Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#BreakingNews: i nostri comunicati stampa”

To our foreign friends: would you please sign this petition?

Do you agree with the petition? You can sign it at this address:

https://www.change.org/p/comune-di-venezia-salviamo-venezia

Courtesy translation, soon on “change.org” too:

“The city of Venice is undergoing  a transformation to suit the mass tourism. Venice is a special city, a World Heritage Site, intact for centuries but still alive with inhabitants adapting to its rhythms: the absence of cars is the most striking example of this unique lifestyle. The most remarkable feature of Venice in fact is that her stones and her inestimable treasures are integrated in an urban pattern that lives and breathes: people who live, work, walk and move by boat, attend school and university. However, all of this is in danger to disappear. Venice is irremediably becoming a theme park, where everything is for tourists. But in this way those who will visit her in the future will be disappointed: you may photograph the most famous monuments, but you could not anymore say of having really visited one of the oldest and most beautiful civilisations in the world. At most you could say that you saw the precious stones, without soul and disfigured by the presence of only touristic shops and restaurants in place of history, tradition and culture: local crafts, food and wine specialities will be a far memory.

What has been altered over the years? Everything has been liberalized: now you can open a tourist shop everywhere and the changes of use have no restrictions anymore. Meanwhile, the number of residents is gradually decreasing, with 500 people less every year. They were 108,000 in 1971, today they are less than 56,000. The city is being emptied. Why? Because today anyone can rent an apartment for tourist use, more or less legally. No one supervises it, no one prevents it. And the cost of apartments, for who would like to reside there, keeps on increasing.

Venice is not the property of Venetians and saving her is everybody’s interest. It’s not a matter of “protecting an endangered species” but of implementing any actions that can safeguard Venice as a living city. Because one day the whole humanity will ask an explanation – to whom is allowing this – of why a city so unique and special is gone. And it will not be the rising sea to have devastated her, but human beings.

What can we do? First of all it’s necessary a popular, cross-cutting and international mobilization to advocate new rules for the protection of Venice and her unique features.

But what is also needed first and foremost is an immediate action, a “standstill rule” to stop every type of transformation and exploitation for a while: with this petition we request the City Council of Venice and the Region of Veneto a provisional ban on the changes of use in the urban regulation. We urge the competent authorities to stop the transformation of apartments from residential to tourist use. We request them to write new rules, where necessary with the help of international law, to protect the urban heritage of Venice before it is too late.

And we ask the national and international authorities to monitor the safeguard of this inestimable World Heritage, which goes beyond local and national “competence”.

Do you agree with the petition? You can sign it at this address:

https://www.change.org/p/comune-di-venezia-salviamo-venezia

The petition has already been signed by more than 1,500 venetians, will you join them? The author is one of us: Serena Spinazzi Lucchesi. Serena works as a journalist for “Gente Veneta” but has done this in her personal capacity.

When we created this civic platform two years ago we wrote: “Whoever truly loves Venice is welcome here, irrespective of nationality and religion: this has always been the strenght of Venice, since the middle age: its capacity to attract the best energies from all over the Mediterranean Sea”.

Being venetian is a state of mind, not an identity card issue. Be venetian, join our fight!

For our (many) foreign friends

Why should you do it, why should you care?

Because we need a standstill clause and we need it now, or all our houses will be turned into luxury hotels or B&B, like the one of the next picture (Ca’ Cendon) which is 500 years old, and now is just one of the many hotels in town.

Ca' Cendon facciataIs it the first time that we make this request? Not really: those who were at the Fenice Opera opening on 22 November 2014 may remember this:

Have we been heard? Not beyond “lip service” of all politicians, but with your help may be.. Venice is World Heritage and the world can make a difference.

NB the state of conservation of the World Heritage “Venice and its Lagoon” has been evaluated by the joint UNESCO/ICIMOS/RAMSAR reactive monitoring mission carried out in October 2015. The report of the monitoring mission is being submitted to the Italian authorities. The state of conservation report will be submitted for review by the World Heritage Committee at its 40th session in Istanbul, in a few weeks from now (July 2016).

This is the time, for those who want to make a difference. Together we can!

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PS per i nostri lettori italiani: le proposte del gruppo25aprile in materia di residenzialità a Venezia sono queste (e se vorrete aiutarci a migliorarle o farci avere un vostro parere, i vostri commenti e suggerimenti saranno sempre graditi):

https://gruppo25aprile.org/?s=le%20nostre%20proposte%201%29

In memoria del N.H. Alvise Zorzi, decano degli storici veneziani

«Stava ritto tutto armato a prua della sua galera, con davanti lo stendardo di san Marco, ordinando a gran voce ai marinai di portarlo prestamente a terra, o li avrebbe puniti a dovere; sicché quelli approdarono subito, e sbarcarono con lo stendardo. Tutti i veneziani seguirono il suo esempio: quelli che stavano nei trasporti dei cavalli uscirono all’aperto, e quelli delle navi grandi salirono sulle barche e presero terra come meglio poterono » (Geoffroi de Villehardouin).

