Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#BreakingNews: i nostri comunicati stampa”

Fondazione Musei Civici: la farsa continua

L’etimologia di Ca’ Farsetti non ha nulla a che vedere con la parola “farsa”, ma dal Sindaco in carica abbiamo già udito più volte l’interessante teoria secondo cui Riva degli Schiavoni era sede di un mercato degli schiavi (grandi e robusti, da cui “schiavoni”?) e pertanto non ci meravigliamo più di niente, tanto meno del comunicato stampa trionfale diramato oggi da Ca’ Farsetti, che dice testualmente:

“Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha nominato nel pomeriggio, dopo la valutazione dei curricola pervenuti, i membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Musei Civici di Venezia”.

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/86994

CurricOla scritto con la O (O come oscenità) ma il dettaglio è trascurabile, la sostanza è altrove:

La fondazione non è proprio una cosuccia da poco, dato che ha la fortuna di amministrare uno dei sistemi museali più ricchi del mondo che comprende, tanto per fare un esempio: Palazzo Ducale, il Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Ca’ Pesaro, Palazzo Fortuny, Palazzo Mocenigo, il Museo del vetro di Murano e altre realtà ognuna delle quali anche da sola farebbe la gioia di qualsiasi città di medie dimensioni. Sul modo in cui sono stati gestiti negli ultimi tempi (fra censura a Berengo Gardin al Ducale e rimozione di ogni memoria patria veneziana al Correr, per fare spazio a imperatrice Sissi e altre amenità) avremmo qualche seria riserva ma non è questa la sede per parlarne: lo faremo presto, con un articolo a parte. Il punto che ci interessa oggi sono per l’appunto le nomine odierne: quelle del Consiglio di amministrazione che reggerà le magnifiche sorti degli undici Musei cittadini.

Museo-Correr-Venezia

In considerazione del prestigio immenso del patrimonio museale veneziano, immaginiamo che i “curricOla” presentati siano stati numerosi e di alto livello, visto che anche la sede di lavoro non è propriamente sgradevole e alla luce del fatto che i gettoni di presenza non richiedono un’attività a tempo pieno. Immaginiamo anche che i curricOla siano stati vagliati in linea con le promesse elettorali del nuovo Sindaco che della “meritocrazia” aveva fatto il suo cavallo di battaglia e che sulla denuncia di certe pratiche clientelari del passato aveva costruito la sua fortuna elettorale.

Immaginiamo infine che, per i Musei Civici almeno, un certo livello di studi in materia affine all’incarico possa essere di una qualche utilità o comunque non vada ignorato, diversamente da quanto avevamo constatato per le nomine nelle partecipate comunali, sulle quali rinviamo alla puntuale e caustica analisi effettuata dal Movimento 5 Stelle, che ha anche presentato un’interrogazione in merito:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=atti_1_142

Delle nomine odierne, tre in particolare hanno attirato la nostra attenzione:

  • la prima in quanto molto vicina al grande “sponsor” politico del Sindaco attuale (Renato Brunetta) e fin qui nulla da eccepire, dato che il curriculum della persona in questione soddisfa almeno i criteri di cui sopra, anche se alla sua nomina potrebbe non essere estranea la vicinanza politica con l’ex ministro che gli ha affidato la presidenza della sua “think tank” personale:

https://en.wikipedia.org/wiki/Free_Foundation

  • le altre due in quanto assolutamente sconosciute al pubblico; dato che di loro non avevamo mai sentito parlare ci siamo sforzati di capire per quali motivi siano state preferite ad altre che magari potevano vantare qualche titolo di merito in più (“meritocrazia”, era la promessa elettorale di Brugnaro).

Con un piccolo sforzo di memoria, ci siamo finalmente ricordati che una delle due era candidata (non eletta) nella lista Brugnaro e sulla pagina ufficiale del candidato Sindaco si presentava come segue:

“Diplomata al liceo scientifico, dopo esperienze di impresa nella comunicazione e nel commercio, ora faccio parte del CdA dell’azienda di famiglia”.

http://www.brugnarosindaco.it/project/barbara-nino/

Dell’altra (che produce chiavi) abbiamo trovato traccia indelebile sulla pagina di un forzista della prima ora, dove già appariva come “vice” di Brugnaro:

http://www.remo-sernagiotto.it/area-stampa/68-comunicati-stampa/503-bandi-giovani

Pian pianino il cerchio si chiude, il Sindaco che si diceva “né di destra né di sinistra” continua a sistemare gli amici politici di matrice “Forza Italia” (a volte con un suggeritore occulto chiamato Brunetta) a prescindere dal merito o forse perché la vicinanza politica è in sè un titolo di “merito”?

Persa ogni speranza, tramontata ogni illusione di rinnovamento, a lui rivolgiamo un ironico appello: fra i candidati trombati della sua lista elettorale, c’è chi è già stato piazzato nelle partecipate comunali, chi ha sistemato i parenti o i compagni di vita e chi ingiustamente attende il suo turno. Con la forza del sorriso chiediamo: pari opportunità per tutti, vogliamo anche l’ultimo dei suoi non-eletti in un consiglio di amministrazione!

http://www.veneziatoday.it/politica/elezioni/comunali-2015/lista-luigi-brugnaro-sindaco-candidati-consiglieri-2015.html

Appuntamento alle prossime nomine, e viva la meritocrazia:

http://www.grillivenezia.org/wordpress/2015/11/18/costagentenogheapodemofar-2-du-senno-is-meglche-one/

Breaking News: #Compagnopoli a Venezia?

http://www.grillivenezia.org/wordpress/2015/11/05/la-locatelli-fa-le-cose-per-bene/

 

 

 

Il giornalismo è una cosa seria.. rispettiamolo.

