Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per il tag “Luigi Brugnaro”

Avvento, Natale e Vangelo secondo Luigi

Il Natale si avvicina, ci sentiamo tutti più buoni e più propensi a mettere mano al portafoglio, magari con il rischio di spendere quel che resta della tredicesima (per chi ce l’ha) nel modo sbagliato e/o di dimenticare lo spirito originario della festa cristiana per eccellenza. Per nostra fortuna ci ha pensato il Sindaco-imprenditore Brugnaro a ricordarci come ci si comporta in queste circostanze e a cosa serve il Natale.

L’intervista è illuminante e merita di essere trascritta. Per chi volesse verificare con le sue orecchie, l’indirizzo è questo: http://mestre.veneziatoday.it/mercatini-piazza-ferretto-natale-2015.html

  1. Il Sindaco esordisce con un promettente: “a Natale dopo un anno intero che uno aspetta che arrivino..” e uno si chiede: che arrivino chi? Gesú Bambino, la stella cometa, i re Magi, i parenti emigrati in America? No: – “a Natale dopo un anno intero che uno aspetta che arrivino i compratori” – testuali parole, e il Vangelo secondo Luigi Brugnaro prosegue così:
  2. io attiro gente che poi alla fine va a farsi la spesetta di quattro lire (NdR o “quattro olive“, l’audio non è chiaro) Cioé, questa roba qua può andar bene in altri periodi, non è il nostro prodotto natalizio”! nostro di chi? La domanda troverà risposta subito dopo, nell’intervista:
  3. “Noi facciamo le castagne, ci sono i regalini di Natale, le palline di vetro”.

Palline di vetro, ha detto? Nella memoria collettiva è ancora fresca la sua brillante acquisizione imprenditoriale, a prezzi stracciati (il venditore era la Provincia retta dal suo attuale assessore ai lavori pubblici), della gloriosa Abate Zanetti di Murano; siamo quindi andati a vedere cosa vende in questo momento la Abate Zanetti (che era nata con altre finalità) e in cima alla pagina internet dell’azienda cosa troviamo, alla voce “prodotti in evidenza“?

http://www.abatezanettimurano.it/it/coppia-di-palline-di-natale-diverse.html#.VmicLr-a6N0

Perbacco, le famose palline di vetro e a questo punto è chiaro a chi si riferiva il “nostro” del punto 2. Palle di Natale le produce anche l’altra azienda muranese recentemente comprata dall’Umana (la holding del Sindaco imprenditore) e affidata al suo vicecapo di gabinetto Derek Donadini – rappresentante legale di questa e di altre società del gruppo Umana, in una gioiosa e inarrestabile commistione fra pubblico e privato che non ha precedenti a Venezia e forse nemmeno altrove.

http://www.ilgazzettino.it/PAY/VENEZIA_PAY/dopo_la_scuola_del_vetro_abate_zanetti_umana_compra_anche_la_storica_vetreria_antonio/notizie/1418770.shtml

 

AbateZanetti

Che dire, abbiamo finalmente trovato un Sindaco con le palle (di Natale) ma attenzione, l’intervista continua con altre indicazioni preziose, perché il Natale nel salotto di Brugnaro (che non è Piazza San Marco ma Piazza Ferretto, a Mestre) non è mica per tutti:

“Non è importante poi quanta gente c’è, è il livello delle persone che vengono. Persone eleganti.. noi abbiamo bisogno che uno si vesta bene.. ti vesti, ti pettini, ti te lavi.. se no ti domando da dove vieni, cosa sei, ti chiedo i documenti.. perché è il salotto buono della città”.

Straordinaria la coincidenza dei termini, che ritroviamo nella pagina facebook dell’azienda del gruppo: “Quest’anno preparati ad un ‪#‎Natale‬ elegante. I nostri esperti di stile ti consigliano di usare queste decorazioni in modo diverso e unico, per esaltare il tuo stile e la tua ‪#‎eleganza‬“. Fonte: https://www.facebook.com/abatezanetti/posts/623772367763701

il Vangelo secondo Luigi.. e pazienza se l’Uomo di cui festeggeremo i natali, il 25 dicembre, aveva una visione forse diversa del mondo: Vangelo di Marco 10:17-31; Vangelo di Matteo 19:16-30; Vangelo di Luca 18:18-30 (“beati gli ultimi perché saranno i primi”). Se nel salotto buono arrivasse un povero Cristo, oggi, gli chiederebbero i documenti perché non è vestito come si deve e non compra i prodotti giusti: le famose palle di Natale.

Pax tibi Marce,

e ridateci il nostro Evangelista, perché il Vangelo secondo Brugnaro lascia un pochino a desiderare.

MG, 9 dicembre 2015

Fondazione Musei Civici: la farsa continua

L’etimologia di Ca’ Farsetti non ha nulla a che vedere con la parola “farsa”, ma dal Sindaco in carica abbiamo già udito più volte l’interessante teoria secondo cui Riva degli Schiavoni era sede di un mercato degli schiavi (grandi e robusti, da cui “schiavoni”?) e pertanto non ci meravigliamo più di niente, tanto meno del comunicato stampa trionfale diramato oggi da Ca’ Farsetti, che dice testualmente:

“Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha nominato nel pomeriggio, dopo la valutazione dei curricola pervenuti, i membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Musei Civici di Venezia”.

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/86994

CurricOla scritto con la O (O come oscenità) ma il dettaglio è trascurabile, la sostanza è altrove:

La fondazione non è proprio una cosuccia da poco, dato che ha la fortuna di amministrare uno dei sistemi museali più ricchi del mondo che comprende, tanto per fare un esempio: Palazzo Ducale, il Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Ca’ Pesaro, Palazzo Fortuny, Palazzo Mocenigo, il Museo del vetro di Murano e altre realtà ognuna delle quali anche da sola farebbe la gioia di qualsiasi città di medie dimensioni. Sul modo in cui sono stati gestiti negli ultimi tempi (fra censura a Berengo Gardin al Ducale e rimozione di ogni memoria patria veneziana al Correr, per fare spazio a imperatrice Sissi e altre amenità) avremmo qualche seria riserva ma non è questa la sede per parlarne: lo faremo presto, con un articolo a parte. Il punto che ci interessa oggi sono per l’appunto le nomine odierne: quelle del Consiglio di amministrazione che reggerà le magnifiche sorti degli undici Musei cittadini.

Museo-Correr-Venezia

In considerazione del prestigio immenso del patrimonio museale veneziano, immaginiamo che i “curricOla” presentati siano stati numerosi e di alto livello, visto che anche la sede di lavoro non è propriamente sgradevole e alla luce del fatto che i gettoni di presenza non richiedono un’attività a tempo pieno. Immaginiamo anche che i curricOla siano stati vagliati in linea con le promesse elettorali del nuovo Sindaco che della “meritocrazia” aveva fatto il suo cavallo di battaglia e che sulla denuncia di certe pratiche clientelari del passato aveva costruito la sua fortuna elettorale.

Immaginiamo infine che, per i Musei Civici almeno, un certo livello di studi in materia affine all’incarico possa essere di una qualche utilità o comunque non vada ignorato, diversamente da quanto avevamo constatato per le nomine nelle partecipate comunali, sulle quali rinviamo alla puntuale e caustica analisi effettuata dal Movimento 5 Stelle, che ha anche presentato un’interrogazione in merito:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=atti_1_142

Delle nomine odierne, tre in particolare hanno attirato la nostra attenzione:

  • la prima in quanto molto vicina al grande “sponsor” politico del Sindaco attuale (Renato Brunetta) e fin qui nulla da eccepire, dato che il curriculum della persona in questione soddisfa almeno i criteri di cui sopra, anche se alla sua nomina potrebbe non essere estranea la vicinanza politica con l’ex ministro che gli ha affidato la presidenza della sua “think tank” personale:

https://en.wikipedia.org/wiki/Free_Foundation

  • le altre due in quanto assolutamente sconosciute al pubblico; dato che di loro non avevamo mai sentito parlare ci siamo sforzati di capire per quali motivi siano state preferite ad altre che magari potevano vantare qualche titolo di merito in più (“meritocrazia”, era la promessa elettorale di Brugnaro).

