta le palme, e rorida di morte il bianco aspetto,

Giace la pia, col tremolo sguardo cercando il ciel.

 

 

Etciù etciù: la democrazia al macello delle Tresse

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo nono.

Venezia, 28 aprile 2016

Tradizione e regolamento comunale vogliono che gli ordini del giorno del Consiglio comunale siano resi noto in anticipo, per permettere ai consiglieri comunali di studiare la materia e alla cittadinanza di essere presente per i punti di maggiore interesse, giusto? Sbagliato! Con pesce d’aprile in ritardo (era il 28 aprile) possono anche piovere dal cielo due mozioni, una sullo scavo delle Tresse (!) e l’altra sui superpoteri da conferire al Sindaco. Marin Starnudo si soffermerà sulla prima, che qui pubblichiamo in anteprima assoluta:

28aprile2016

Analizziamo i “considerati” e il deliberato, presentati direttamente in seduta (per evitare la presenza dei cittadini in aula?) senza alcuna discussione preliminare, perché sono pezzi inauditi di macelleria costituzionale e istituzionale. Da essi apprendiamo che:

  1. “con il voto delle ultime elezioni amministrative è stato chiaro il mandato dei cittadini a favore del progetto Tresse-Vittorio Emanuele”. Come, non ve ne eravate accorti? In effetti, nessuno di noi se ne era accorto ma sulla scheda elettorale del 2015 NON c’erano i simboli dei partiti e della lista Brugnaro, e nemmeno i nomi dei candidati al Consiglio comunale (che vengono eletti senza vincolo di mandato, occorre ricordarlo?) ma una cartografia del nuovo canale che sventrerà l’isola delle Tresse. Per inciso, l’idea di far passare quel canale all’interno dell’isola tagliandola in due è POSTERIORE alle elezioni: fino a quel momento il Sindaco GARANTIVA e spergiurava che il canale c’era già: il Vittorio Emanuele, e che NON c’era bisogno di scavare. Parole sue.
  2. al Governo si chiede di intervenire perché venga realizzato “il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Equivoco numero due: quelle del 2015 NON erano elezioni, bensì un REFERENDUM sullo scavo di un canale che fino ad allora era stato escluso, dal candidato Sindaco in persona. Mannaggia, se l’avessimo saputo saremmo andati a votare in massa! Peccato che alle elezioni amministrative del 2015, per la prima volta nella storia di Venezia, abbia votato meno del 50% degli aventi diritto.. e che l’unico candidato Sindaco ad avere apertamente sposato la causa delle Grandi Navi al primo turno si fosse fermato al 28% dei voti pari ad un sesto del corpo elettorale, raccogliendo il voto di 34.805 cittadini su 211.000 aventi diritto. “Il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Quanti di quelli che hanno votato Brugnaro (la minoranza del corpo elettorale, come abbiamo visto) sapevano di questo progetto, che oltretutto è stato stravolto DOPO le elezioni? Quale sparuta minoranza della minoranza era al corrente del progetto VERO? Vogliamo fare un sondaggio, per appurarlo?

Etciù, etciù: la prossima volta che ci chiedete di andare a votare, di grazia diteci in anticipo se si tratta di elezioni o di referendum, e su cosa stiamo votando. Chiediamo troppo?

Se era un referendum a sorpresa, si può dire che è fallito per mancanza di quorum (vista l’affluenza alle urne). Se invece erano elezioni (quelle del 2015) ne rispettiamo il risultato e allora ripassiamoci pure l’ABC della democrazia rappresentativa:

Che qualunque politicante da strapazzo, generalmente residente in terraferma e magari anche in altra Provincia, possa pretendere di parlare a nome dei “cittadini veneziani” fa parte delle regole del gioco della politica; che ad arrogarsi quel diritto sia un Consiglio comunale che a colpi di maggioranza e di forzature semantiche attribuisce ai cittadini veneziani la scelta di uno scavo che prevede lo sventramento di un’isola, di cui mai si era parlato in campagna elettorale, non è più questione politica ma una caricatura grottesca, che va denunciata come tale.