AnnaIndividualmente come cittadini, e collettivamente come piattaforma civica, abbiamo quotidianamente occasione di apprezzare il lavoro tenace, a volte impopolare ma indispensabile e quasi mai facile dei giornalisti che ci aiutano a decodificare gli eventi, dando un senso compiuto alle notizie che si accavallano in questi tempi difficili, o semplicemente dando notizie di cui altrimenti saremmo all’oscuro.

L’evoluzione dei mass media ne ha fatto una professione meno protetta e meno “privilegiata” di quanto non fosse in passato, con una maggioranza silenziosa di collaboratori retribuiti “a pezzo” o comunque con modalità e importi talmente bassi da renderne ancora più ammirabile la dedizione e la professionalità (non sempre ricompensata con l’ambito ruolo di “giornalista professionista”). Al tempo stesso, le prospettive della “carta stampata” sono sempre più dipendenti dalle entrate pubblicitarie, e di questo prendiamo atto ma sempre tenendo presente una condizione essenziale: che informazione e pubblicità restino distinte e riconoscibili come tali, perché ne va della credibilità e dell’autorevolezza che tuttora riconosciamo alla professione giornalistica rispetto ad altre fonti di informazione, come i tanti “blogs” (questo compreso), improvvisati o meno che siano.

La lettura del giornale è la preghiera del mattino dell’uomo moderno“, sosteneva Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Quei tempi sono ormai lontani eppure ciascuno di noi riconosce ancora una parte di verità, in quell’affermazione forte, e ciascuno di noi è tutto sommato affezionato a quel rito laico ma intriso di speranza: quella di un’informazione che permetta di fare luce sui molti eventi da cui siamo bombardati, senza essere eccessivamente condizionata o condizionabile dagli interessi degli inserzionisti che con la pubblicità tengono in vita – inutile negarlo – molti quotidiani.

Nel mettere a disposizione di chi vorrà utilizzarlo il modello di denuncia che segue, su questa pagina, vorremmo quindi ribadire la nostra stima e la fiducia che tuttora riponiamo nei confronti delle persone che in mezzo a mille difficoltà ancora credono in quella “missione” che è la professione giornalistica, e sottolineare che questa denuncia la facciamo anche per difenderne una reputazione e un prestigio guadagnati a caro prezzo e, in alcuni casi, al prezzo della vita: come la giornalista della foto, uccisa il 7 ottobre 2006 per aver rivelato alcune verità scomode. Se molti di noi individualmente firmeranno la segnalazione che segue, inviandola all’Autorità Garante (detta anche “Antitrust”) è proprio perché crediamo nell’importanza di una stampa libera, autorevole e indipendente dai potentati economici, in cui la linea di demarcazione fra informazione e pubblicità sia chiaramente definita e riconoscibile anche dal lettore “medio” come (non a caso) richiesto dalle Leggi dello Stato di diritto in cui viviamo.

Il portavoce.

Venezia, 30 novembre 2015

“Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo” (Indro Montanelli).

Oggetto: segnalazione di pubblicità occulta a mezzo stampa da parte della società Il Gazzettino S.p.A. con sede legale in Via Barberini, 28 – 00187 Roma

All’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato:

Il sottoscritto .. .. nato a .. il .. residente a ..

PREMESSO CHE

  1. L’articolo 20 del Codice del consumo vieta le pratiche commerciali ingannevoli ;
  2. L’articolo 23 del medesimo Codice stabilisce che « sono considerate in ogni caso ingannevoli » determinate pratiche commerciali fra cui quella che consiste nell’ « impiegare contenuti redazionali nei mezzi di comunicazione per promuovere un prodotto.. senza che cio’ emerga dai contenuti o da immagini o suoni chiaramente individuabili per il consumatore » (comma 1 lettera m).

DENUNCIA quanto segue

Nell’edizione « Nordest » del quotidiano il Gazzettino in edicola il 30 novembre, in testa alla pagina 13 appare un testo di natura pubblicitaria non individuabile come tale da parte del lettore medio, dato che tutto è costruito in modo tale da far pensare ad un articolo :

  1. La natura pubblicitaria del pezzo non lascia adito a dubbi ove si consideri che già dal titolo (« La crociera, un sogno che diventa realtà ») esso appere orientato ad influenzare le scelte del consumatore verso un certo tipo di vacanza, indirizzandolo poi verso una società ben precisa che viene descritta come segue : «e da 67 anni la passione che muove Costa Crociere è la stessa. Spostare più avanti i confini delle crociere è stato da sempre lo spirito di Angelo Costa, il fondatore, migliorare sempre la flotta, fare in modo che ciascuna nave abbia qualcosa in più di assolutamente speciale ». Il tono enfatico e ampolloso utilizzato per influenzare la scelta del consumatore non si limita al settore merceologico (la crocieristica, rispetto ad altre forme di vacanza) ma arriva al punto di identificare il « partner ideale» per quel tipo di vacanza, a scapito di altri operatori attivi nel medesimo settore.
  2. Malgrado il contenuto pubblicitario del messaggio, e in contrasto con le più elementari regole deontologiche, nulla è stato fatto dall’Editore per chiarirne la natura agli occhi del lettore medio, a cui non può essere richiesta una « malizia » particolare e che tendenzialmente riconosce alla « carta stampata » (diversamente dalle fonti di informazione online) l’autorevolezza e la credibilità conquistata grazie al duro lavoro quotidiano di centinaia di giornalisti (professionisti e pubblicisti) la cui dignità viene svilita da pratiche commerciali di questo tipo.
  3. Si consideri infatti che : I° il corpo e i caratteri del pezzo sono gli stessi utilizzati per gli articoli veri e propri ; II° il testo di natura redazionale è firmato come se si trattasse di un articolo di natura informativa; III° tutto è predisposto per trarre in inganno il lettore, dall’impaginazione ai caratteri utilizzati, dalla firma in stile “giornalistico” all’assenza di indicazioni quali quelle che ad esempio compaiono a pagina 16 del medesimo quotidiano, dove la pagina redazionale è correttamente preceduta dalla dizione « A cura di Piemme SpA », i pezzi non sono firmati e il carattere utilizzato è diverso da quello degli articoli veri e propri.