Con un piccolo sforzo di memoria, ci siamo finalmente ricordati che una delle due era candidata (non eletta) nella lista Brugnaro e sulla pagina ufficiale del candidato Sindaco si presentava come segue:

“Diplomata al liceo scientifico, dopo esperienze di impresa nella comunicazione e nel commercio, ora faccio parte del CdA dell’azienda di famiglia”.

http://www.brugnarosindaco.it/project/barbara-nino/

Dell’altra (che produce chiavi) abbiamo trovato traccia indelebile sulla pagina di un forzista della prima ora, dove già appariva come “vice” di Brugnaro:

http://www.remo-sernagiotto.it/area-stampa/68-comunicati-stampa/503-bandi-giovani

Pian pianino il cerchio si chiude, il Sindaco che si diceva “né di destra né di sinistra” continua a sistemare gli amici politici di matrice “Forza Italia” (a volte con un suggeritore occulto chiamato Brunetta) a prescindere dal merito o forse perché la vicinanza politica è in sè un titolo di “merito”?

Persa ogni speranza, tramontata ogni illusione di rinnovamento, a lui rivolgiamo un ironico appello: fra i candidati trombati della sua lista elettorale, c’è chi è già stato piazzato nelle partecipate comunali, chi ha sistemato i parenti o i compagni di vita e chi ingiustamente attende il suo turno. Con la forza del sorriso chiediamo: pari opportunità per tutti, vogliamo anche l’ultimo dei suoi non-eletti in un consiglio di amministrazione!

http://www.veneziatoday.it/politica/elezioni/comunali-2015/lista-luigi-brugnaro-sindaco-candidati-consiglieri-2015.html

Appuntamento alle prossime nomine, e viva la meritocrazia:

http://www.grillivenezia.org/wordpress/2015/11/18/costagentenogheapodemofar-2-du-senno-is-meglche-one/

Breaking News: #Compagnopoli a Venezia?

http://www.grillivenezia.org/wordpress/2015/11/05/la-locatelli-fa-le-cose-per-bene/

 

 

 

Patto faustiano, con l’anima altrui?

Piazza San Marco

Il Corriere in edicola oggi 11 ottobre pubblica un editoriale di Claudia Fornasier, dedicato alla situazione di bilancio del Comune di Venezia, che si distingue per lucidità di analisi ed equilibrio ; è una lettura che andrebbe consigliata a chiunque abbia a cuore le sorti della nostra città, e del quale vorremmo sottolineare tre passaggi in particolare :

  1. « l’arte è l’anima della città e a vendersi l’anima non ci ha mai guadagnato nessuno » ;
  2. La specificità lagunare non smette di essere tale, ma i governi hanno smesso di finanziare la Legge Speciale;
  3. Non esistono grandi invenzioni per uscire da questa situazione. Quattro sindaci ne hanno già indicate diverse. Si chiamano autonomia impositiva, deroga al Patto di stabilità, possibilità di tassare i croceristi,e di trattenere una quota dei biglietti dei treni. Il primo passo però è uno solo. Venezia è speciale e lo Stato deve ricominciare a riconoscerlo. E l’arte non si vende, perché è l’anima della città » (l’editoriale si conclude con questo passaggio, per noi essenziale perché proiettato nel futuro che vorremmo, per Venezia).

Il nuovo Sindaco vuol vendere i Klimt e gli Chagall di Ca’ Pesaro (e perché non anche i Kandinsky), da lui definiti come “modernariato”. Complicazioni giuridiche a parte, se ne potrebbe dedurre che al nuovo Sindaco, in crisi di idee nonostante i 100 giorni già trascorsi lavorando “18 ore al giorno”, sia venuta la tentazione faustiana di vendere l’anima (l’arte) in cambio di un bene supremo ? Il paragone non sarebbe offensivo, per chi conosce l’epica complessità della figura di Faust nell’opera di Goethe. Il problema è che Luigi Brugnaro da Spinea, residente a Mogliano Veneto, non venderebbe l’anima sua (in quel caso sarebbero affari suoi, di cui non ci impicceremmo) ma l’anima altrui : quella di Venezia, che non gli appartiene.. e allora la metafora più idonea potrebbe essere quella di Totò che vende la fontana di Trevi.

Vendere i gioielli di famiglia, ammesso e non concesso che si possa fare ? Ma allora potevamo tenerci i tanto vituperati Sindaci di prima : dal nuovo Sindaco molti aspettavano, in materia di bilancio comunale, un segno di discontinuità che finora non c’è stato. Prima di vendere ciò che non gli appartiene, al Sindaco converrebbe valutare invece le opzioni note da tempo, fra cui “in primis” quelle magistralmente riassunte nell’editoriale del Corriere, e una in particolare che potrebbe trovare attuazione in tempi rapidi, senza attendere improbabili miracoli romani.

La legge istituiva dell’imposta di soggiorno prevede infatti la possibilità, per i Comuni come Venezia, di applicare un’imposta di sbarco. A Venezia finora è stata fatta la scelta di tassare il turismo stanziale che porta ricchezza (tassa di soggiorno e indotto) chiudendo un occhio sulle tante strutture ricettive abusive, e adesso si vorrebbe anche sovvenzionare (con lo scavo del Vittorio Emanuele) una forma di turismo predatorio che alle casse comunali non porta neanche un centesimo : quello delle grandi navi.

Prima di vendere l’argenteria di famiglia, si valuti la possibilità di tassare e/o disincentivare quelle forme di turismo di giornata che alla città lasciano ben poco, se non montagne di rifiuti, e che oltretutto hanno un effetto repellente sul turismo di qualità (che genera ben altri indotti ed entrate, anche per le casse comunali); si verifichino (con l’aiuto di Veritas, società partecipata) le migliaia di strutture ricettive abusive che producono rifiuti senza pagare nemmeno la tassa corrispondente ; si faccia finalmente quella riorganizzazione delle partecipate (già suggerita dal Commissario Zappalorto)  in cui si annidano molti sprechi, e che è stata votata all’unanimità dal Consiglio comunale su proposta del M5S, nella seduta di settembre; si riprendano in mano i molti suggerimenti ricevuti in eredità dalla gestione commissariale: questo ci aspetteremmo, dal nuovo Sindaco. Non ne è capace ? Abbia la decenza di dimettersi prima che la città lo sommerga di fischi.. o di pernacchie, se vorremo anche noi ispirarci al Principe Antonio De Curtis in arte Totò.

M.G.

10 ottobre 2015

L’editoriale a pagina 1 del Corriere del Veneto (copyright: Corriere della Sera):

“Venezia non si vende. Quattro mosse che lo Stato può fare”, di Claudia Fornasier

Gli ultimi quattro sindaci di Venezia hanno rappresentato tutti gli schieramenti poltici, dal centrosinistra al centrodestra passando per un commissario prefettizio, vicino al cuore del governo. E tutti e quattro hanno cominciato la difficile navigazione nelle acqie del Canal Grande annunciando la fine degli sprechi, per approdare tutti alla stessa fermata:la richiesta di misure speciali per Venezia. Basterebbe fermarsi alle dichiarazioni del commissario mandato dal governo, un tecnico super partes per definizione, che in un anno ha fatto tanti viaggi della speranza a Roma, e in corsia preferenziale, quanti i suoi predecessori politici. La conclusione è semplice, il problema del fabbisogno economico straordinario di Venezia è un fatto strutturale e oggettivo. Soggettive sono le invenzioni del Sindaco di turno per farvi fronte, che sia l’alienazione di palazzi, l’asta di azioni pregiate, la privatizzazione del Casinò. Un’asticella sempre più alta fino alla proposta dell’attuale primo cittadino Luigi Brugnaro di cedere opere d’arte come i quadri di Klimt. Ma l’arte è l’anima della città e a vendersi l’anima non ci ha mai guadagnato nessuno.