Sono le parole con cui viene ricordato il Doge Enrico Dandolo già novantenne alle porte di Costantinopoli; rispettosamente vorremmo dedicarle al N.H. Alvise Zorzi (Venezia 10 luglio 1922 – Roma 14 maggio 2016) che già novantaduenne seppe mobilitare la città contro lo scavo del Contorta, nelle calde giornate dell’agosto 2014, in un momento in cui la città era priva di Sindaco e toccava a noi tutti il compito di portare lo stendardo vilipeso dallo scandalo del MoSe mentre la Laguna di Venezia era minacciata da un progetto di scavo devastante.

Aderisco con entusiasmo all’appello che spero possa salvare dalla cecità dei politici la nostra Laguna – scrisse il 19 agosto 2014.

“Con entusiasmo” impugnò lo stendardo indicando la strada che ci avrebbe portato alla vittoria, e aveva già 92 anni. Altri seguirono il suo esempio, vincendo pavidità e convenienze, calcoli di opportunità e reticenze. Che la sua lezione possa essere di esempio per tutti coloro che dicono di amare Venezia.

R.I.P. Alvise Zorzi, nobile di cuore e di lignaggio

AviseZorzialvise zorzi.it

30 maggio: il Magistrato alle Acque incontra la cittadinanza

C’è chi ne rivendica le competenze e chi già ne rimpiange la terzietà, la serietà e le competenze che andrebbero cosí disperse. C’è chi ancora non ha dimenticato lo scandalo che ne ha intaccato l’immagine a causa di un servitore infedele ma ne valuta l’operato attuale sulla base dei fatti concreti e c’è chi pensa che averne cambiato il nome (da Magistrato a Provveditore) sia sufficiente per voltare pagina.

C’è chi dietro le quinte ne auspica lo smantellamento e chi alla luce del sole rivendica il ruolo indispensabile di una Istituzione unica al mondo in una città unica al mondo, che i nostri avi hanno creato e preservato nei secoli allo scopo di tutelare la Laguna e i suoi fragili equilibri al di là delle contingenze politiche del momento, tanto da chiamarla ancora con il suo nome storico: Magistrato alle Acque.

Noi siamo fra questi e al Provveditore in carica abbiamo chiesto di incontrare la cittadinanza. Appuntamento il 30 maggio alle 18, alla Scoletta dei Calegheri (campo San Tomà, Venezia):

Layout 1

Etciù etciù: la democrazia al macello delle Tresse

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo nono.

Venezia, 28 aprile 2016

Tradizione e regolamento comunale vogliono che gli ordini del giorno del Consiglio comunale siano resi noto in anticipo, per permettere ai consiglieri comunali di studiare la materia e alla cittadinanza di essere presente per i punti di maggiore interesse, giusto? Sbagliato! Con pesce d’aprile in ritardo (era il 28 aprile) possono anche piovere dal cielo due mozioni, una sullo scavo delle Tresse (!) e l’altra sui superpoteri da conferire al Sindaco. Marin Starnudo si soffermerà sulla prima, che qui pubblichiamo in anteprima assoluta:

28aprile2016

Analizziamo i “considerati” e il deliberato, presentati direttamente in seduta (per evitare la presenza dei cittadini in aula?) senza alcuna discussione preliminare, perché sono pezzi inauditi di macelleria costituzionale e istituzionale. Da essi apprendiamo che:

  1. “con il voto delle ultime elezioni amministrative è stato chiaro il mandato dei cittadini a favore del progetto Tresse-Vittorio Emanuele”. Come, non ve ne eravate accorti? In effetti, nessuno di noi se ne era accorto ma sulla scheda elettorale del 2015 NON c’erano i simboli dei partiti e della lista Brugnaro, e nemmeno i nomi dei candidati al Consiglio comunale (che vengono eletti senza vincolo di mandato, occorre ricordarlo?) ma una cartografia del nuovo canale che sventrerà l’isola delle Tresse. Per inciso, l’idea di far passare quel canale all’interno dell’isola tagliandola in due è POSTERIORE alle elezioni: fino a quel momento il Sindaco GARANTIVA e spergiurava che il canale c’era già: il Vittorio Emanuele, e che NON c’era bisogno di scavare. Parole sue.
  2. al Governo si chiede di intervenire perché venga realizzato “il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Equivoco numero due: quelle del 2015 NON erano elezioni, bensì un REFERENDUM sullo scavo di un canale che fino ad allora era stato escluso, dal candidato Sindaco in persona. Mannaggia, se l’avessimo saputo saremmo andati a votare in massa! Peccato che alle elezioni amministrative del 2015, per la prima volta nella storia di Venezia, abbia votato meno del 50% degli aventi diritto.. e che l’unico candidato Sindaco ad avere apertamente sposato la causa delle Grandi Navi al primo turno si fosse fermato al 28% dei voti pari ad un sesto del corpo elettorale, raccogliendo il voto di 34.805 cittadini su 211.000 aventi diritto. “Il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Quanti di quelli che hanno votato Brugnaro (la minoranza del corpo elettorale, come abbiamo visto) sapevano di questo progetto, che oltretutto è stato stravolto DOPO le elezioni? Quale sparuta minoranza della minoranza era al corrente del progetto VERO? Vogliamo fare un sondaggio, per appurarlo?