PER I MOTIVI SOPRA ESPOSTI

CHIEDE

Che l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, verificata l’ingannevolezza della pratica commerciale denunciata :

  • ne inibisca la continuazione, dato che il pezzo contestato si inserisce nel quadro di un campagna promozionale quotidiana che si protrarrà fino al 7 dicembre, con il conseguente rischio di recidiva e/o di continuazione di una pratica commerciale configurabile come pubblicità occulta ;
  • considerata la sussistenza dei motivi d’urgenza, intervenga comunque cautelativamente per sospenderla provvisoriamente a tutela degli interessi dei concorrenti, della dignità e della credibilità della professione giornalistica e degli interessi diffusi dei consumatori nella duplice veste di lettori del quotidiano e clienti potenziali delle compagnie crocieristiche, alla vigilia delle vacanze natalizie;
  • eroghi le sanzioni adeguate nei confronti della società editrice che ha posto in essere tale pratica commerciale e plurioffensiva, in quanto lesiva di una pluralità di interessi meritevoli di tutela, laddove l’adeguatezza della sanzione andrà determinata tenendo in considerazione l’ampia diffusione della testata utilizzata (il Gazzettino), che è il quotidiano locale più venduto nel territorio comunale e anche nei Comuni e nelle Province limitrofe.

Firma e data,

recapiti per la corrispondenza.

Come inviare la denuncia (segnalazione all’AGCM):

http://www.agcm.it/component/webform/?view=modulo&Itemid=279

L’articolo da allegare alla denuncia:

Allegato

Per chi non è ancora registrato sulla piattaforma web dell’AGCM, è possibile farlo anche:

  • tramite posta ordinaria inviando la segnalazione a Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Piazza Giuseppe Verdi 6/A – 00198 Roma;
  • via fax al numero 06-85821256;
  • alla casella di posta elettronica certificata dell’Autorità: protocollo.agcm@pec.agcm.it.

Nella foto di copertina: Anna Politkovskaya (1958-2006).

Rassegna stampa – seconda parte

22 novembre 2015. Un anno fa, la “beffa della Fenice”:

https://gruppo25aprile.org/category/fenice-un-gruppo-allopera/

Per celebrare l’anniversario, una rassegna stampa “ragionata” sebbene incompleta degli ultimi mesi di attività del gruppo: “ragionata” nel senso che abbiamo raggruppato gli articoli per argomento anziché seguire l’ordine cronologico come avevamo fatto finora; incompleta perché si limita agli articoli consultabili online. Nell’anniversario della “beffa” di cui parlò tutta la stampa locale, un grazie a chi ha seguito le nostre attività in questi mesi e a chi vorrà farlo nei mesi a venire, e soprattutto mille grazie a chi si è impegnato in prima persona: dedicando tempo, energie ed entusiasmo agli ideali che ci uniscono, partecipando alle nostre riunioni, o anche soltanto con un contributo di idee e suggerimenti.

  • Grandi Scavi (Nuova Venezia 15 settembre 2015):RS 15settembre2015 VittorioEmanuele
  • Spese elettorali (operazione “antidoping”) su tutti i quotidiani locali (29 settembre – 9 ottobre):

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/brugnaro-una-campagna-elettorale-da-315-mila-euro-1.12175367

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2015/29-settembre-2015/caramelle-penne-fucsia-spot-tv-costi-sindaco-quattro-volte-casson-2301983063120.shtml

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/spese_elettorali_brugnaro_ca_amp_39_farsetti_venezia/notizie/1609294.shtml

  • Cambi di destinazione d’uso e Caso Locatelli (2-10 novembre, su tutti i quotidiani e con particolare risalto su Corriere e Fatto Quotidiano):

3novembre2015

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2015/3-novembre-2015/cambi-d-uso-bufera-caso-locatelli-2302135826643.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/10/venezia-ok-al-cambio-duso-delle-case-della-consigliera-immobili-rivalutati-del-500/2206289/

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/11/02/news/alloggi-turistici-scoppia-il-caso-locatelli-1.12374229?ref=fbfnv

RS 7novembre2015

https://dimensionemendez.wordpress.com/2015/11/04/venezia-il-caso-locatelli-una-questione-di-trasparenza-che-la-politica-non-ha-sollevato/

Una questione minima di civiltà

RS 2novembre2015 Locatelli

  • Bed and Breakfast abusivi a Venezia (due pagine intere a firma Mitia Chiarin, Nuova Venezia 14 e 15 novembre, in attesa di ricuperare anche l’articolo del Corriere):