Sgombriamo il campo dagli equivoci: il bilancio del Comune di Venezia finora è stato in pareggio. Il problema dei conti è farli tornare senza smettere di salvaguardare la città, anche a causa del Patto di stabilità (50-60 milioni l’anno da accantonare) calcolato sui soldi della Legge speciale ricevuti in passato e che dal 2005 la città non riceve più … La specificità lagunare non smette di essere tale, ma i governi hanno smesso di finanziare la Legge Speciale. L’opinione pubblica che è inorridita davanti alla Fenice in cenere forse non sa che la rete anticinendio non è ancora conclusa per mancanza di soldi, ma il ministro Franceschini che giustamente dice al Sindaco di far male all’Italia con l’idea di vendere le opere d’arte, tace su quanto faccia male all’immagine dell’Italia l’immagine di un governo che ha smesso di occuparsi di Venezia, Mose a parte. Non è solo colpa di Roma. C’è  stato uno scandalo grande come quello del Mose. Ci sono stati sprechi  e gestioni poco oculate neghli anni”ricchi”, quando limiti a iniziative, aiuti, assunzioni anche, non se ne sono messi..

Non esistono grandi invenzioni per uscire da questa situazione. Quattro sindaci ne hanno già indicate diverse. Si chiamano autonomia impositiva, deroga al Patto di stabilità, possibilità di tassare i croceristi,e di trattenere una quota dei biglietti dei treni. Il primo passo però è uno solo. Venezia è speciale e lo Stato deve ricominciare a riconoscerlo. E l’arte non si vende, perché è l’anima della città.

Claudia Fornasier

San Giorgio

Foto: Marco Gasparinetti, 10 ottobre 2015

Co Zuin e Venturini, no xe bessi né zecchini..

Calle Larga dei proverbiNdR Riceviamo e pubblichiamo, alla voce “diritto di satira”:

Co Zuin e Venturini, no xe bessi (1) né zecchini.

No xe schei pai vaporetti, co Brugnaro a Ca’ Farsetti..

Mentre lori i viagia a sbafo e ghe piase, el motoscafo!

Sovrastati dai turisti, con le facce un poco tristi,

Venessiani e mestrini, pendolari e margherini

Fan la fila anche per ore, in attesa del vapore.

Co’ che riva el Sior Brunetta, speta el tram ma sensa fretta:

Assesor xe el Sior Boraso, e gli orari vanno a caso.

Vicesindaco, ea Colle? Non si muove, sembra in folle.

Si dimette una leghista ? Sceglieranno una cubista.

Se ne va la Zaccariotto ? Non faranno un Quarantotto.

« Siete tutti dei somari » – già pontifica Cacciari,

con proteste del somaro, quello vero, perché il rischio già lo sente :

Ei fa rima con Brugnaro, e per lui è deprimente.

Piange e urla anche Zoggia : l’han sentito fino a Chioggia

Ma il suo pianto è assai cortese, e prepara larghe intese.

La morale della storia, resterà nella memoria :

Riso amaro e a denti stretti, con Brugnaro a Ca’ Farsetti.

N. Tommaseo, esule in Londra, 5 ottobre 2015

(1) “besso” o “bezzo”:  moneta veneziana in rame del peso di 4 grammi  e del valore di mezzo soldo, equivalente a sei bagattini, utiizzata nei territori della Serenissima per le transazioni bagatellari (= di modica entità). 

DSC04477

Calendario brugnariano

Venezia, primo ottobre (o brumaio?) Anno Primo

Dopo il calendario gregoriano, avremo il calendario brugnariano: quello da cui vengono fatti sparire i giorni infausti?

La propaganda sovietica è passata alla storia, fra le tante cose negative, per il vezzo di far “sparire” dalle foto ufficiali (opportunamente ritoccate) le vittime delle purghe staliniane affinché di loro si perdesse anche il ricordo. Memore dell’insegnamento, la propaganda fucsia sembra aver deciso di far sparire le date sgradite dal calendario, nella sua rassegna stampa ufficiale:

http://www.brugnarosindaco.it/rassegna-stampa/

Coincidenza vuole che manchi proprio il 29 settembre, data in cui alcuni quotidiani hanno pubblicato certe domande forse non gradite:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/brugnaro-una-campagna-elettorale-da-315-mila-euro-1.12175367?ref=hfnvveer-2

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/politica/2015/29-settembre-2015/caramelle-penne-fucsia-spot-tv-costi-sindaco-quattro-volte-casson-2301983063120.shtml

Il risultato (involontariamente) comico è che la rassegna stampa “di regime” pubblica una mezza smentita, senza che ai suoi lettori sia dato capire a cosa si riferisce. Che sbadati! Rimediamo noi a codesta disattenzione, pubblicando qui il link agli articoli del 29 settembre ma anche, con il massimo risalto possibile, le rassicurazioni dello staff del Sindaco diffuse il giorno successivo e citate nell’articolo di Alberto Vitucci di ieri, 30 settembre:

 

30settembre2015

Elezioni comunali: chi ha vinto, chi ha perso?

Davide Scano: 0,33. Luigi Brugnaro: 9,06. A cosa ci riferiamo, e come siamo arrivati a questo dato?

L’analisi costi-benefici è un metodo di lavoro caro a questo gruppo, che da tempo propone di utilizzarlo anche per le scelte strategiche che riguardano il futuro di Venezia, dall’individuazione della rotta ottimale per le grandi navi alla gestione dei flussi turistici (proposta Scurati, Pass4Venice e altre che potrebbero emergere, stante l’urgenza di far respirare una città ormai soffocata dal turismo di massa, con le conseguenze evidenziate ieri nell’articolo di Alberto Vitucci, sulla Nuova Venezia).

Mettendo a confronto costi e benefici di tutte le opzioni disponibili, l’applicazione di quel metodo ci avrebbe risparmiato scelte sbagliate e sprechi piccoli e grandi quali ad esempio il ponte di Calatrava e annesse ovovie o i palabuchi del cinema e altri scempi al Lido di Venezia, per non parlare del MoSe affidato ad un concessionario unico e senza bando di gara per la “modica” cifra di 5,6 miliardi pari a 100.000 euro per ogni veneziano rimasto, manutenzione esclusa.

Il concetto di analisi costi-benefici, invece, è rimasto sostanzialmente estraneo alla cultura politica di una città che, diversamente da altre, negli anni delle vacche grasse poteva contare sulle entrate della legge speciale e di un Casinò con la bellezza di due sedi (100 milioni di euro versati ogni anno alle casse comunali, negli anni d’oro) e tuttora può contare su un flusso turistico di proporzioni tali che, qualora correttamente amministrato, potrebbe generare redditi che poche città al mondo possono sognare. Finiti i tempi delle vacche grasse per le casse comunali (mentre quelle di certi privati traboccano di dobloni d’oro), è un metodo di lavoro che andrebbe applicato così come viene praticato da decenni in altri Paesi e anche, a livello intuitivo, da qualsiasi buon padre di famiglia.

Quando si parla di costi e benefici, occorre ovviamente distinguere fra costi (o benefici) diretti e costi (o benefici) indiretti, ed è qui che le cose si fanno più complicate. In materia ambientale, ad esempio, si parla di “internalizzazione dei costi” per indicare quel metodo che permette di quantificare i costi indiretti di una determinata scelta: in materia di mobilità e turismo, a titolo di esempio, è intuitivo che l’utilizzo di determinati mezzi di trasporto rispetto ad altri comporta dei costi per la collettività (inquinamento e cure sanitarie per le patologie legate all’inquinamento), che possono ormai essere quantificati con l’ausilio di modelli matematici e vengono utilizzati regolarmente nelle valutazioni di impatto ambientale introdotte dalla legislazione europea, che ci ha costretti ad imparare qualcosa dagli altri Paesi (così come altri Paesi hanno imparato qualcosa da noi, in altre materie). Alla voce “benefici”, si possono considerare i posti di lavoro direttamente creati e quelli dell’indotto che ne dipendono, e via discorrendo.

A rischio di semplificare una realtà complessa, abbiamo voluto provare ad applicare quel metodo di analisi alle ultime elezioni comunali, per cominciare con un esempio facile e comprensibile a tutti. Con quali risultati?