Quella scelta politica l’ha fatta la maggioranza consiliare? Benissimo, è la differenza fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta; il Consiglio comunale a maggioranza sta esercitando la prima, e non la seconda. Se ne assuma la responsabilità senza giochini puerili (“il progetto scelto dai cittadini veneziani”) che servono solo a gettare fumo negli occhi di chi dovrà compiere le scelte definitive, nelle sedi istituzionali a ciò deputate e con tutte le garanzie che la Legge prevede a tutela della Laguna di Venezia.

Emergenza #bricole: la pazienza ha un limite

Ritorniamo a malincuore sull’emergenza bricole, che denunciamo da mesi e che è stata (meritoriamente) riconosciuta anche dal Prefetto di Venezia nella sua risposta alla lettera inviata il 5 febbraio da una ventina di realtà associative:

https://gruppo25aprile.org/?s=emergenza+%23bricole+Prefetto

Le foto inedite che pubblichiamo sono state scattate oggi 12 aprile, non già in canali remoti o secondari ma in quelli più trafficati, che sono serviti anche dalle linee ACTV. Nella prima che vi proponiamo, la situazione all’altezza di Madonna dell’Orto, dove abbiamo anche recensito due monconi di bricola a pelo d’acqua:

DSC04814Le bricole in condizioni simili nei canali lagunari sono centinaia, e questa è da considerarsi “fortunata” perché ha ancora tre pali, ma per quanto tempo ancora? In data 15 febbraio avevamo inviato una formale diffida al Provveditore interregionale delle Opere Pubbliche e al Ministro delle Infrastrutture che ne è il referente gerarchico. Il primo ci ha risposto in data 23 marzo, e di quella risposta ci eravamo pubblicamente rallegrati perché conteneva impegni e date precise:

https://gruppo25aprile.org/?s=emergenza+%23bricole+la+risposta

In primo luogo, il Provveditore ci rispondeva che con le (poche) risorse residue del bilancio 2014 aveva provveduto alla “sostituzione di 33 gruppi briccola” dislocati lungo i canali più “importanti sul piano della navigazione lagunare in quanto soggetti a traffico intenso ma soprattutto al trasporto pubblico di linea”. Proponiamo quindi una seconda foto scattata questa mattina in quei medesimi canali definiti come prioritari; questa è la situazione uscendo dal Ponte Donà:

DSC04798

In secondo luogo, in risposta alla nostra richiesta di mappatura e quantificazione delle risorse necessarie, il Provveditore scriveva che “si è anzitutto disposto l’aggiornamento del data base briccole in modo da poter estrarre una cartografia generale su scala lagunare (mappatura) che risponda ai requisti richiesti dai firmatari.. è prevedibile che la nuova cartografia possa essere completata e quindi disponibile anche per la pubblica consultazione a partire da venerdì 8 aprile p.v.

L’8 aprile è passato, in data odierna abbiamo quindi chiesto un incontro urgente al Provveditore per fare il punto sulla situazione. A Provveditore e Prefetto, nei limiti delle competenze rispettive, va dato atto di avere almeno accettato un dialogo con la cittadinanza. Del Sindaco in carica non abbiamo notizie, e la cosa ci meraviglia, ma l’occasione per conoscerne il pensiero la avremo forse giovedì 14 aprile in Consiglio comunale, quando verrà finalmente discussa la mozione depositata il 12 dicembre 2015 dai consiglieri comunali Sara Visman, Elena La Rocca e Davide Scano:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=srchatti_3_173&m=1_componenti

Dato che il Sindaco ha pubblicamente rivendicato le competenze che erano del Magistrato alle Acque, poi trasferite al Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche, vorremmo poter essere al suo fianco nella rivendicazione. Al momento non ci sentiamo di farlo perché da parte sua non ci è sembrato affatto di cogliere l’attenzione necessaria: per vedere la questione approdare in Consiglio comunale ci sono voluti 4 mesi, con la stagione primaverile già iniziata e decine di migliaia di imbarcazioni a rischio di collisione con qualche moncone di bricola o con i cosiddetti “coccodrilli” (pali di bricola vaganti).