RS 14nov15 MitiaChiarin

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/11/15/news/airbnb-ora-pensa-a-patti-fiscali-con-le-citta-1.12455112

RS14nov15 II

  • Parentopoli a Ca’ Farsetti (Corriere 17 novembre):

http://www.pressreader.com/italy/corriere-del-veneto-venezia-e-mestre/20151117/281762743153516/TextView

RS 17novembre2015 CorseraParentopoli

  • Moto ondoso (Gazzettino e Corriere, 14 novembre):

http://www.pressreader.com/italy/corriere-del-veneto-venezia-e-mestre/20151114/281784217985266/TextView

RS 14novembre2015 PrimaPagina

RS 14novembre2015

  • Redentore:

http://www.ilgazzettino.it/PAY/BELLUNO_PAY/la_proposta_171_alle_zone_colpite_una_quota_dei_soldi_destinati_ai_fuochi_del_redentore_187/notizie/1456033.shtml

10luglio2015

  • Dizionario Novissimo dell’Era Fucsia:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/08/27/news/il-dizionario-di-brugnaro-idea-del-gruppo-25-aprile-1.11999045

  • Presentazione film Fulvio Grimaldi:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/10/19/news/mose-e-grandi-navi-ecco-le-pesti-del-nostro-secolo-1.12298415?ref=search

17ottobreLocandina.jpg

  • Vendita quadri Klimt e Chagall:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/10/12/news/vendere-quadri-contrario-alla-storia-1.12257195?ref=search

  • Inquinamento da navi:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/08/07/news/fumo-nero-dalla-grimaldi-l-armatore-non-si-ripetera-1.11902953?ref=search

  • Censura foto Berengo Gardin:

http://www.ilsudest.it/sociale-menu/78-sociale/6602-gruppo-25-aprile-piattaforma-civica-e-apartitica-per-venezia-e-la-sua-laguna.html

Abbiamo dimenticato qualcosa? Sicuramente, ma rimedieremo presto: siamo solo a novembre, il 2015 non è ancora finito.

Buon anniversario e buona domenica a tutti.

Gasp2

Per ritrovare la rassegna stampa dei nostri primi mesi di vita:

Dicono di noi (rassegna stampa e video) – prima parte

 

Moto Ondoso: già più di mille firme!

14novembre2015 PrimaPagina

La petizione aperta il 12 novembre contro il moto ondoso ha superato ieri le 1.000 firme, nonostante il silenzio stampa che ci siamo imposti nei giorni precedenti, in segno di lutto per la tragedia di Parigi che ha purtroppo colpito anche una famiglia molto amata e rispettata a Venezia. Nel ringraziare i singoli, le associazioni e i comitati che hanno contribuito al tam-tam, riprendiamo il filo del ragionamento pubblicando alcuni dei commenti ricevuti e ricordiamo che la petizione può essere firmata a questo indirizzo:

https://www.change.org/p/sindaco-di-venezia-il-moto-ondoso-distrugge-venezia?recruiter=60679763&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive

Nella foto, l’articolo di Michele Fullin sul Gazzettino del 14 novembre, che dava conto delle prime 500 firme raccolte:

14novembre2015..mentre questo articolo di Veneziatoday ricordava come “l’obiettivo della petizione da presentare poi al sindaco Luigi Brugnaro è quello di raggiungere le 1000 firme, traguardo che è sempre più vicino”. Adesso possiamo dirlo: obiettivo raggiunto, in 5 giorni!

http://www.veneziatoday.it/cronaca/petizione-per-fermare-il-moto-ondoso-a-venezia.html?utm_source=change_org&utm_medium=petition

Fra i commenti ricevuti segnaliamo questi:

“Sto firmando perchè la mia Venezia è completamente allo sbando, invasa da turismo selvaggio conteso da affaristi senza scrupolo”.

“Ho la casa sul Rio Noale e vivo questa situazione. Gia’ in passato abbiamo dovuto sanare delle voragini sotto le fondazioni causate dal moto ondoso. Bisognerà unirci per un’azione legale nei confronti del Comune di Venezia altrimenti molto presto perderemo le abitazioni”.

“Dato che Noale sarà lungo 300 metri, se rispetti il limite di 5 km. orari (nessuna barca produce onda a questa velocità) lo percorri in 3 minuti e 36; a 10 km guadagni quasi 2 minuti …ma le onde tirano giù le rive. Ne vale la pena?”

“Abito in un edificio prospicente il Canale dell’Abazia, Canale che collega la Laguna al Rio  di Noale. Canale dell’Abazia e Canale di Noale hanno gli stessi problemi”.

“Il problema del rispetto delle regole è essenziale a Venezia, una richiesta dai suoi abitanti va ascoltata”.

Per concludere, un piccolo aneddoto rivelatore: ricordate la foto simbolo con cui avevamo lanciato questa campagna il 12 novembre? Raffigurava un taxi che correva a tutta birra in Fondamenta Nove, all’altezza dell’Ospedale. Lunedì 16 novembre nel medesimo luogo abbiamo notato una presenza insolita quanto efficace: uomini in divisa sul ponte, e i limiti di velocità venivano miracolosamente rispettati, in quel momento almeno.

16novembre2015

La “puntata” precedente:

Moto ondoso e residenti in “rivolta”

 

Bilancio comunale, capitolo II°: Operazione San Martino, #ForaiGolosessi!