Etciù, etciù: la prossima volta che ci chiedete di andare a votare, di grazia diteci in anticipo se si tratta di elezioni o di referendum, e su cosa stiamo votando. Chiediamo troppo?

Se era un referendum a sorpresa, si può dire che è fallito per mancanza di quorum (vista l’affluenza alle urne). Se invece erano elezioni (quelle del 2015) ne rispettiamo il risultato e allora ripassiamoci pure l’ABC della democrazia rappresentativa:

Che qualunque politicante da strapazzo, generalmente residente in terraferma e magari anche in altra Provincia, possa pretendere di parlare a nome dei “cittadini veneziani” fa parte delle regole del gioco della politica; che ad arrogarsi quel diritto sia un Consiglio comunale che a colpi di maggioranza e di forzature semantiche attribuisce ai cittadini veneziani la scelta di uno scavo che prevede lo sventramento di un’isola, di cui mai si era parlato in campagna elettorale, non è più questione politica ma una caricatura grottesca, che va denunciata come tale.

Quella scelta politica l’ha fatta la maggioranza consiliare? Benissimo, è la differenza fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta; il Consiglio comunale a maggioranza sta esercitando la prima, e non la seconda. Se ne assuma la responsabilità senza giochini puerili (“il progetto scelto dai cittadini veneziani”) che servono solo a gettare fumo negli occhi di chi dovrà compiere le scelte definitive, nelle sedi istituzionali a ciò deputate e con tutte le garanzie che la Legge prevede a tutela della Laguna di Venezia.

Emergenza #bricole: incontro con il Magistrato alle Acque

2016aprile13 incontroMAVMercoledì 13 aprile, Gruppo25Aprile e gruppo diportisti Laguna Veneta sono stati ricevuti dal Provveditore interregionale alle Opere Pubbliche (già Magistrato alle Acque) di Venezia ing. Roberto Daniele e dal suo staff in un lungo e proficuo incontro che ha permesso di fare il punto della situazione sull’emergenza bricole.

Grazie ai rilievi svolti dalla Polizia Lagunare, coordinata dal capitano Andrea Siega, è stato completato e aggiornato il censimento delle bricole in tutti i canali lagunari; la cartografia georeferenziata che ci è stata illustrata da Roberto De Rossi è suddivisa in 26 tavole e comprende un totale di circa 7.500 bricole, ad ognuna delle quali è stato attribuito un colore (rosso, giallo o verde) a seconda delle esigenze di manutenzione/sostituzione. Quelle “colorate” in rosso, che corrisponde ad un pericolo imminente, sono circa 300. Quelle in giallo sono circa 700, per un totale di circa 1.000 bricole su cui è necessario intervenire.

Sulla base di questo imponente lavoro di documentazione, che è la base conoscitiva indispensabile per ogni decisione ulteriore, il Provveditore si è rivolto ai Ministeri competenti sollecitando i fondi necessari per la manutenzione, che sconta un arretrato di dieci anni almeno per un malinteso senso delle “priorità” che a partire dal 2006 ha assorbito quasi tutti i fondi della Legge Speciale sacrificandoli alle esigenze di un’unica grande opera (il MoSe).

2016aprile14NV

Nel corso dell’incontro abbiamo affrontato anche le ipotesi di razionalizzazione che potrebbero portare alla riduzione del numero complessivo delle bricole, in un’ottica di contenimento della spesa pubblica e di sicurezza della navigazione: a titolo di esempio, fila unica di bricole nei canali secondari o anche palo unico (al posto delle tre paline che compongono le bricole attuali) mediante l’utilizzo di materiali alternativi al legno, nei canali non interessati dalla navigazione promiscua. Sull’utilizzo dei materiali alternativi e già sperimentati, esiste già un protocollo siglato da Magistrato alle Acque, Soprintendenza e Comune di Venezia.