Se il Sindaco rivendica quelle competenze, sarebbe utile sapere dove intende reperire le risorse economiche necessarie, che superano i 5 milioni di euro per la sola manutenzione (divenuta urgentissima) di quelle che ci ostineremo a chiamare “bricole” con una c sola, anche se nel linguaggio ministeriale sono “briccole” con due c. Sfumature linguistiche a parte, il Ministero delle Infrastrutture a livello nazionale dispone delle risorse economiche per far fronte ai suoi obblighi, e a livello locale dispone delle competenze tecniche e delle risorse umane necessarie (Polizia Lagunare compresa). In attesa che altri ne ereditino eventualmente le competenze, non ci stancheremo di tallonarlo, a costo di rivolgerci alla Magistratura, per evitare che si limiti a rifilare la patata bollente o il cerino acceso ad altri, in attesa di un decreto di trasferimento delle competenze di cui a Roma non vi è traccia, mentre l’emergenza richiede risposte immediate. Da parte del Sindaco ci saremmo invece aspettati un segno di vita, per i motivi indicati nella mozione che verrà discussa giovedì.

Le sedute del Consiglio comunale sono pubbliche; la cittadinanza è invitata a partecipare. Per chi non potrà farlo, è possibile collegarsi alla diretta streaming:

http://streaming.comune.venezia.it/

Ci auguriamo che chi rivendica quelle competenze sia anche in grado di esercitarle e (dettaglio non secondario) di reperire le risorse necessarie. Il Sindaco in Consiglio comunale ci dica come, fermo restando che la sede idonea per un dibattito approfondito è quella della nuova Legge Speciale per Venezia, ed è in quella sede che auspichiamo un impegno unitario di tutti i parlamentari veneziani: la situazione attuale è sotto gli occhi di tutti, e non è un “bel vedere”. Nel balletto delle competenze, a rimetterci sono (come sempre) i cittadini.

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Un pesce d’aprile permanente: la Giunta dei “30.000”

A Luigi Brugnaro potremmo perdonare tutto o quasi tutto se avesse mantenuto una soltanto delle sue promesse elettorali: quella in favore della residenzialità a Venezia. Non che avessimo creduto al suo slogan dei “30.000 nuovi residenti”, ma un’inversione di tendenza almeno la avremmo gradita o come minimo ci saremmo aspettati che nel primo anno di mandato venissero gettate le basi per un’inversione di tendenza, in una città dove questa è la priorità assoluta e in assenza di correttivi il “mercato” si incaricherà di espellere gli ultimi residenti per fare spazio ad un unico, enorme e abnorme “albergo diffuso”. Prima di fare commenti sugli atti concreti di questa Giunta, diamo allora un’occhiata ai numeri dei due contatori, entrambi collegati con l’anagrafe comunale:

  1. il contatore della farmacia Morelli (San Bortolo, la prima foto) segna 55.415 residenti; nove mesi fa erano 56.072, saldo negativo 657. Con involontario senso dell’umorismo o  consapevole gesto scaramantico, il farmacista ha affiancato allo storico contatore due confezioni di “lozione anticaduta” (per i capelli di Brugnaro o per gli abitanti in caduta libera?) offerto a prezzo scontato: il “tricosafe” è compreso nel prezzo come da foto, approfittatene.
  2. il nuovo contatore meritoriamente installato (da Venessia.com) sei giorni fa, in Strada Nuova, riprende invece il criterio che da due anni utilizziamo come Gruppo25aprile (il link figura da sempre in alto a destra sulla nostra pagina) e comprende anche i residenti nelle isole; anch’esso collegato all’anagrafe comunale, corrisponde alla somma dei residenti nelle due Municipalità d’acqua (Venezia insulare e Venezia litorale). Andiamo a vedere cosa dice? Venerdì 25 marzo, giorno di inaugurazione, segnava 83.755 residenti; ci siamo ricollegati oggi con l’anagrafe comunale e il totale delle due Municipalità è già sceso a 83.721 che corrisponde ad altri 34 residenti persi negli ultimi sei giorni. Di questo passo non basterà neanche la lozione anticaduta della farmacia Morelli: nove mesi fa erano 84.738, saldo negativo dell’era Brugnaro 1.017 abitanti e questo dato è ancora più preoccupante perché le isole finora avevano “tenuto”. Il contatore della seconda foto è a sua volta affiancato ad un prodotto da banco che suona come metafora: un fondotinta, perfetto per mascherare (ma per quanto tempo ancora?) l’inconsistenza totale della Giunta Brugnaro e delle sue promesse elettorali.Contatore1Contatore2A Luigi Brugnaro non faremo “pesci d’aprile” domani, per un motivo molto semplice: in città abbiamo già un pesce d’aprile permanente, ed è la Giunta che ci amministra. Una Giunta che finora si è dedicata soltanto alla sua immagine, o per meglio dire a quella di un Sindaco che soffoca qualsiasi idea che non sia funzionale a soddisfare la sua vanità personale, unica molla e unico parametro di giudizio, con i consiglieri comunali ridotti al ruolo di valletti.
  3. Una Giunta che come primissima delibera del Consiglio comunale (presentata come delibera “urgente”!) ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso (da residenziale a turistico) di tre appartamenti in zona centralissima, proprietà di una consigliera comunale della maggioranza che ha direttamente beneficiato della plusvalenza.. ma si era guardata bene dal dirlo: lo abbiamo rivelato noi su questa pagina, poi ripresa dai quotidiani. In quell’occasione, messi in difficoltà dalla stampa quotidiana, giurarono e spergiurarono che sarebbe stato l’ultimo e che alla prima occasione avrebbero fatto ordine nel settore dei cambi d’uso.
  4. Un’occasione per riscattarsi l’hanno avuta due settimane fa, e l’hanno malamente sprecata: bocciando la mozione sulla residenzialità che in commissione consiliare aveva raccolto consensi trasversali, ma una volta approdata in aula è stata misteriosamente sabotata per ordini superiori. Moriremo di cambi di destinazione d’uso, come città? Forse, ma prima di morire come città abbiamo il diritto di togliere la maschera a chi aveva ingannato gli elettori. Per coprirne le crepe non basta il capo di gabinetto che di cognome fa Ceron e non basta più nemmeno il cerone dei finti “tavoli di consultazione”: la storia dei cambi di destinazione d’uso ha aperto gli occhi anche agli ultimi illusi.

18marzo2016

Da parte nostra, intendiamo ritornare sulle proposte che abbiamo presentato per affrontare in modo organico il problema, pronti a migliorarle con il contributo di tutti, ferma restando (lo diciamo da un anno) la necessità di un blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso per permettere alle altre misure di non arrivare (se mai arriveranno) quando ormai è troppo tardi:

https://gruppo25aprile.org/?s=nostre+proposte+casa

NB la primissima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta Brugnaro qual’era stata? Ricordiamolo, tanto per rinfrescarci la memoria e capire che nulla è cambiato, dopo tante vuote promesse di cambiamento:

https://gruppo25aprile.org/?s=immaginiamo+che

Un’ultima annotazione: per giustificare certe capriole, il capogruppo della lista Brugnaro si è pubblicamente lamentato che le opposizioni in consiglio comunale presentano “troppe mozioni”. Gli hanno risposto Davide Scano per il M5S (con le dichiarazioni alla stampa qui riportate, articolo Nuova Venezia del 19 marzo) e il capogruppo PD Andrea Ferrazzi con una lettera che riproduciamo anche noi, perché ognuno possa farsi un’idea degli specchi su cui i consiglieri “fucsia” si arrampicano, a rischio di cadere.

Ferrazzi1Ferrazzi2

I diarii di Marin Starnudo, capitolo IV°: una SpA molto Attiva

Una volta si chiamavano “municipalizzate”, ora si chiamano “partecipate” che in italiano potrebbe anche essere interpretato come imperativo (“cosa aspettate? Partecipate”!). Come poteva una società per azioni chiamata “Attiva” sottrarsi all’imperativo categorico e non essere per l’appunto “attiva” nei lucrativi contratti con le “partecipate” comunali? La Attiva Spa lo è stata, e lo pubblicizza anche nelle immagini che utilizza per promuovere i suoi servizi:

Attiva-insegne-di-esercizio

Nel “portafoglio” di Attiva SpA, come da immagine che prendiamo in prestito dal suo sito ufficiale, ci sono ad esempio la decorazione esterna degli uffici ACTV di Piazzale Roma e la stessa pubblicità sui mezzi ACTV:

http://grandinsegne.it/decorazione-mezzi.aspx

..ma perché mai i Diarii  di Marin Starnudo dovrebbero dar spazio al “portfolio” di una società per azioni? Perché l’azionariato di Attiva SpA è molto particolare: con il 70% delle azioni troviamo infatti la UMANA HOLDING S.P.A. che è lo scrigno del Sindaco, con il 4,88% la UMANA S.P.A e con il 4,78% chi ci troviamo? il Sindaco in persona.

Etciù!

In città corre voce che anche i pannelli pubblicitari che affliggono il ponte di Rialto per finanziarne il restauro siano stati affidati (dal generoso mecenate che realizza i restauri) alla Attiva SpA. Nel portfolio pubblico della attivissima Attiva non se ne vede (per ora) traccia ma il privato mecenate è un privato e si può affidare a chi vuole; alla voce “grandi insegne di esercizio” realizzate dalla Attiva SpA troviamo invece un’altra partecipata (anzi controllata al 100% dal Comune), che tutti conoscono:

http://grandinsegne.it/portfolio.aspx

Attiva-Casinò

Fino a poco tempo fa il Casinò controllato dal Comune era anche lo “sponsor principale” della Reyer (altra proprietà privata del Sindaco, che in teoria non se ne occupa più: anzi se ne occupa talmente poco che ne ha appena licenziato in malo modo l’allenatore) ma in tempi di crisi anche il Casinò deve aver ridotto le spese. Come, siete delusi perché sul sito ufficiale della Reyer il Casinò di Venezia non appare più come sponsor? Non siate tristi, le partecipate partecipano ancora, con l’ACTV (partecipata comunale) nel ruolo di sponsor pagante (con i nostri soldi) della squadra di basket del Sindaco in carica:

http://www.reyer.it/sponsor/

Marin Starnudo non giudica, Marin Starnudo racconta e basta; i suoi Diarii narrano di partecipate comunali che partecipano all’equilibrio economico delle società partecipate o controllate da un privato cittadino che è simultaneamente il Sindaco in carica. Marin Starnudo non giudica, al massimo starnutisce.

I diarii raccontano anche la provenienza della “squadra” che assiste il Sindaco nell’espletamento del suo pubblico incarico, con un Giano bifronte che si ritrova con un piede nelle società del gruppo “Umana” e con l’altro nel gabinetto del Sindaco del Comune che a tali società può elargire concessioni, contratti, autorizzazioni e permessi, senza contare i contratti in essere con le partecipate comunali.

Etciù etciù, doppio starnuto!

Consapevole della pubblicità gratuita che sta facendo a società riconducibili al Sindaco in carica, Marin Starnudo modestamente si attende che il medesimo gli riservi eterna gratitudine e un invito all’inaugurazione della Misericordia, promessa per luglio alla vigilia delle elezioni di giugno ma purtroppo rinviata con delibera di Giunta approvata il 29 dicembre (Sindaco assente, per non “interferire” con il grazioso gesto) di cui Venezia attende la riapertura dal lontano 2009, quando le chiavi vennero affidate proprio al Sindaco in carica che tramite altra società della sua galassia si ritrova adesso nel duplice ruolo di concedente e concessionario.

BrugnaroMisericordiaMeglio fermarci qui, per adesso: se continuassimo con il resto (Abate Zanetti ad esempio) la commistione inestricabile di ruoli e di interessi apparirebbe a molti per quello che è veramente: un nodo gordiano che potrà essere sciolto soltanto con la spada di nuove elezioni – argomento che esula dal compito affidatoci con la stesura di questi Diarii.