Bilancio2015

Coincidenza ha voluto che l’articolo sui “conti in tasca al Comune” (di cui riparleremo fra poco) sia apparso sul Gazzettino oggi 11 novembre: festa di San Martino patrono di Burano e anche (come tutti i veneziani sanno) giorno in cui da bambini abbiamo percorso calli ancora affollate di calore umano, armati di pentole e pignatte con cui fare un gran chiasso all’entrata dei negozi e ricavarne in cambio “golosessi”: dolci e caramelle che ci venivano offerti per farci tacere, in un gioco delle parti che si ripete ogni anno da tempo immemorabile. Cosa c’entra San Martino con il bilancio comunale, e con l’operazione che stiamo per lanciare? Lo scoprirete fra poco, ma andiamo per ordine.

Dagli anni in cui eravamo bambini, Venezia ha visto dimezzare i suoi residenti: il Gruppo25aprile è composto da centinaia di persone di ogni età, calcolarne la media anagrafica esatta è difficile ma i meno giovani fra noi direbbero che ne ha perso i due terzi; bambini di conseguenza ce ne sono sempre meno, ma la tradizione ancora sopravvive come in questa foto odierna che prendiamo in prestito dai ragazzi di Cerchidonda:

SanMartinoCerchidonda

Se Venezia ha perso tanti residenti in questi decenni, non è per un sortilegio malefico ma per una serie di motivi che poco hanno a che vedere con la stregoneria e molto con le leggi del “mercato” (prima fra tutte quella della domanda e dell’offerta, di case e di lavoro qualificato) a cui le giunte comunali in carica negli ultimi anni non hanno saputo o voluto abbinare nessuno di quei contrappesi o “correttivi” di cui le democrazie liberali avanzate offrono invece innumerevoli esempi: lo Sherman Act del 1890, padre di tutte le leggi antitrust, non è una creazione bolscevica ma anglosassone, così come molti degli esempi a cui avremmo potuto ispirarci per tutelare la residenza controbilanciando in qualche modo la spinta verso la monocultura turistica, ad esempio incentivando chi ancora affitta ai residenti e/o incoraggiando attività economiche non legate al turismo e/o regolamentando un settore che è cresciuto in modo tanto anarchico quanto la speculazione edilizia di Mestre qualche decennio prima:

dai 96 Bed and Breakfast (novantasei) registrati nell’anno 2000, siamo passati ai 3.128 B&B pubblicizzati dal portale “airbnb.com” a Venezia (fonte: Reset) che ha portato ItaliaNostra a stimarne un numero totale pari a 6.000 circa (fonte: ItaliaNostra, “Proposte per Venezia”). Da 96 a 3.128 (o 6.000), in meno di 15 anni. Opzioni disponibili per i veneziani rimasti: A) rassegnarsi a preparare le valige, se la tendenza non viene arrestata; B) interrogarsi su cause e rimedi, rilanciando quei dati che da agosto sono già noti e mettendoli in relazione con alcuni fatti nuovi che sono emersi proprio oggi.

Se di sortilegio dovesse trattarsi (tutti colpevoli, nessun colpevole), niente di meglio che San Martino per scongiurarlo, armandoci anche noi di pentole e pignatte finché non avremo spezzato l’incantesimo malefico. Se invece si tratta di un’evoluzione la cui matrice è umana e politica, pentole e pignatte virtuali (con tutti i canali di cui disponiamo come gruppo, e sperando che altri rilancino l’appello) potrebbero essere la cosa giusta da fare finché non verremo ascoltati da chi ha il dovere di farlo.

In uno splendido editoriale intitolato “Venezia, tutta un bed&breakfast”, Guido Moltedo il 25 agosto dava conto dell’indagine internazionale avviata da Reset Venezia (quella sui 3.128 B&B sopra citati) e concludeva il suo editoriale con questo invito:

sulla scorta dei suoi dati, non solo il sindaco, sono soprattutto i cittadini veneziani, associazioni e forze politiche di Venezia chiamati a rilanciare il dibattito sul turismo, sapendo, ora, che si è sulla soglia del non ritorno“.

L’editoriale era questo, ed è quello che ci ha spinto a raccogliere il testimone:

Venezia, tutta un bed&breakfast. I dati di un’indagine internazionale

Reset-Venezia a sua volta scriveva che:

L’intenzione di approcciare le problematiche in modo innovativo e senza pregiudizi avanzata dalla nuova Amministrazione, fa sperare che i dati e le rilevazioni siano utilizzati come strumenti efficaci per analizzare i temi legati all’ospitalità. L’operazione verità, come la chiama il neo-eletto sindaco Luigi Brugnaro, deve essere totale premiando chi fa impresa in modo onesto e colpendo soprattutto nei confronti di quella vasta fascia di venezianissimi ipocriti che lamentano pubblicamente degrado e disservizi salvo poi cedere in privato al guadagno massiccio e cinico che distrugge gli stessi luoghi che generano valore”.

Pronti per l’operazione verità? Armiamoci di pentole e pignatte, allora, come in questa foto del FAI Giovani Venezia, che il 28 novembre festeggerà il suo compleanno.. prova che non tutto è perduto, in questa città unica al mondo:

SanMartinoFAIgiovaniVenezia

Fatti nuovi, quali sono? A seguito delle rivelazioni di cui sopra, il 25 agosto i giornali titolavano: “Ca Farsetti perde tre milioni di tassa di soggiorno”. Sottotitolo: “B&B, Zuin chiede una relazione”. L’avrà ricevuta? Non lo sappiamo ma qualche dubbio è lecito nutrirlo leggendo l’articolo pubblicato oggi (quello che abbiamo riprodotto in cima a questo editoriale). Cosa dice l’articolo? Dice che gli incassi dell’imposta di soggiorno si aggirano sui 27 milioni di euro, in una città che l’anno scorso ha superato la soglia dei 30 milioni di turisti (fonte: ItaliaNostra). Media procapite: 0,9 euro, da raffrontare con i costi diretti e indiretti che Venezia sopporta per reggerne l’urto, e pur considerando che l’imposta di soggiorno si applica soltanto al turismo “stanziale”, con esenzioni varie e numerose fra cui quella per chi pernotta su una nave da crociera.