L’incontro ci ha dato modo di apprezzare il lavoro svolto in questi mesi e la serietà con cui gli uffici del Provveditore, pur essendo sotto organico, hanno affrontato il problema. La responsabilità è ora nelle mani dei Ministeri competenti, e innanzi tutto di quello delle Infrastrutture e Trasporti, che dovrà sbloccare i fondi indispensabili per permettere ai suoi uffici periferici di adempiere al loro compito istituzionale.

Alla richiesta del Provveditore, formulata attraverso i canali istituzionali come è giusto che sia, ci associamo nell’interesse collettivo della Città che su questo deve essere unita senza distinzioni di partito, come ha dimostrato di saper fare con la mozione approvata da tutti i gruppi consiliari il giorno successivo, in occasione del Consiglio comunale del 14 aprile:

2016aprile15 G25ANelle foto: la sala che ha ospitato l’incontro e gli articoli di Nuova Venezia (Roberta De Rossi) e Gazzettino (Michele Fullin):

2016aprile14Gazzettino

Un pesce d’aprile permanente: la Giunta dei “30.000”

A Luigi Brugnaro potremmo perdonare tutto o quasi tutto se avesse mantenuto una soltanto delle sue promesse elettorali: quella in favore della residenzialità a Venezia. Non che avessimo creduto al suo slogan dei “30.000 nuovi residenti”, ma un’inversione di tendenza almeno la avremmo gradita o come minimo ci saremmo aspettati che nel primo anno di mandato venissero gettate le basi per un’inversione di tendenza, in una città dove questa è la priorità assoluta e in assenza di correttivi il “mercato” si incaricherà di espellere gli ultimi residenti per fare spazio ad un unico, enorme e abnorme “albergo diffuso”. Prima di fare commenti sugli atti concreti di questa Giunta, diamo allora un’occhiata ai numeri dei due contatori, entrambi collegati con l’anagrafe comunale:

  1. il contatore della farmacia Morelli (San Bortolo, la prima foto) segna 55.415 residenti; nove mesi fa erano 56.072, saldo negativo 657. Con involontario senso dell’umorismo o  consapevole gesto scaramantico, il farmacista ha affiancato allo storico contatore due confezioni di “lozione anticaduta” (per i capelli di Brugnaro o per gli abitanti in caduta libera?) offerto a prezzo scontato: il “tricosafe” è compreso nel prezzo come da foto, approfittatene.
  2. il nuovo contatore meritoriamente installato (da Venessia.com) sei giorni fa, in Strada Nuova, riprende invece il criterio che da due anni utilizziamo come Gruppo25aprile (il link figura da sempre in alto a destra sulla nostra pagina) e comprende anche i residenti nelle isole; anch’esso collegato all’anagrafe comunale, corrisponde alla somma dei residenti nelle due Municipalità d’acqua (Venezia insulare e Venezia litorale). Andiamo a vedere cosa dice? Venerdì 25 marzo, giorno di inaugurazione, segnava 83.755 residenti; ci siamo ricollegati oggi con l’anagrafe comunale e il totale delle due Municipalità è già sceso a 83.721 che corrisponde ad altri 34 residenti persi negli ultimi sei giorni. Di questo passo non basterà neanche la lozione anticaduta della farmacia Morelli: nove mesi fa erano 84.738, saldo negativo dell’era Brugnaro 1.017 abitanti e questo dato è ancora più preoccupante perché le isole finora avevano “tenuto”. Il contatore della seconda foto è a sua volta affiancato ad un prodotto da banco che suona come metafora: un fondotinta, perfetto per mascherare (ma per quanto tempo ancora?) l’inconsistenza totale della Giunta Brugnaro e delle sue promesse elettorali.Contatore1Contatore2A Luigi Brugnaro non faremo “pesci d’aprile” domani, per un motivo molto semplice: in città abbiamo già un pesce d’aprile permanente, ed è la Giunta che ci amministra. Una Giunta che finora si è dedicata soltanto alla sua immagine, o per meglio dire a quella di un Sindaco che soffoca qualsiasi idea che non sia funzionale a soddisfare la sua vanità personale, unica molla e unico parametro di giudizio, con i consiglieri comunali ridotti al ruolo di valletti.
  3. Una Giunta che come primissima delibera del Consiglio comunale (presentata come delibera “urgente”!) ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso (da residenziale a turistico) di tre appartamenti in zona centralissima, proprietà di una consigliera comunale della maggioranza che ha direttamente beneficiato della plusvalenza.. ma si era guardata bene dal dirlo: lo abbiamo rivelato noi su questa pagina, poi ripresa dai quotidiani. In quell’occasione, messi in difficoltà dalla stampa quotidiana, giurarono e spergiurarono che sarebbe stato l’ultimo e che alla prima occasione avrebbero fatto ordine nel settore dei cambi d’uso.
  4. Un’occasione per riscattarsi l’hanno avuta due settimane fa, e l’hanno malamente sprecata: bocciando la mozione sulla residenzialità che in commissione consiliare aveva raccolto consensi trasversali, ma una volta approdata in aula è stata misteriosamente sabotata per ordini superiori. Moriremo di cambi di destinazione d’uso, come città? Forse, ma prima di morire come città abbiamo il diritto di togliere la maschera a chi aveva ingannato gli elettori. Per coprirne le crepe non basta il capo di gabinetto che di cognome fa Ceron e non basta più nemmeno il cerone dei finti “tavoli di consultazione”: la storia dei cambi di destinazione d’uso ha aperto gli occhi anche agli ultimi illusi.