Umilmente vostro,

Marin Starnudo

 

#Etciù! Diarii di Marin Starnudo, capitolo III°: FIAT LUX, Tecnika Lumen

Che il Sindaco di Venezia attualmente in carica ami le navi da crociera, è un fatto risaputo e non ci disturba. Che sia anche un loro fornitore, forse era meno risaputo. In anteprima assoluta, i Diarii di Marin Starnudo vi presentano la Tecnika Lumen:

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

“Molte delle nostre creazioni hanno fatto il giro del Mondo a bordo delle migliori navi da Crociera” – recita la pubblicità sulla sua pagina Internet – e a riprova segue una lunga lista di clienti, che comprende tutti i più grandi armatori; quello che la pagina internet non dice, ve lo dirà Marin Starnudo: la Tecnika Lumen è una controllata della Umana SpA*, e Luigi Brugnaro siede nel suo Consiglio di amministrazione.

AttivaSpA

Etciù!

Che il Sindaco in carica ami le navi da crociera non ci disturba: le amiamo anche noi, finché stanno al loro posto che è il mare aperto, ma che le adori al punto da voler raddoppiare la larghezza di un certo canale e sventrare l’isola delle Tresse pur di farle passare in Laguna – essendone al tempo stesso un fornitore tramite la società di cui sopra – è un altro discorso, che giustifica l’interesse di Marin Starnudo** per gli assetti societari della galassia “Umana”.

Per illustrare l’intreccio di interessi che si è venuto a creare con un Sindaco che è anche fornitore dei principali armatori interessati al transito delle Grandi Navi in Laguna, nulla di meglio del sito ufficiale della Tecnika Lumen da cui testualmente riprendiamo la lista che segue:

“Negli anni abbiamo fornito soluzioni di illuminazione – lampade per cabine e aree comuni – a importanti armatori.
Per il settore crocieristico
2001: AIDAvita – 2002: AIDAaura – 2004: FREEDOM I – 2005: FREEDOM II – 2006: FREEDOM II, FREEDOM III – 2007: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS – 2008: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS, ALLURE OF THE SEAS – 2009: ALLURE OF THE SEAS – 2011: QUEEN ELISABETH – 2012: TUI, MSC DIVINA – 2013: MSC PREZIOSA”.

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L’invito di Marin Starnudo?

FIAT LUX: sia fatta luce, sull’intreccio di interessi che pesa sulle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi, in materia di transito delle navi da crociera in Laguna. Alla luce del sole ci si vede meglio, si ragiona meglio e si decide per il meglio, che non sempre coincide con l’interesse dei pochi.

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* Visura camerale marzo 2016: Umana SpA socio di maggioranza con il 63,03%, seguito da altra società direttamente riconducibile al Sindaco Luigi Brugnaro con il 23,53%.

** Marin Starnudo perché? Diciamo subito che si tratta di uno pseudonimo collettivo, perché collettivo è il lavoro di analisi che ne sottende i Diarii. Nel primo capitolo dei suoi Diarii, il nostro Marin si è così presentato:

Marin Starnudo (Marino Starnuto) in omaggio al celebre erudito che nei suoi diarii ci ha consegnato una cronaca quotidiana della vita a Venezia dal 1496 al 1533: Marin Sanudo. Nella definizone che ne dà la Marciana, “fu un attentissimo osservatore e scrupoloso annotatore di tutto quanto accadeva a Venezia e nel mondo allora noto nell’età del Rinascimento, dagli eventi politici alle feste, alle notizie di guerra e alla cronaca nera”.

Ci perdoneranno quindi i lettori se il tono di questi Diarii sarà più leggero. Leggero ma veritiero: questo non è Lercio e non è il Vernacoliere (troppo bravi per essere anche solo imitati): le notizie che contiene sono state verificate e sono vere: la realtà a volte supera la satira, e Venezia sta vivendo uno di quei rari momenti. Quando la realtà supera la satira, perché qualcuno ha perso il senso del ridicolo, noi ci saremo.

Etciù! (risposta: “salute”, perché lo starnuto notoriamente permette di espellere corpi estranei, microbi e altre piccole nefandezze prima che penetrino nel sistema respiratorio e da lì ai polmoni, provocando danni irreparabili).

Al prossimo starnuto, che non tarderà molto: sapete com’è, è la stagione invernale 🙂

Consiglio comunale, Podestà e “Paron de casa”

Consiglio comunale in corso, ore 21. Chi si crede “el Paron de casa” dimentica che l’unico “Paron de casa” accettato dai veneziani è il campanile di San Marco, che le regole di educazione almeno le conosce. La persona che si comporta come padrone di casa conosce le regole dell’educazione? Verifichiamolo in diretta.