Campo San TomàAlla voce “costi”, abbiamo ovviamente considerato le spese elettorali dichiarate (come la legge impone) dai candidati Sindaco che si sono confrontati alle ultime elezioni: questi sono definibili come “costi diretti”. Sulla congruità delle cifre dichiarate possiamo nutrire qualche dubbio e lo abbiamo fatto sapere, ieri:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/brugnaro-una-campagna-elettorale-da-315-mila-euro-1.12175367?ref=hfnvveec-19

Fino a prova contraria, tuttavia, prenderemo per buone le cifre dichiarate dai singoli candidati e così riassunte dal Corriere veneto di ieri:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/politica/2015/29-settembre-2015/caramelle-penne-fucsia-spot-tv-costi-sindaco-quattro-volte-casson-2301983063120.shtml

Alla voce “benefici” diretti abbiamo considerato i voti ricevuti, dato che questo è l’obiettivo di chi si candida alle elezioni. Il rapporto costi/benefici, se ci limitiamo a costi  e benefici diretti, si ottiene pertanto dividendo le spese sostenute (rectius: dichiarate) in campagna elettorale e i voti ricevuti alle elezioni, tenendo bene a mente che l’obbligo di rendicontazione si riferisce soltanto agli ultimi 30 giorni (quelli successivi alla convocazione dei comizi elettorali) e che i costi sono quindi sottostimati per tutti i candidati ma soprattutto per quelli che erano partiti “in anticipo”, acquistando pagine a pagamento sui quotidiani nelle settimane antecedenti (marzo e aprile, senza obbligo di rendicontazione).

Se consideriamo le due coalizioni in campo, considerato che il M5S non ha dato indicazioni di voto per il ballottaggio, il risultato è il seguente.

Utilizzando i dati pubblicati dal Corriere, la coalizione che ha sostenuto Luigi Brugnaro avrebbe speso (o dichiarato, per il periodo di rendicontazione obbligatoria) un totale di 362.994 euro; quella che ha sostenuto Felice Casson ne avrebbe spesi (dichiarati, per il periodo di rendicontazione obbligatoria) 70.547. I voti ottenuti dai rispettivi candidati al ballottaggio sono stati 54.405 e 47.838:

http://elezioni2015.comune.venezia.it/

Il rapporto costi/benefici riferito al secondo turno è dunque il seguente:

Brugnaro: 6,67 euro per voto ricevuto.

Casson: 1,47 euro per voto ricevuto.

Se invece volessimo applicare il ragionamento al primo turno, e limitandoci ai cinque candidati Sindaco più votati, otterremmo una forbice ancora più ampia, in termini di “efficienza” della spesa sostenuta. La classifica dei candidati che più hanno speso era questa:

  1. Brugnaro
  2. Casson
  3. Zaccariotto
  4. Bellati
  5. Scano

..ma la classifica dei candidati più votati al primo turno è stata:

  1. Casson
  2. Brugnaro
  3. Scano
  4. Bellati
  5. Zaccariotto

..e ciascuno potrà divertirsi a calcolare “quanti euro costa un voto” o meglio quanti voti ha ottenuto il singolo candidato per ogni euro speso. Semplice curiosità? Non solo: in linea di principio e con le dovute eccezioni, quando la disparità fra le forze in campo è evidente come lo è stata in questo caso, i voti ottenuti da chi ha “speso poco” (in rapporto ai voti ricevuti) possono essere interpretati come un segnale di maggior radicamento nel territorio e di “base” elettorale più solida e/o stabile rispetto a chi si affida alla propria capacità di spesa per convincere gli elettori, facendo intravedere una sorta di Paese della cuccagna in cui lo spritz scorre a fiumi e gratis, e il successo imprenditoriale del candidato si tradurrà automaticamente in benessere individuale per tutti. Quando poi la realtà si incarica di smentire l’esistenza del Paese della cuccagna, infatti, l’elettorato di quel tipo tende a dissolversi come neve al sole.. e a volte è lo stesso che poi lancia monetine in direzione del malcapitato politico di turno, perché si sente “tradito” nelle aspettative.

Vogliamo provare a stilare la classifica di chi ha vinto e chi ha perso le elezioni, in termini di costi/benefici (euro spesi per ogni voto ricevuto)? Classifica inedita e “fuori dal coro”, ma proviamoci pure:

  1. Davide Scano: 0,33 euro
  2. Gian Angelo Bellati: 1,17 euro
  3. Felice Casson: 1,51 euro
  4. Francesca Zaccariotto: 3,67 euro
  5. Luigi Brugnaro: 9,06 euro

A voi la parola, per i commenti: rimarranno visibili su questa pagina, senza censure. Quanto ai costi e ai “benefici” indiretti ipotizzabili nel caso di specie, meriterebbero un capitolo a parte, che ci riserviamo di aprire più avanti. Trattandosi di un imprenditore prestato alla politica, che con le giunte precedenti ha firmato qualche contratto in corso di esecuzione, è lecito immaginare che abbia fatto bene i suoi conti.

Fonte utilizzata per i risultati del primo turno:

http://elezioni2015.comune.venezia.it/risultati/comune-di-venezia/30241/riepilogo-comune-di-venezia

Operazione #Trasparenza, per Venezia

https://twitter.com/25aprileVenezia

Nota per chi volesse approfondire: la nozione di “cost-benefit analysis” nasce negli anni venti, e “l’idea alla base del metodo è quella di un’analisi comparata dei vantaggi, in termini di miglioramenti del benessere collettivo, e dei costi, in termini di prezzi ombra delle risorse, relativi ai diversi possibili interventi pubblici, siano essi progetti di investimento o generica attività di regolazione normativa”; è un metodo che fra gli altri vantaggi ha quello di sdrammatizzare il dibattito “ideologico” su certe scelte che, in assenza di parametri oggettivi, rischiano di essere altrimenti affidate a logiche puramente ideologiche o di “cordata” politica  e a volte clientelistiche o, peggio ancora, contaminate dai fenomeni corruttivi ai quali in Italia siamo particolarmente sensibili. Come anticipato in premessa, ne faremo uso quando si tratterà di parlare di flussi turistici e nuove rotte (o nuovi scavi) per le grandi navi che solcano la nostra Laguna.

(c) foto credits: Francesca Palermo-Patera

Dolce Stil Novo: il Dizionario Novissimo

Dizionario Novissimo della lingua itagliana così come viene ancuo (attualmente) parlata dal Serenissimo Sindaco della Inclita Città Metropolitana di Venezia

dizionario-tommaseoIn ordine alfabetico di apparizione:

 

CARNEVALE: emblema di “grande Risorgimento Veneziano”; l’accostamento risulta ostico a chi come noi ha vissuto quello vero del 48, e il compagno d’armi Daniele Manin si rivolterà nella tomba ma la frase è stata immortalata su twitter: https://twitter.com/LuigiBrugnaro/status/664044548532903936

CITTA METROPOLITANA: quella che si estenderà da Rovigo a Pordenone (in un delirio di onnipotenza ribadito al Festival della Politica di Mestre il 10 settembre) passando da Gardaland e dalla futura Veniceland di Tessera, in attesa di inglobare anche Innsbruck e Monaco di Baviera quando saranno comodamente collegate alla Marittima da un servizio di grandi navi modello “montagne russe”, con cavalcavia acqueo sul passante di Mestre.

COMUNISTA: dicasi di giornalista che nel corso di un’intervista osa fare una domanda o un commento di troppo: “dica lei che cosa si fa. Se i soldi non ci sono più… lei che sa… vedo che è abbastanza comunista” (Brugnaro in diretta al giornalista Davide Calimani, TgR Rai Veneto). NdR la domanda sovversiva era: “che si fa?”, riferita al bilancio comunale. Fonte: http://www.robertoferrucci.com/wordpress/category/sentsovv/

CUBO (di Piazzale Roma): esempio positivo di “ibridazione”: “A me quel cubo non dispiace. Pure il colore del nuovo edificio si sposa con il ponte dell’architetto Santiago Calatrava. Personalmente m’incuriosisce il nuovo, l’ibridazione tra antico e moderno. Credo che entrambi possano coesistere” (fonte: intervista a Panorama, 17 agosto).

CURRICULUM: pezzo di carta formalmente richiesto per la nomina a posizioni apicali nelle società partecipate dal Comune, in cui ciò che conta non sono i titoli o l’esperienza ma la risposta a tre domande implicite: 1) sei nato a Spinea? 2) hai già lavorato nella galassia della UMANA SpA? 3) una tessera di partito almeno ce l’hai, o ti candidi solo per farci perdere tempo?