18marzo2016

Da parte nostra, intendiamo ritornare sulle proposte che abbiamo presentato per affrontare in modo organico il problema, pronti a migliorarle con il contributo di tutti, ferma restando (lo diciamo da un anno) la necessità di un blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso per permettere alle altre misure di non arrivare (se mai arriveranno) quando ormai è troppo tardi:

https://gruppo25aprile.org/?s=nostre+proposte+casa

NB la primissima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta Brugnaro qual’era stata? Ricordiamolo, tanto per rinfrescarci la memoria e capire che nulla è cambiato, dopo tante vuote promesse di cambiamento:

https://gruppo25aprile.org/?s=immaginiamo+che

Un’ultima annotazione: per giustificare certe capriole, il capogruppo della lista Brugnaro si è pubblicamente lamentato che le opposizioni in consiglio comunale presentano “troppe mozioni”. Gli hanno risposto Davide Scano per il M5S (con le dichiarazioni alla stampa qui riportate, articolo Nuova Venezia del 19 marzo) e il capogruppo PD Andrea Ferrazzi con una lettera che riproduciamo anche noi, perché ognuno possa farsi un’idea degli specchi su cui i consiglieri “fucsia” si arrampicano, a rischio di cadere.

Ferrazzi1Ferrazzi2

Emergenza #Bricole: la risposta del Provveditore

Breaking News:

il Gruppo25aprile esprime apprezzamento per la risposta precisa e circostanziata del Provveditore (ex Magistrato alle Acque) ing. Roberto Daniele, che qui pubblichiamo per conoscenza di tutte le associazioni firmatarie della diffida inviata il 15 febbraio per sollecitare il Provveditore e il Ministro Delrio ad affrontare l’emergenza #Bricole. In calce alla risposta, ripubblichiamo anche il testo della diffida in  modo da poter confrontare le nostre richieste con le risposte ricevute.

Per la parte di sua competenza, il Provveditore si è fatto carico degli interventi che avevamo chiesto e, in particolare, della mappatura (cartografia) che sarà accessibile al pubblico a partire dall’8 aprile e rappresenta un passaggio cruciale per poter decidere con cognizione di causa gli stanziamenti e gli interventi successivi.

Alla luce della risposta ricevuta, il Gruppo25aprile sta consultando le altre realtà associative e si riserva di intraprendere iniziative ulteriori nei confronti del Ministro da cui il Provveditore dipende per il reperimento dei fondi necessari, al fine di scongiurare la prospettiva indicata nella parte finale della risposta (interdizione della navigazione in alcuni canali lagunari).

Provveditore1Provveditore2Pro-memoria: il testo della diffida inviata in data 15 febbraio 2016

DIFFIDA

Oggetto: sicurezza della navigazione e incolumità delle persone nella Laguna di Venezia

A: On.le Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Roma) e

Ing. Roberto Daniele, Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (Venezia)

Venezia, 15 febbraio 2016

PREMESSA

  1. Considerato che, per i canali di sua competenza, il Provveditorato destinatario della presente Diffida risulta allo stato attuale responsabile per la manutenzione della segnaletica presente nella Laguna di Venezia, in virtù dell’art. 8 del Decreto Ministeriale 4 Agosto 2014 n. 346 che, nell’abolire il Magistrato alle Acque di Venezia, ha trasferito le relative funzioni al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia;
  2. Considerato che detto Provveditorato è organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal quale dipende in via gerarchica e per lo stanziamento delle risorse necessarie all’adempimento delle sue funzioni e degli obblighi di Legge che ad esso fanno capo;
  3. Considerato che il medesimo decreto di cui al punto 1 demanda a un D.P.C.M. da adottare entro il 31 marzo 2015, l’individuazione delle funzioni già esercitate dal citato Magistrato alle acque da trasferire alla Città metropolitana di Venezia e delle risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla detta Città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite;
  4. Considerato che il D.P.C.M. non risulta essere stato adottato, e che tali funzioni rimangono pertanto in capo al Provveditorato qui individuato, con tutte le conseguenze che ne derivano in materia di responsabilità civile e penale;
  5. Considerato che lo stato di manutenzione della segnaletica lagunare, ed in particolare dei suoi elementi denominati “bricole”, ha raggiunto un livello di criticità tale da essere ormai da mesi oggetto di denunce degli organi di stampa, di singoli cittadini e associazioni;
  6. Considerato che la situazione di pericolo venutasi a creare per mancanza di manutenzione rappresenta un rischio immediato per l’incolumità delle persone e dei natanti circolanti nella Laguna di Venezia;
  7. Considerato che tale situazione di rischio è stata riconosciuta anche nell’allegata lettera del 5 febbraio 2016, con cui il Prefetto di Venezia meritoriamente dà conto delle misure emergenziali adottate “in attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio”,