Nonostante le esenzioni varie, i conti non tornano:  l’imposta di soggiorno è pari a 1 euro per stella e per notte nel caso degli alberghi, che sicuramente la pagano essendo i più controllati; per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico è pari a 2,5 euro per persona e per notte, idem per gli affittacamere e i “residence” turistici, ma 3 euro a notte per persona è l’imposta che andrebbe (il condizionale è d’obbligo) pagata dai B&B in alta stagione, ove per “alta stagione” si intende il periodo 1 febbraio – 31 dicembre: undici mesi all’anno. Quanti sono i B&B e quanti posti letto offrono sul mercato, a Venezia? Della risposta alla prima domanda abbiamo già detto, la risposta alla seconda non la conosce ovviamente nessuno perché il condizionale di cui sopra si riferisce in primo luogo ai B&B abusivi, che evadono anche la tassa sui rifiuti.. eppure è proprio partendo dai rifiuti che si potrebbero “stanare”, prendendo due piccioni con una fava (imposta di soggiorno e tassa rifiuti): allo stato attuale, il trattamento di quei rifiuti lo paghiamo noi anche per loro. Rifiuti in calle (spesso sulle porte altrui, anche di domenica) e consumi idrici, entrambi verificabili con facilità dalla Veritas che è una partecipata comunale. Che Venezia pulluli di B&B abusivi è sotto gli occhi di tutti, e qualcuno ogni tanto si fa anche pizzicare:

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/52247

Quanti sono i gestori che non pagano tassa di soggiorno o la pagano solo in parte? Risposte certe non ne abbiamo e non sta a noi cercarne le prove, ma l’editoriale già citato stima in 15.000 i posti letto offerti “solo in centro storico” (terraferma e isole escluse). Nel rilanciare l’appello di quell’editoriale di Guido Moltedo, aggiungiamo i dati raccolti da Italia Nostra (basati sul già citato Annuario del Turismo): l’annuario del turismo edito dal Comune, registra 1.847.000 pernottamenti in B&B e altre strutture ricettive non alberghiere, pari a 5.062 presenze medie giornaliere. 5.062 contro un’offerta di 15.000 posti letto? Tutto è possibile ma certe incongruenze si possono verificare, nel modo sopra indicato.

Il fatto stesso di effettuare qualche verifica renderebbe meno “conveniente” un certo tipo di comportamento rispetto ad altri più virtuosi e pesantemente tassati, che contribuiscono invece a mantenere a Venezia quel minimo di tessuto sociale che è il miglior argine contro la microcriminalità, la miglior garanzia di un bilancio comunale in equilibrio (con l’allargamento della base imponibile) e anche, per quel che ci riguarda, la ragion d’essere del Gruppo25Aprile.

Qualche domanda per concludere, ben sapendo di non essere i primi a sollevare il problema:

  1. Qual’è la soglia massima di turisti che Venezia può ragionevolmente accogliere dignitosamente, senza correre il rischio di segare il ramo su cui è seduta facendo scappare a gambe levate quel turismo di qualità che a Venezia cerca qualcosa di diverso da un’ammucchiata informe di greggi al pascolo e vaporetti stracolmi?
  2. Se è vero che molti operatori traggono benefici diretti e indiretti dalle presenze turisctiche, è giusto che a sopportarne i costi e i disagi sia soprattutto chi di turismo non vive, ma con cure quotidiane e manutenzioni periodiche rende la città più bella e vivibile per tutti? Si pensi al costo della raccolta rifiuti, che a Venezia è incomparabilmente più elevato rispetto a qualunque altra città italiana. Tutto a carico dei residenti, senza che sia prevista alcuna forma di compensazione.
  3. Considerate le difficoltà del bilancio comunale, perché non si cerca di ricuperare quei 3 milioni di euro stimati (per difetto) già nel mese di agosto? Per paura di “perdere voti”? Se partissimo dai B&B abusivi sarebbe già un ottimo inizio, e non è detto che siano “voti persi”: molti di quei gestori abusivi non vanno nemmeno a votare, perché non ne hanno diritto (cittadini asiatici) o perché troppo indaffarati a “fottere” il prossimo, credendosi furbi.

Avanti fioi, tre milioni di “golosessi”! Dobbiamo metter mano a pignatte e pentole anche domani? Mettere pentole e pignatte come foto di profilo su facebook? Ditecelo voi..

Un’ultima considerazione, rivolta all’assessore al Bilancio che aveva chiesto quella relazione il 25 agosto sull’onda delle prime rivelazioni (“Ca Farsetti perde tre milioni di tassa di soggiorno”): NON occuparsi di un fenomeno di evasione tanto generalizzato quanto evidente equivale a creare un danno erariale. Vogliamo cominciare a occuparcene tramite gli uffici comunali preposti, anziché aumentare altre imposte o tagliare servizi essenziali? Magari sarebbe anche un modo per arrestare la corsa ai B&B abusivi, che tolgono a noi la possibilità di cercare casa a Venezia quando saremo grandi e avremo la “morosa” o il moroso.