DIRETTORE GENERALE: non ce n’è bisogno, ve lo avevo detto: è tempo di risparmi, per il bilancio comunale. Anzi no, siete voi che avete capito male. Anzi si, proroghiamo Agostini per due mesi e poi ne attribuiamo i compiti al Segretario Generale. Anzi no, sapete che faccio? Gli cambio nome, lo chiamo “city manager” tanto costa uguale, adesso pubblico il bando di concorso (fonte: comunicato stampa del Comune di Venezia, 11 settembre).

DIZIONARIO: soprammobile pesante e voluminoso da usare come fermacarte quando c’è bora, in alternativa ai “veri de Muran”.

ESERCIZIO ABUSIVO della professione: l’esercizio della professione giornalistica in modo non confacente o consono ai desideri del Sindaco, che in quanto tale si riserva di denunciarla (Brugnaro 10 luglio). Fonte: http://www.lavocedivenezia.it/venezia-sindaco-brugnaro-stampa-non-mi-ricatta-44345/

FLUSSI TURISTICI: vedi alla voce “Giubileo”.

FORAISCHEI: variante locale di “o la borsa o la vita”; espressione in disuso dai tempi di “faccia d’angelo” alias Felice Maniero ma riesumata per zittire Elton John (fonte: Brugnaro su twitter, 18 agosto).

GENTAGLIA di sottogoverno: per tale si intende (o sottointende) una sottosegretaria al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, che il giorno prima aveva osato esprimere un parere in materia di sua competenza (fonte: Brugnaro, intervista a Repubblica del 25 agosto).

GHEA PODEMO FAR: “Yes we can”, lo slogan della campagna elettorale. Tradotto in vernacolo per evitare di pagare i diritti d’autore a Mister Obama, che magari avrebbe anche fatto a mano di questo tentativo di emulazione, viste le esternazioni recenti del neo-Sindaco.

GIORNALI: quegli inutili orpelli di carta a cui, per definizione, non dovremmo credere: “Carissimo @AdrianoCelentano ciao. Ma certo che ho letto i giornali. Ma tu credi ancora a quello che scrivono? Chiamami che ti spiego bene” (Brugnaro su twitter, 11 agosto).

GIUBILEO: sinonimo di schei. “Dopo Venezia vuole fare anche il sindaco di Roma? “Tifo per Roma. Ma se penso alle sfide che deve affrontare, il giubileo su tutti, sono preoccupato. Se Roma non dovesse farcela, ci candidiamo ad ospitare i turisti” (intervista a Panorama, 17 agosto).

INTELLETTUALI DA STRAPAZZO: quelli che osano ridire, a proposito di Venezia, quello che tutti diciamo in città ma lo dicono in lingua inglese e pertanto ostica al Sindaco, che reagisce accusandoli di “denigrare Venezia” (Brugnaro su twitter, 23 agosto).

SCHEI: vedi alla voce “Giubileo”. Alla voci “sinonimi” consultare anche: Grandi Navi.

SEMPREVERDI dei girotondi: “Per intenderci, tutti coloro che hanno una cattiva idea dell’ambientalismo e che sognano di piantare le melanzane a Marghera. Come dicevo in campagna elettorale: non sono cattivi ma sono stupidi” (intervista a Panorama, 17 agosto).

SFIGATI: tutti quei che se beve un goto de vin a Venessia ma no ga votà el partito fucsia (intervista a Panorama, 17 agosto): “Ce l’ha con il maestro della fotografia Gianni Berengo Gardin a cui sta impedendo di mostrare le sue immagini proprio a Venezia? “Parlo di chi viene a Venezia a bere il drink. Gli sfigati che non calcola più nessuno, i professionisti della polemica”.

STRAPAZZO: vedi alla voce “intellettuali”.

STUPIDI: vedi alla voce “sempreverdi”.

“SUMMIT internazionale”: cena a sbafo per 120 invitati la cui maggioranza non ha alcuna attinenza con il tema annunciato, in un Palazzo dove i contribuenti che ne sono proprietari non possono mangiare neanche un panino.

TAVOLI DI CONSULTAZIONE: promessi in campagna elettorale come strumento di democrazia partecipata, ad elezioni concluse si sono trasformati in tavoli “riservati” a chi ha votato Brugnaro (con qualche spiraglio per chi dovesse pentirsi per NON averlo fatto, previa pubblica abiura e atto di sottomissione?) Nelle parole del magnanimo Sindaco a un cittadino dissenziente: “Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora”. Fonte: il pubblico presente al primo “tavolo di consultazione”.

Avvertenza:

Pagina in costruzione, la nostra squadra di volontari si incaricherà di aggiornarla mano a mano che si arricchisce di nuove voci. Stiamo con questo criticando il Sindaco in carica? Assolutamente no, ognuno ha il diritto di esternare come gli pare e non saremo noi a negargli quel diritto, anzi: con questa pagina intendiamo tramandare ai Posteri le sue nobili gesta, e fornire agli esegeti qualche strumento di interpretazione lessicale, etimologica e teleologica.

Lettera aperta: quando un Sindaco non rappresenta più i valori condivisi di una città..

Aldo Manuzio

Venezia, 25 agosto 2015

Quando cinguetta su twitter, questo Sindaco non lo fa in nome della città ma in nome proprio, e la libertà di espressione vale anche per lui come per tutti i cittadini.. ma quando distribuisce insulti a personalità del mondo della cultura (Adriano Celentano, Elton John) dall’alto della sua carica, questo Sindaco con delega alla cultura si dimostra semplicemente inadeguato per la delega che si è auto-attribuito.

Quando pubblicamente minaccia i giornalisti di denunciarli per “esercizio abusivo della professione” (?!?), quando di fatto censura un grande fotografo come Gianni  Berengo Gardin con la pretesa di inquadrarne l’opera per piegarla ai suoi fini politici, quando dà del “comunista” a un giornalista RAI colpevole di avergli fatto una domanda di troppo, questo Sindaco fa torto alla città in cui Aldo Manuzio prosperò perchè baluardo della libertà di stampa, oltre che della libera impresa.

Avrà le sue ragioni? Non lo mettiamo in dubbio ma quando attribuisce patenti di “sfigato” a chi non la pensa come lui (come ha fatto nella sua intervista a Panorama) questo Sindaco non rappresenta più i valori fondanti, e tuttora condivisi, di una città che Francesco Petrarca aveva lodato come “unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita”.

Quando questo Sindaco comincerà ad occuparsi dei molti problemi che affliggono Venezia, a partire dalla perdita continua di residenti e dai flussi turistici che hanno riempito le pagine dei quotidiani in questi giorni, anziché dedicare tante energie a polemiche futili quanto sterili, sarà un piccolo passo per lui e un grande passo per la città che rappresenta agli occhi del mondo. Esserne il Sindaco conferisce una grande visibilità, che i sindaci di altre città non hanno, amplificandone nel bene e nel male le voci e i sussurri; nell’interesse della città (che va ben oltre gli interessi di parte) pubblicamente gli chiediamo di farne un uso intelligente, utilizzando toni più consoni al suo ruolo istituzionale e alla storia millenaria di Venezia.

——–

La lettera “aperta” è tale perché pubblica e aperta alle adesioni individuali di chiunque si riconosca nelle preoccupazioni a cui stiamo cercando di dare voce, senza “cappelli” o etichette politiche di sorta. L’intervista a Panorama è questa:

http://www.panorama.it/news/politica/luigi-brugnaro-sindaco-venezia-intervista/

Gli altri “epiteti” brugnariani sono partiti via twitter (a ruota libera, in un crescendo di polemiche contro tutti). Colpa del caldo? Speriamolo. Quando un Sindaco non rappresenta più i valori condivisi di una città, i cittadini che non si riconoscono nell’immagine trasmessa “urbi et orbi” da quel Sindaco hanno comunque il diritto di farlo sapere, con i mezzi di cui dispongono: consapevoli della disparità dei mezzi a disposizione, ma non per questo rassegnati a tacere.