PQM

Gli scriventi

D I F F I D A N O

  1. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti On.le Graziano Delrio a dare immediate istruzioni al suo dicastero al fine di quantificare, reperire e stanziare in apposito capitolo di bilancio le risorse necessarie da un lato all’eliminazione dei monconi di bricola che allo stato attuale rappresentano un pericolo di danno immediato e irreparabile alle persone e, dall’altro, alla sostituzione immediata di tutte quelle bricole la cui presenza in Laguna non sia da ritenersi puramente decorativa ma funzionale alla sicurezza della navigazione, tenendo anche presente che a parere di molti esperti di Laguna alcune centinaia di bricole sono state installate anche nei canali delimitati da barene naturali semplicemente perché le risorse disponibili in passato erano sovrabbondanti rispetto alle reali necessità; in tal senso, un riordino complessivo della materia risponderebbe anche a criteri di efficienza della pubblica amministrazione e contenimento della spesa pubblica per il futuro;
  2. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a predisporre (laddove non esistente o incompleta) e rendere pubblica, con riserva degli scriventi di formulare apposita istanza di accesso agli atti, una mappatura che identifichi con chiarezza le bricole esistenti, quelle mancanti e quelle ammalorate, distinguendo fra quelle che vengono ritenute necessarie, e pertanto da sostituire, e quelle da rimuovere definitivamente al fine di rimuovere la situazione di pericolo sopra descritta;
  3. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a dare notizia alle scriventi associazioni e comitati, di concerto con il Prefetto di Venezia Dott. Domenico Cuttaia, delle iniziative intraprese entro e non oltre il 21 marzo 2016, in considerazione del fatto che con l’arrivo della primavera il numero di imbarcazioni circolanti in Laguna è destinato a moltiplicarsi e con esso le situazioni di rischio qui rappresentate, fermo restando che le scriventi associazioni e Comitati lo ritengono fin d’ora responsabile sul piano civile (responsabilità aquiliana) dei danni subiti da cose o persone e daranno indicazioni in tal senso ai loro iscritti e associati, e ai legali che li rappresentano.

Con riserva di valutare le implicazioni che da un’eventuale inerzia delle Amministrazioni competenti, destinatarie della presente diffida, potrebbero derivare sul piano penale, porgono distinti saluti

Firmato: Marco Gasparinetti, in nome e per conto di:

Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Gruppo25Aprile

Venessia.com

Legapesca veneto

Associazione cavanisti di Mira

Associazione Ambiente e caccia

Associazione cavanisti 88

Associazione gruppo emergenza Burano

Associazione Slow Lagoon Chioggia

Federcaccia Cavallino-Treporti

Associazione cavanisti 75

Associazione l’Altra Venezia

Punti di contatto per i rapporti con le Istituzioni:

mircobodi@gmail.com per il Gruppo Diportisti Laguna Veneta

marco.gasparinetti@ec.europa.eu per il Gruppo25Aprile

Dei delitti e delle pene: vilipendio di Sindaco e vilipendio di Bandiera

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo VII°

Chiusi, 13 marzo 2016

Adottato oggi con delibera urgente dalla Giunta comunale di Venezia riunita a Chiusi il nuovo Regolamento di Polizia Municipale applicabile nelle città metropolitane di Venezia e Chiusi. In attesa di pubblicazione all’albo pretorio, Marin Starnudo ne anticipa in anteprima per voi il testo (quasi) ufficiale:

SPQR (Senatus PopulusQue Ruminantes)

Articolo 1: Vilipendio di Sindaco

  1. Chiunque osi rivolgere la parola sulla pubblica via al Sindaco di Venezia verrà punito con 6 mesi di lavori forzati (pulizia delle stalle e/o reparto macelleria) nella tenuta agricola del Sindaco di Venezia, sita in Comune di Chiusi, a meno che la supplica non sia stata preceduta dalla formula di rito: “Sire, è Iddio che la manda in questa umile calle”.
  2. Chiunque, cittadino o foresto, osi criticare sulla pubblica via il Sindaco di Chiusi verrà punito con 12 mesi di lavori forzati ai remi del Galeone Jolly Roger *