Saluti cordiali,

i “putei” e le putee de Venessia.

SanMartinoBartFoto Roberto “Bart” Scarpa, 11 novembre 2015

La mappa dei B&B pubblicata da Reset il 23 agosto:

http://insideairbnb.com/venice/

L’articolo di Reset:

Affitti turistici a Venezia – Una economia da far emergere e regolamentare

L’articolo di ItaliaNostra sui 30 milioni di turisti:

Il Comune ci dà ragione: sono proprio 30 milioni

..e quello della Nuova Venezia che riprende il medesimo dato:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/trenta-milioni-di-turisti-boom-di-alloggi-privati-1.12175323?ref=hfnvveel-1

Fonti normative:

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/57877

Articolo 6: il gestore della struttura ricettiva dichiara al Comune di Venezia, entro quindici giorni dalla fine di ciascun trimestre solare, il numero di pernottamenti imponibili ed il numero di quelli esenti relativi all’ultimo trimestre.
2. La dichiarazione è trasmessa esclusivamente per via telematica mediante procedure informatiche definite dall’Amministrazione Comunale.
3. Il gestore della struttura ricettiva ha l’obbligo di informare il soggetto passivo dell’ imposta dell’obbligo tributario, del suo importo e dei termini e modalità per assolverlo nonché di richiedere il pagamento dell’imposta entro il periodo di soggiorno di ciascun ospite. 4. Nel caso in cui il soggetto passivo dell’ imposta rifiuti il pagamento, il gestore della struttura ricettiva è tenuto a far compilare apposito modulo di rifiuto al soggetto passivo e a trasmetterlo tempestivamente all’Amministrazione Comunale.
5. Il gestore della struttura ricettiva , in qualità di agente contabile, è tenuto alla presentazione al Comune di Venezia del conto della gestione secondo le modalità previste dalla legislazione vigente.

Articolo 9 comma 2: “Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari al trenta per cento dell’importo non versato, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n.471 del 1997. Al procedimento di irrogazione della sanzione di cui al presente comma si applicano, altresì, le disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto legislativo n.472 del 1997”

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/47863

a cura di: Marco Gasparinetti

 

 

 

 

Bilanci previsionali a confronto: Venezia e Verona

Spese correnti Comune di Verona (259.000 abitanti circa): 293.470.724 euro. Spese correnti Comune di Venezia (263.000 abitanti circa): 611.116.788 euro.

Perché Venezia e Verona? Per il semplice motivo che hanno un numero di abitanti molto simile e sono due Comuni amministrati da giunte di centro-destra, oltre a fregiarsi dell’ambito titolo di “patrimonio dell’umanità” e a far parte della stessa regione (che è una delle più ricche in Italia e si posiziona su livelli comparabili a quelli di molti Länder tedeschi). Le differenze balzano all’occhio, non tenteremo qui di spiegarne i molteplici motivi (quella sarà la seconda tappa) ma prima di farlo pubblichiamo qui alcuni dati significativi tratti dai bilanci previsionali per il 2015, che sono consultabili online (v. note in calce).

Nel caso di Venezia, i dati pro-capite sono stati calcolati dividendo spese ed entrate per il numero attuale di residenti che è pari a 263.941(in calo di 554 unità rispetto ai dati del 30 giugno, quando la Giunta nuovamente insediatasi ha messo mano al suo bilancio di previsone).

Alla voce “beni e servizi”, le spese correnti pro-capite preventivate per il 2015 sono pari a 580,88 euro a Verona contro i 1.470 euro a Venezia, dove il dato è in parte falsato dalla voce “trasporti e mobilità”; se anche volessimo togliere quella voce (che nelle spese correnti “pesa” per € 103.147.130,72) la spesa corrente complessiva nel Comune di Venezia, divisa per il numero di abitanti è comunque pari a 1.924 euro contro i 1.133 di Verona.

Spesa corrente pro-capite alla voce “retribuzioni”:  312,68 euro a Verona, 460,2 euro a Venezia. Nel caso di Venezia, si tratta della voce di spesa su cui la gestione commissariale ha agito in maniera più incisiva: 8 milioni di euro in meno rispetto all’esercizio precedente.

Entrate tributarie Comune di Venezia: € 362.307.715 Entrate tributarie Comune di Verona: € 205.652.740

Alla voce “sanzioni”, il Comune di Venezia può contare su entrate supplementari pari a € 22.135.000.

La cosa che più ci ha lasciato perplessi, ad una prima analisi del bilancio previsionale di Venezia che è stato messo in rete il 10 novembre, è un’altra: le spese correnti nel bilancio di previsione aumentano di quasi 50 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente, nonostante gli 8 milioni risparmiati (con i tagli del commissario Zappalorto) sul costo del personale. Vogliamo provare a capire perché?

VeniceRoofs

Spese correnti nel 2015 (bilancio previsonale): € 611.116.788,89.

Spese correnti nel 2014: € 562.502.816,46

Spese correnti nel 2013: € 584.231.543,98.

Spese correnti nel 2012: € 495.799.463,11.

Specchio specchio delle mie brame, chi è il più spendaccione del reame?