Per aderire a questa lettera potete: 1) lasciare un commento con le vostre generalità su questa pagina 2) inviare una email a: 25aprile2015@gmail.com 3) partecipare alla discussione nel gruppo facebook in cui ha preso spunto: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Hanno già firmato (in ordine alfabetico):

  1. Flavia Antonini
  2. Laura Baita
  3. Gloria Barbone
  4. Stefano Barina
  5. Lucia Bartoloni
  6. Stefano Barzizza
  7. Annamaria Beccaris
  8. Maria Chiara Bellati
  9. Carlo Beltrame
  10. Alberto Benvenuti
  11. Enrica Berti
  12. Anna Bolcato
  13. Alessandro Bozzato
  14. Margherita Bravo
  15. Stefano Bravo
  16. Marco Caberlotto
  17. Tiziana Cadinaro
  18. Vera Cantale
  19. Silvia Cappelletto
  20. Natasa Carousel
  21. Cino Casson
  22. Mauro Cazzaro
  23. Gaetano Ceschia
  24. Roberta Chiarotto
  25. Flavio Cogo
  26. Marino Coltro
  27. Isa Compagno
  28. Simonetta Cordella
  29. Cristina Costantini
  30. Giacomo Cosua
  31. Marina Cravin
  32. Sofia Cutrone
  33. Alice Degnato
  34. Tommaso De Michiel
  35. Walter De Michiel
  36. Adriano De Vita
  37. Marco Aurelio Di Giorgio
  38. Francesco Di Pumpo
  39. Riccardo Domenichini
  40. Franca Ducati
  41. Walter Fano
  42. Elisabetta Favaretti
  43. Anna Ferrigno
  44. Adelina Finzi
  45. Francesco Foschi
  46. Nicoletta Frosini
  47. Giampietro Gagliardi
  48. Marco Gasparinetti
  49. Piera Gusatto
  50. Adriano Kraul
  51. Rosanna Ligi
  52. Pietro Majer
  53. Salvatore Marchese
  54. Daniela Marino
  55. Mario Martinotti
  56. Angelo Marzollo
  57. Paola Minoia
  58. Silvia Nordio
  59. Filippo Maria Paladini
  60. Renzo Paniccia
  61. Alessandro Passi
  62. Magda Pattarello
  63. Cesare Peris
  64. Bruno Piasentini
  65. Gianluigi Placella
  66. Roberto Pontini
  67. Davide Ravagnan
  68. Alessandra Regazzi
  69. Angelo Riboni
  70. Alvise Rossi
  71. Mario Rosso
  72. Cristiana Rubini
  73. Pino Sartori
  74. Veronica Scarpa
  75. Marco Secchi
  76. Loredana Seno
  77. Franca Simoli
  78. Alessandra Sitran
  79. Carla Sitran
  80. Antonella Stocco
  81. Giuseppe “Bepi” Tattara
  82. Duccio Toffanello Guadagni
  83. Nicola Tognon
  84. Nicola Tonon
  85. Mario Torcinovich
  86. Maria Grazia Trevisan
  87. Paolo Valdisserri
  88. Teresa Venier
  89. Dario Vianello
  90. Roberta Vianello
  91. Luigi Vianelli
  92. Silvia Visnadi
  93. Francesca Vistosi
  94. William Warhol
  95. Marcel Willsch
  96. Selina Zampedri
  97. Barbara Zanetti
  98. Andrea Zanin
  99. Maurizio Zennaro
  100. Maddalena Zocco

Fuochi del Redentore – Appello al Sindaco Brugnaro

Venezia, 9 luglio 2015

Egregio Signor Sindaco,

Dalla stampa quotidiana apprendiamo che Lei intenderebbe organizzare un Redentore “diffuso” con fuochi di artificio sparsi su tutto il territorio comunale. In vista della prima riunione di Giunta convocata per domani 10 luglio, che all’ordine del giorno ha anche e soprattutto una prima ricognizione della difficile situazione di bilancio, e alla luce dei tragici eventi che hanno colpito la riviera del Brenta (un morto, trenta feriti e un centinaio di abitazioni danneggiate dal tornado di ieri) in Comuni a noi vicinissimi e che fanno parte della futura città metropolitana di Venezia, di cui Lei stesso sarà presto il Sindaco, rispettosamente vorremmo sottoporre alla Sua attenzione le seguenti considerazioni di merito e di opportunità.

  1. Se la situazione di bilancio è compatibile con i maggiori costi che il Redentore “diffuso” comporterebbe, per noi cittadini e contribuenti risulterebbe difficile capire perché tali margini di manovra non vengano invece utilizzati per attenuare gli effetti dei dolorosi tagli a servizi essenziali deliberati dalla gestione commissariale, che hanno colpito ampie fasce della popolazione residente;
  2. Alla luce della tragedia che ha colpito i Comuni di Dolo, Mira e Pianiga, i fuochi diffusi in terraferma potrebbero anche essere interpretati come un segno di superficialità o mancanza di sensibilità istituzionale; se veramente la situazione di bilancio è così florida, Le proponiamo pertanto di stanziare con apposita delibera urgente, che potrà essere adottata domani stesso, un importo almeno equivalente al costo dei fuochi “diffusi” in favore delle popolazioni colpite dal tornado, dando un segno di sobrietà e di solidarietà più consono alle circostanze attuali.
  3. Nel caso in cui le considerazioni di cui sopra dovessero sembrarle irrilevanti, Le ricordiamo le dichiarazioni da Lei rilasciate in campagna elettorale, quali ad esempio: ” Gli animali domestici sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, ed è una mia prerogativa tutelarli” (incontro al parco Albanese, 24 maggio) e ancora: “Una società civile è una società che rispetta e tutela gli animali.” Come Lei sa, e come riconosciuto ad esempio dal Comune di Torino, l’ipersensibilità di molti animali ai fuochi di artificio è ben documentata e un conto è organizzare dei fuochi in bacino San Marco, altra cosa è farlo in prossimità di canili o peggio ancora di una ZPS dove nidificano specie protette. Se avesse dei dubbi al riguardo, nel territorio comunale sono presenti varie associazioni (a titolo di esempio: Associazione Canili, ENPA, LAV, LIPU e WWF) che potranno essere consultate prima di prendere una decisione potenzialmente contraddittoria con le dichiarazioni da Lei rese in campagna elettorale.

Per tutti i motivi sopra esposti, a Lei e alla Giunta comunale

CHIEDIAMO

di riconsiderare l’idea di un Redentore “diffuso” con fuochi in terraferma e di stanziare invece un importo equivalente in favore delle popolazioni colpite dal tornado di ieri nei territori comunali di Dolo, Mira e Pianiga o, in alternativa, di utilizzare tale importo per attenuare i tagli ai servizi alla persona deliberati dalla gestione commissariale, la cui lista è lunga. Siamo certi che, alla luce delle circostanze attuali, non resterà insensibile a questa richiesta e cogliamo l’occasione per formulare i migliori auguri di buon lavoro a Lei e alla Giunta che si riunirà domani, 10 luglio.

Nella foto: Villa Fini a Dolo, prima e dopo il tornado dell’8 luglio (foto Enrico Garbo).

Per aderire all’appello potete: 1) lasciare un commento con le vostre generalità su questa pagina 2) inviare una email a: 25aprile2015@gmail.com

VillaFini fotoEnricoGarboPrima firmataria:

Selina Zampedri

Adesioni all’appello già raccolte nelle prime ore, in ordine alfabetico:

  1. Paola Agostinetti
  2. Daniela Alzetta-Boschian
  3. Elena Andreoli
  4. Sabrina Ardizzoni
  5. Sara Artico
  6. Adriana Augusti
  7. Wanda Azzolini
  8. Beatrice Baggio
  9. Elisabetta Bai
  10. Alice Bakdovin
  11. Valentina Baldessari
  12. Francesca Baldi
  13. Chiara Barazzuol
  14. Barbara Barbato
  15. Roberta Barbato
  16. Giulia Barbierato
  17. Gloria Barbone
  18. Elena Barichello
  19. Stefano Barina
  20. Stefano Barzizza
  21. Lilly Bastico
  22. Adriana Bellenzier
  23. Carlo Beltrame
  24. Arrigo Benetti
  25. Silvia Benetollo
  26. Giulia Benvegnù
  27. Emma Bergamini
  28. Sebastiano Berghino
  29. Stefano Bergo
  30. Lidio Berhan
  31. Anna Bernardinello
  32. Enrica Berti
  33. Elisa Berto
  34. Marco Berto
  35. Sara Bettiolo
  36. Francesco Bez
  37. Raffaela Bianchetto
  38. Angela Bianco
  39. Giacomo Bianco
  40. Francesca Biancu
  41. Luisa Biasutti
  42. Massimiliano Bigarello
  43. Marco Bini
  44. Francesco Biscaro
  45. Alberto Bisello
  46. Laura Elisa Bisutti
  47. Stefano Bizzotto
  48. Silvia Bobbo
  49. Roberta Bognolo
  50. Anna Bolcato
  51. Matteo Bonel
  52. Alessandra Bonesini
  53. Alessandra Bonesso
  54. Francesca Bonesso
  55. Claudia Bonso
  56. Marco Borghi
  57. Damiano Bortolato
  58. Rossella Bortoletti
  59. Anna Bortolotti
  60. Daniela Boscolo
  61. Sandra Boscolo Brusá
  62. Leonardo Bosello
  63. Alessandro Bozzato
  64. Serena Bozzo
  65. Berta Brandle
  66. Giuliano Brandoli
  67. Aldo Brandolisio
  68. Ilaria Brandolisio
  69. Margherita Bravo
  70. Stefano Bravo
  71. Rossella Breda
  72. Paolo Brunello
  73. Luciana Bruno
  74. Sara Buggero
  75. Cinzia Bullo Morgano
  76. Alvise Busetto
  77. Giampaolo Busetto
  78. Giulia Busetto
  79. Roberto Caccin
  80. Michele Calenda
  81. Nicola Calenda
  82. Simone Caltran
  83. Anna Camillo
  84. Sandra Campanella
  85. Renato Canciani
  86. Maria Rosa Cannistraci
  87. Patrizia Cappello
  88. Mario Cardamone
  89. Ottavia Carlon
  90. Julie Carraro
  91. Lucia Carrer
  92. Marta Casarin
  93. Luciana Castagnaro
  94. Roberto Catto
  95. Barbara Cavaliere
  96. Sally Ceccato
  97. Andrea Cemolin
  98. Giancarlo Cemolin
  99. Marco Cemolin
  100. Laura Ceoldo
  101. Stefano Ceolin
  102. Mariarosa Cerni
  103. Monica Cesarato
  104. Francesco Ceselin
  105. Silvia Cester
  106. Igor Checchini
  107. Roberta Chiarotto
  108. Lucia Cimarosti
  109. Marta Ciulli
  110. Flavio Cogo
  111. Roberto Colasanto
  112. Claudia Collorio
  113. Mirella Conca
  114. Marisa Convento
  115. Simonetta Cordella
  116. Elisa Corò
  117. Leda Cossu
  118. Marina Cravin
  119. Alessandra Crivellari
  120. Costanza Crociani
  121. Fabrizio Crociani
  122. Lorena Culloca
  123. Elisa Da Lio
  124. Rossella Da Lio
  125. Claudio D’Antoni
  126. Alice Dal Maschio
  127. Elisa Dal Molin
  128. Gianni Darai
  129. Aldo D’Este
  130. Marika D’Este
  131. Valentina De Biasi
  132. Franca De Col
  133. Adele De Gobbi
  134. Daria De Iacobis
  135. Antonella De Iena
  136. Margot Deliperi
  137. Caterina Dell’Olivo
  138. Nicolo de Michiel
  139. Tommaso de Michiel
  140. Walter de Michiel
  141. Davide De Sanzuane
  142. Giorgia De Sanzuane
  143. Martina De Stefani
  144. Laura Della Pietà
  145. Francesco Di Giorgio
  146. Silvana Di Puorto
  147. Francesco Di Pumpo
  148. Paola Dilaria
  149. Margherita Divari
  150. Riccardo Domenichini
  151. Arianna Dordit
  152. Fabio Doro
  153. Chiara Dujela
  154. Ermanno Ervas
  155. Maria Elisabetta Fabris
  156. Lorenzo Fabro
  157. Guido Facchin
  158. Francesca Faggian
  159. Bruno Fantin
  160. Giovanna Fava
  161. Giuseppe Favero
  162. Ilenia Favero
  163. Adriana Fedrigo
  164. Carlotta Ferrari
  165. Anna Ferrigno
  166. Erendira Ferruzzi
  167. Omawumi Fischer
  168. Francesca Foccardi
  169. Luca Fois
  170. Francesca Fornasiero
  171. Paolo Fornelli
  172. Sandra Fortuni
  173. Federica Foschi
  174. Francesco Foschi
  175. Roberto Fraioli
  176. Chiara Franceschi
  177. Monica Francesconi
  178. Tatiana Franchin
  179. Simone Franz Sandri
  180. Giuseppina Fregugia
  181. Matteo Freschi
  182. Chiara Frezza
  183. Jacopo Frosini
  184. Nicoletta Frosini
  185. Orsola Frosini
  186. Simone Frosini
  187. Cinzia Fulici
  188. Gabriella Furlan
  189. Riccardo Gabbana
  190. Graziella Gallanda
  191. Stefania Galluccio
  192. Giulia Gabrielli
  193. Arianna Gaggiato
  194. Valeria Galimberti
  195. Eleonora Gallo
  196. Marco Gasparinetti
  197. Emilio Giabardo
  198. Giovanna Gimma
  199. Maudia Giraldo
  200. Isabella Gnes
  201. Bruno Gorini
  202. Giorgio Griffon
  203. Piero Griggio
  204. Luisa Grosselle
  205. Piera Gusatto
  206. Alex Hai
  207. Janys Hyde
  208. Simone Iacopino
  209. Patrizia Iacovazzi
  210. Franco Iosa
  211. Elisa Isicato
  212. Laura Jovich
  213. Adriano Kraul
  214. Francesca Lacchin
  215. Giovanna Lanza
  216. Anna Lazzaro
  217. Elena Lazzaroni
  218. Michela Leoni
  219. Cinzia Levato
  220. Rosanna Ligi
  221. Maddalena Liziero
  222. Nicoletta Locatelli
  223. Luca Lorenzin
  224. Alice Lucchini
  225. Claudia Luise
  226. Annamaria Maddalosso
  227. Sabrina Magrini
  228. Mauro Magnani
  229. Pietro Majer
  230. Anna Manao
  231. Fiorella Manente
  232. Francesca Manente
  233. Marina Marcato
  234. Salvatore Marchese
  235. Lisa Marchiori
  236. Mara Marini
  237. Federica Mariutti
  238. Tiziana Martinengo
  239. Mario Martinotti
  240. Chiara Marzola
  241. Stefania Maso
  242. Irina Kore Menegazzo
  243. Francesca Micconi
  244. Martina Milliaccio
  245. Debora Minelle
  246. Francesco Minetto
  247. Tommaso Mingati
  248. Paola Minoia
  249. Lara Minto
  250. Sabrina Minto
  251. Antonella Molinari
  252. Edda Molinari
  253. Vincenza Monica
  254. Maria Teresa Morini
  255. Monica Mortai
  256. Evelin Mortari
  257. Federico Munerotto
  258. Enrico Nanni
  259. Annamaria Nasta
  260. Irene Nave
  261. Elisa Nicotra
  262. Francesco Nifini
  263. Paola Nordio
  264. Silvia Nordio
  265. Barbara Ongarato
  266. Laura Ongaro
  267. Davide Ordigoni
  268. Maura Orlandini
  269. Anna Osello
  270. Anna Ottolini
  271. Francesca Pacchiele
  272. Michele Pagan
  273. Luca Pagano
  274. Pamela Pagnin
  275. Concetta Palagiano
  276. Pierluigi Palazzi
  277. Luisa Paleari
  278. Francesco Angelo Paloschi
  279. Federica Paludetto
  280. Lucia Papuzzi
  281. Monica Parisi
  282. Franca Paronetto
  283. Daniela Paronuzzi
  284. Angela Pasculli
  285. Alessandro Passi
  286. Lorenzo Passi
  287. Barbara Pastor Smith
  288. Saverio Pastor
  289. Elisabetta Pastrello
  290. Magda Pattarello
  291. Vanessa Paulon
  292. Irene Pellizzon
  293. Beatrice Penso
  294. Davide Penzo
  295. Rossana Peresin
  296. Christian Peressin
  297. Consuelo Perin
  298. Laura Perini
  299. Live Pernet
  300. Carlo Pescatori
  301. Lucia Piastra
  302. Martina Piazza
  303. Gabriele Piccoli
  304. Mercedes Piccolo
  305. Livia Pieran
  306. Alessia Pilotto
  307. Laura Pinton
  308. Renata Pitteri
  309. Orietta Pizzigati
  310. Francesco Placella
  311. Gianluigi Placella
  312. Tiziana Polito
  313. Carlo Possamai
  314. Fabio Prizzon
  315. Consuelo Puricelli
  316. Nadia Quintavalle
  317. Sibora Rakipi
  318. Francesco Rampazzo
  319. Shanty Ranaldi
  320. Antonina Randazzo
  321. Alessandra Regazzi
  322. Silvia Regazzo
  323. Angelo Riboni
  324. Ester Rioda
  325. Federica Rizzardi
  326. Alessia Rizzo
  327. Matteo Rizzuto
  328. Michela Romano
  329. Luisella Romeo
  330. Cristina Romieri
  331. Marilena Rossetto
  332. Michele Rossi
  333. Claudia Rossini
  334. Cristiana Rubini
  335. Elisabetta Ruffini
  336. Roberto Saccora
  337. Annamaria Sambo
  338. Serena Sandri
  339. Tomaso Santinon
  340. Alice Sapienza
  341. Pino Sartori
  342. Rita Sartori
  343. Veronica Sarti
  344. Linda Scandagliato
  345. Barbara Scardillo
  346. Eleonora Scarpa
  347. Matteo Scarpa
  348. Veronica Scarpa
  349. Lucrezia Scatola
  350. Riccardo Schiano
  351. Sabina Schiavuta
  352. Marika Semenzato
  353. Eddi Serena
  354. Pia Settimi
  355. Gian Luca Sfriso
  356. Vito Simi de Burgis
  357. Pamela Simonetta
  358. Matteo Siniscalco
  359. Benedetta Socal
  360. Martina Sola
  361. Annetta Soppelsa
  362. Annalisa Sortini
  363. Rosanna Spernich
  364. Riccardo Stellon
  365. Giorgia Susanna
  366. Marco Taboga
  367. Chiara Tagliapietra
  368. Sonia Tasca
  369. Annamaria Tissi
  370. Alessandro Titta
  371. Giulia Todeschini
  372. Nicola Tognon
  373. Riccardo Tomasutti
  374. Lucia Toniolo
  375. Monica Tonussi
  376. Andrea Toppan
  377. Roberta Torcellan
  378. Elena Torresan
  379. Maria Rosa Torresan
  380. Stefania Tottolo
  381. Federica Travagnin
  382. Marta Trento
  383. Cinzia Trevisan
  384. Marco Trevisan
  385. Sabrina Trovò
  386. Patrizia Vachino
  387. Selvaggia Valenti
  388. Marta Valtorta
  389. Arianna Vanin
  390. Lorenzo Varponi
  391. Paola Vecchiato
  392. Luca Vedovato
  393. Marco Vedovato
  394. Elena Venturini
  395. Alice Veronese
  396. Gabriella Veronese
  397. Roberta Vesco
  398. Alessandra Vescovo
  399. Dario Vianello
  400. Fabio Vianello
  401. Giovanni Battista Vianello
  402. Irene Vianello
  403. Michela Vianello
  404. Natale Vianello
  405. Sonia Vianello
  406. Stefania Vianello
  407. Valentino Villanova
  408. Antonella Visaggio
  409. Cinzia Visentin
  410. Mirko Visentin
  411. Francesca Volpato
  412. Marcel Willsch
  413. Giulia Zambon
  414. Selina Zampedri
  415. Diana Zacchello
  416. Gabriella Zamuner
  417. Roberto Zane
  418. Alessandra Zanella
  419. Barbara Zanetti
  420. Marta Zanetti
  421. Silvia Zanini
  422. Elisabetta Zanon
  423. Lara Zanon
  424. Patrizia Zappalorto
  425. Ota Zenichi
  426. Emanuele Zennaro
  427. Maurizio Zennaro
  428. Roberto Zinelli
  429. Mara Zito
  430. Valentina Zito
  431. Luca Zuccolin