13marzo2016

*per gli amici che ci leggono a Chiusi, il Galeone è questo: https://gruppo25aprile.org/2015/12/20/etciu-diarii-di-marin-starnuto-capitolo-ii/

** copyright dell’articolo riprodotto in foto: Nuova Venezia 13 marzo 2016

Articolo 2: Vilipendio dell’Esecutivo

  1. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti del Comandante della Polizia Municipale, al medesimo dovrà essere corrisposta dal reo, a titolo risarcitorio, una quantità d’oro zecchino pari al peso corporeo del Comandante.
  2. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti della vice-Sindaco, le proprietà del reo verranno confiscate e demanializzate, con acquisizione al Demanio di ogni pertinena e servitù, fermo restando che i mutui eventalmente accessi restano a carico del reo.

Articolo 3: circostanze attenuanti e circostanze aggravanti

  1. La pena di cui all’articolo 1 è ridotta di un terzo per gli abbonati Reyer in regola di pagamento con l’abbonamento.
  2. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di quattordici quarti (di carne da macellare) per i simpatizzanti del gruppo25aprile e/o di altri gruppi facinorosi o comunque non allineati con il Sindaco in carica.
  3. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di ventiquattro quarti (di carne da squartare) per gli iscritti a gruppi vegani o animalisti.

Articolo 4: pene accessorie

In caso di recidiva, al recidivo saranno inflitti 10 anni di partecipazione obbligatoria ai tavoli di consultazione fucsia.

araldo2

Articolo 5: Vilipendio di bandiera

  1. Il gonfalone del Comune di Venezia verrà ammodernato sostituendo il Leone marciano con una mucca della Val di Chiana sovrastata da corona. La mucca verrà rappresentata con libro aperto, recante la scritta: “Pecunia tibi Morris, Evangelista Meus”.
  2. Il nuovo gonfalone verrà finalmente esposto a Palazzo Ducale così dando seguito alle richieste della popolazione che a gran voce e da anni aveva chiesto di esporre il gonfalone cittadino a fianco delle bandiere italiana ed europea.
  3. Chiunque porterà offesa al nuovo gonfalone tentando di ripristinare emblemi marciani o altra rappresentazione di leoni alati verrà punito con 12 mesi di lavori forzati nella tenuta agricola di Chiusi, ove sarà addetto al reparto macelleria per mesi 6, e alla pulizia delle stalle per mesi 7. nel caso in cui 7+6non faccia 12 ma 13, al condannato verranno comminati due mesi supplementari di rieducazione ai tavoli fucsia.

La via delle vacche al posto della via della Seta

Sior Sindaco, qua no se imbarca cuchi..

I diarii di Marin Starnudo, capitolo sexto

Venezia, 11 marzo 2016

Con tripudio e trepidazione avevamo preso conoscenza del comunicato stampa con cui il Sindaco Brugnaro alle ore 17.52 annunciava “urbi et orbi”:

Di primo acchito, a un cronista attento come Marin Starnudo sfuggivano purtroppo i legami storici fra Venezia (grande Repubblica marinara) e il simpatico borgo di Chiusi: annunciato in pompa magna come se si trattasse di un accordo con l’antica Bisanzio o per lo meno con Parenzo e Rovigno o con la Repubblica di Cipro, il comunicato del Sindaco non poteva che solleticare la nostra curiosità. Curiosità presto soddisfatta alla lettura dell’articolo che segue:

CORRE PER FARE IL SINDACO A VENEZIA L’IMPRENDITORE DELLA MEGA STALLA TRA I DUE LAGHI…

La tenuta agricola del Sindaco Brugnaro, strategicamente posizionata alle porte di Chiusi, potrebbe forse spiegare la sollecitudine con cui l’intesa è stata firmata, più di quanto non facciano le frasi pompose utilizzate per indicarne le motivazioni ufficiali:

l’analisi delle assonanze, similitudini e differenze tra le due civiltà e città in relazione ad aspetti specifici quali i valori identitari dell’essere umano nel suo rapporto con l’essere e l’apparire, individuando come tema conduttore il rapporto tra maschera e persona, in un affascinante percorso che possa ad esempio arrivare dai canopi etruschi fino alla Commedia dell’arte”

e ancora:

“Nel passato tra gli antichi popoli di Venezia e Chiusi ci sono stati tanti contatti commerciali e pacifici che noi vorremmo raccontare in una logica di riscoperta dell’Italia nel suo complesso” (Luigi Brugnaro).

http://www.brugnarosindaco.it/firmato-un-protocollo-tra-venezia-e-chiusi-per-la-realizzazione-di-iniziative-culturali-congiunte-comunicato-stampa-10-marzo-2016/

Porca vacca, ma non era più semplice dire la verità? Chiusi e la val di Chiana sono note anche per la chianina, cosa ci sarebbe di male se la Fondazione Musei Civici di Venezia (firmataria dell’intesa) si interessasse anche al patrimonio immateriale rappresentato da tale succulentissima tradizione gastronomica?