Sindaco Brugnaro, arrivato con 4 ore di ritardo, a proposito dell’emergenza smog:

«Quattro ore su sta roba »..  e ancora: «a una certa ora dovrò andare via» (in effetti se n’è poi andato alle 21.38, quando ancora si dovevano votare alcune delle mozioni a lui care).

Sindaco Brugnaro alla consigliera comunale Monica Sambo:

«Sambo, Lei si sta rendendo ridicola e insieme a lei gli amici e i parenti che ha portato».

Brusio del folto pubblico presente (NdR Monica ma quanti parenti hai? Difficile pensare che fossero tutti parenti e amici tuoi!)

Interviene la Presidente del Consiglio comunale (lista Brugnaro), ammonendo il pubblico:

Non usate parole offensive noi non vi stiamo offendendo“. Come no.. si passa al punto successivo all’ordine del giorno: la soppressione di tutte le deleghe alle Municipalità.

Il capogruppo PD Ferrazzi cita Giuseppe Dossetti, sui banchi della maggioranza si nota un frenetico compulsare di tablets, smart phone e i-phones alla ricerca di quel nome sicuramente comunista; il bravo Ferrazzi chiede che venga data la parola al Presidente della Municipalità di Venezia. L’aspirante “Paron de casa” alias Luigi Brugnaro graziosamente lo concede con queste parole rivolte al Presidente Martini:

Fa il tuo intervento e dopo ti va via“.

Gli dà del tu come fa con tutte le persone di sesso maschile (anche quelle che non ha mai visto prima), ne deduciamo che anche Brugnaro abbia molti amici e parenti.

Gli editoriali del Gruppo25Aprile non sono mai firmati, come chi ci legge già sa. Faremo oggi un’eccezione per l’aspirante Paron de casa, in modo che sappia a chi indirizzare eventuali querele intimidatorie.

Aspirante Sior Paron de Casa, una dedica per Lei:

Marin Falier

..perché a Venezia ce n’è già stato uno che si credeva un Monarca, e si chiamava Marin Faliero.

A partire da stasera, per Sua scelta Lei sarà Sindaco e Sindaco della città metropolitana, Presidente di fatto delle 6 Municipalità a cui ha tolto ogni delega, e di non sappiamo quanti consigli di amministrazione, socio di maggioranza in una trentina di società di cui dovrà pure occuparsi ogni tanto, concessionario e concedente in un paio di contratti particolarmente appetitosi, promotore e motore di liste fucsia a Napoli e a Chioggia con mal celate ambizioni nazionali e anche regionali, come ben noto al Presidente della Regione.

In questa smania di potere, c’è tuttavia un ruolo a cui Lei non potrà ambire: quello del “Paron de casa”: non soltanto perché a Venezia nemmeno ci vive ma perché, con tutto rispetto, Lei non ne ha le caratteristiche e nemmeno l’autorevolezza, che è cosa diversa dalla “autorità”. Paron de casa qui non lo sarà mai, nemmeno se in Italia tornassero i “bei tempi” andati e Lei si facesse proclamare Podestà nel senso che il termine ha avuto nel ventennio fascista.

Sappia che a Venezia non troverà soltanto servi per soddisfare ogni Suo capriccio, ma teste pensanti che approveranno o criticheranno le Sue scelte per quello che di buono potranno portare, e non per compiacere Lei o farLe dispetto.

Buon lavoro a Lei nelle Sue molteplici vesti, e buona fortuna alla nostra città.

Cordialmente,

Marco Gasparinetti

Municipalità 25febbraio2016

Post scriptum: chi era Giuseppe Dossetti? Rassicuratevi, non era comunista, il centralismo brugnariano invece è tipico dei regimi comunisti che qualcuno agita come spauracchio, per poi prenderne a prestito i peggiori difetti. Con l’onnipresente color fucsia al posto del rosso..

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Dossetti

GiovanniAndreaMartini

Foto: Nicola Tognon e Giovanni Andrea Martini

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