Era fucsia, atto primo

17 giugno: passaggio delle consegne, il nuovo Sindaco riceve le chiavi di casa (Ca’ Farsetti).

18 giugno: Atto Primo dell’era fucsia, prima ancora di aver formato la squadra (assessori) e prima ancora di aver convocato quel fastidioso e inutile orpello chiamato Consiglio comunale, il  neo-Sindaco dirama il seguente comunicato stampa, che forse chiarisce quali siano le veri priorità di Venezia. La sicurezza? Il lavoro? Il problema casa? La situazione di bilancio? La riduzione dei flussi turistici? No, i Grandi Scavi, come se il Canale dei petroli non bastasse..

EMMENTHAL

Comunicato stampa:

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha invitato oggi  a Ca’ Farsetti il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, per un primo esame dei temi di comune responsabilità (Marghera, Punto Franco, sviluppo portuale offshore-onshore, crocieristica, ecc.) anche in vista di prossimi passi da compiere e delle posizioni da prendere nei confronti dei governi regionale e nazionale in tema di portualità.

Con riferimento alla via alternativa di accesso alla Marittima, che dovrà eliminare il passaggio delle grandi navi da crociera davanti  San Marco e il Canale della Giudecca, il sindaco ha sollecitato l’Autorità Portuale a collaborare con il Comune di Venezia per la redazione di una alternativa progettuale al Canale Contorta Sant’Angelo, consistente in un raccordo tra il Canale Malamocco-Marghera e il Canale Vittorio Emanuele III che costeggia il lato est dell’isola delle Tresse.

L’Autorità Portuale ha convenuto di inserire l’“alternativa Tresse” come integrazione spontanea del procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale Speciale attualmente in corso  e del quale è soggetto proponente.

Il sindaco di Venezia e il presidente dell’Autorità Portuale provvederanno ad informare della decisione oggi presa concordemente i Ministri e le Autorità competenti al prosieguo del procedimento.

Venezia, 18 giugno 2015 (fine citazione)

———————————————–

Fonte: il primo comunicato stampa del Neo-Sindaco.

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/83702

Da questa scelta traspare quella che sembra essere la priorità delle priorità: “er raccordo anulare”, come direbbero a Roma. Raccordo acqueo, nel caso di Venezia.

Se a qualcuno fosse sfuggita, la parola chiave è “speciale”, e subito dopo le parole “Valutazione d’Impatto Ambientale” cosa significa? VIA accelerata a 30 giorni, la stessa che avevamo già criticato quando era stata utilizzata per il progetto di “adeguamento” del canale Contorta. La valanga di osservazioni inviate al Ministero aveva vanificato quella mossa per lo scavo del Contorta; dobbiamo adesso prepararci a fare altrettanto per lo scavo (pardon, per l’allargamento) del canale Vittorio Emanuele?

Si tratta di un rischio che avevamo segnalato, alla vigilia delle elezioni: quando il candidato Sindaco rassicurante sosteneva che “non serve scavare, il canale c’è già” (dimenticando di precisare che andrà scavato in profondità e raddoppiato in larghezza, se quella sarà la soluzione individuata).

Saremo mica finiti dalla padella alla brace? Da Zappalorto a Zappalacqua? Lo sapremo nei prossimi mesi. Nel frattempo vorremmo far notare che le dichiarazioni odierne di Paolo Costa sono clamorosamente smentite da quelle del suo omonimo (?) Paolo Costa che nel giugno di due anni fa dichiarava: “L’Autorità (Portuale) ha valutato il passaggio per i canali delle Tresse, di Vittorio Emanuele e il Contorta. I primi due sono stati esclusi perché entrano in conflitto con il porto commerciale e soprattutto impongono il passaggio per Marghera, zona a rischio industriale“.

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2013/20-giugno-2013/crociere-costa-boccia-tutte-ipotesi-solo-contorta-garantisce-porto-2221760726839.shtml

Costa e Brugnaro stiano attenti a non scherzare troppo con quel leone alato della foto, a Ca’ Farsetti: ha l’aureola, è vero, ma è anche vero che “qua no se imbarca cuchi” e questo gruppo ha buona memoria.

ZappalortoBrugnaro

Navigazione articolo