In attesa di saperne di più sui tanti contatti commerciali che ci legano a Chiusi e alla val di Chiana, ci sovviene la grigliata per 2.000 persone graziosamente offerta in campagna elettorale, di cui non abbiamo trovato traccia nelle rendicontazione ufficiale, e la celebre frase che una leggenda metropolitana ben radicata vuole essere stata pronunciata fra il primo e il secondo turno delle elezioni comunali, quando i sondaggi avevano previsto un “testa a testa”:

“copemo venti vache, ga da magnar gratis tutti quanti”.

Fu questa la frase che cambiò la Storia.. e il seguito lo conosciamo.

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i diarii di Marin Starnudo: Brugnaro ringrazia Brugnaro

i Diarii di Marin Starnudo, capitolo quinto

10 marzo 2016: in uno slancio di generosità, il Comune di Venezia ieri davanti al Notaio ha ceduto il suo (cioè nostro) 5% della Abate Zanetti SpA non già mettendo all’asta le sue (cioè nostre) azioni con gara pubblica, ma tramite cessione diretta alla Umana del Sindaco Brugnaro per 1.645 euro = il controvalore di 8 o 9 brocche in vetro di Murano come questa, vendute online a 190 euro:

AbateZanetti

http://www.abatezanettimurano.com/en/

.. il che equivale a dire che la gloriosa istituzione (ora SpA) fondata nel 1862 è stata valutata 32.900 euro (1.645 pari al 5%, moltiplicati per 20). L’imprenditore brugnaro (proprietario di Umana e già azionista principale della Abate Zanetti SpA) ringrazia il Sindaco Brugnaro e il cerchio si chiude. Etciù!

Le leggi di Murphy non reggono il passo dei tempi, Marin Starnudo propone di aggiornarle come segue:

  1. Niente è difficile come sembra e tutto richiede meno soldi di quanto si pensi, quando l’azionista che vende è il Comune e il compratore è il Sindaco;
  2. La svendita delle azioni che appartengono ai cittadini (precedente: SAVE) è deprecabile soltanto quando a beneficiarne direttamente non è il Sindaco in carica.

Abatezanetti2Per la cronaca, la gloriosa istituzione creata dall’Abate Zanetti, oltre ad essere diventata un venditore di manufatti che fa direttamente concorrenza ad altri meno fortunati che la “fornase” hanno dovuto edificarla e metterla a norma a caro prezzo, o rilevarla a prezzi di mercato, da quest’anno diventerà anche una scuola privata a pagamento.

Quali ne fossero l’origine e gli scopi lo racconta ancora (ma per quanto tempo ancora?) il sito ufficiale che dice:

“Aperta nel 1862 per iniziativa dell’abate Vincenzo Zanetti, la Scuola del Vetro di Murano che porta il nome del suo illuminato fondatore.. è soprattutto grazie all’operato dell’abate Zanetti, al suo appassionato impegno in favore dell’isola e ai suoi insegnamenti che Murano deve la riscoperta ottocentesca del suo storico primato nel vetro. Egli studia il glorioso passato, riscopre la grandiosità delle opere prodotte nell’antichità e la fama che da essa derivava, la divulga e trova in essa i motivi per un nuovo sviluppo. Sostiene e loda gli imprenditori e allo stesso tempo si batte per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle maestranze.

Nel 1862 Zanetti istituisce anche la Scuola di Disegno applicata all’arte vetraria, allo scopo di dare una solida formazione artistica ai maestri artigiani. All’Esposizione Universale di Vienna del 1873 la vetraria muranese, rappresentata dal Museo e dalla Scuola di Disegno, ottiene una medaglia d’oro, così come nel 1878 a Parigi, a Melbourne nel 1880 e a Milano nel 1881.”

Il tutto (compresi i 154 anni di storia, un marchio di assoluto prestigio e le scorte di manufatti in vetro di Murano) a quanto pare vale 32.900 euro. Marin Starnudo ne prende atto, e si riserva di contattare Vincenzo Zanetti per ottenere un suo parere sulla vicenda: pur non essendo coetanei, fra Sanudo e Zanetti ci sono soltanto tre secoli di distanza e cosa volete che sia, rispetto all’arte del vetro che è millenaria.

— Appendice: qualche dato sulla Abate Zanetti SpA (fonte: bilancio 2014) —

Valore della produzione caratteristico (al netto di altri ricavi): 1.194.135 euro

Margine operativo lordo: 85.560 euro

Liquidità immediate: 146.231 euro

Liquidità differite: 652.375 euro

Valore delle scorte: 492.601 euro.

Totale attivo: 1.537.766 euro

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