Ripartizione delle spese correnti, secondo il bilancio previsionale 2015:

Retribuzioni: € 121.466.135,51 pari al 19,88 % del totale (in calo rispetto all’esercizio precedente);

Acquisto beni e servizi € 387.990.610,18 pari al 63,49 %;

Interessi passivi € 16.134.194,50 pari al 2,64 %(in calo rispetto all’esercizio precedente)

Assicurazioni contenziosi accantonamenti € 37.010.723,22 pari al 6,06 %

..e altre voci che comunque NON spiegano l’impennata del totale delle spese correnti.

Le due voci che subiscono una crescita impetuosa sono:

  • Acquisto beni e servizi: in crescita di 24 milioni di euro circa; perché?
  • Assicurazioni contenziosi accantonamenti : in crescita di 35 milioni circa.. a cosa si riferiscono? Presumibilmente a contenzioso “pregresso” che ha visto il Comune soccombere di recente in due diversi processi (quello sui crediti di Cavallino-Treporti, in particolare).. ma è solo una supposizione. Le brutte notizie non finiscono qui, e continuano al capitolo “entrate”:
  1. Alienazioni; il bilancio di previsone reintroduce la tanto vituperata pratica della vendita dei gioielli di famiglia (ma senza precisare quali): la stessa che aveva fruttato 50 milioni circa nel 2012 (azioni SAVE) e 54 milioni circa nel 2013 (Ca’ Corner della Regina) per essere poi interrotta dalla gestione commissariale nel 2014; i milioni preventivati stavolta sono 49 ma sono probabilmente sovrastimati, viste le condizioni attuali di mercato;
  2. nel bilancio previsionale per il 2015, oltre alle alienazioni è prevista anche una accensione prestiti per 120.000 euro.. cifra modesta, ma nel triennio precedente la casella “accensione prestiti” era rimasta vuota. Staremo mica ricominciando a fare debiti?

Rimborso prestiti nel 2014: € 17.709.132,33; rimborso prestiti nel 2015: € 12.265.602. Interessi passivi pagati nel 2014: € 16.968.000 e spiccioli. Interessi passivi a bilancio nel 2015: 16.134.000 e spiccioli.

Alla voce “rimborso prestiti” e “interessi passivi” sono 6 milioni di euro in meno da pagare, nel 2015; sommati agli 8 milioni di risparmio ottenuti sulle spalle del personale (ad opera della gestione commissariale) avrebbero dovuto dare almeno una boccata di ossigeno.. eppure la spesa corrente, come abbiamo visto, è in crescita di quasi 50 milioni di euro. Come coprirla in futuro, se non si ha il coraggio di affrontare il problema alla radice?

Una cosa è certa: se continuassimo a vendere palazzi o terreni e/o ricominciassimo a indebitarci, grande sarebbe la delusione di chi ha votato Luigi Brugnaro magari senza farsi troppe illusioni ma con una sola granitica certezza: quella che un imprenditore come lui UNA cosa almeno avrebbe saputo farla: riportare i conti comunali IN ORDINE. Quanto ai dipendenti comunali che hanno sopportato le decurtazioni salariali, e ai cittadini che hanno subito gli aumenti tariffari, non occorre essere profeti per immaginarne la reazione se tutti quei sacrifici risultassero vani.

In attesa di capire come la Giunta intende muoversi nel caso in cui il piano di “alienazioni” non dovesse dare i 49 milioni sperati di qui alla fine dell’anno, i numeri sono quelli che abbiamo qui esposto, a “volo d’uccello”. Le occasioni per approfondire non mancheranno, nella nostra nuova rubrica dedicata al bilancio comunale.

PuntadoganaIl bilancio previsionale di Verona: https://www.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=47744

Il bilancio previsionale di Venezia: http://openbilancio.comune.venezia.it/openbilancio_uscite.php?anno=2015

In diretta dal Consiglio comunale.. parte seconda

Il Consiglio comunale ha dunque approvato a maggioranza la delibera con cui autorizza il cambio destinazione d’uso (da residenziale ad alberghiera) richiesto da una società il cui amministratore unico (e unico socio) è il marito di una consigliera comunale, che è proprietaria delle unità immobiliari in questione e ne trarrà un beneficio economico in termini di maggior valore (plusvalenza) probabilmente vicino al 500% (semplice stima la nostra, tratta da operazioni simili già effettuate in zone di pregio comparabile, a Venezia). Qualunque sia la plusvalenza, il segnale “politico” non cambia.

Il Consiglio comunale ha infatti approvato la delibera nonostante il parere contrario della Municipalità di Venezia e malgrado le circostanze emerse nel corso del dibattito grazie ad una istanza di accesso agli atti del capogruppo M5S Davide Scano, le cui risultanze sono piuttosto imbarazzanti: in una città il cui bilancio comunale è sull’orlo del precipizio benché i turisti siano 30 milioni all’anno (e dovrebbero quindi rappresentare una fonte di entrate significativa) l’imposta di soggiorno versata alle casse comunali dalla società in questione è veramente poca cosa, rispetto alle decine di appartamenti gestiti, e mentre il numero di turisti aumenta ogni anno, l’importo versato da tale società alle casse comunali segue una curva inversa:

anno 2014: pernottamenti dichiarati 365, imposta di soggiorno 661 euro

anno 2013: pernottamenti dichiarati 384 imposta di soggiorno 742,8 euro

anno 2012: pernottamenti dichiarati 838 imposta di soggiorno 1.568 euro

Simile andamento è dato riscontrare se si analizzano i bilanci della società in questione, che evidenziano un fatturato in calo dell’11% rispetto all’esercizio precedente. La società ha chiuso gli ultimi due esercizi in perdita (20.000 euro circa nel 2014, 30.906 nel 2013) pur non essendo proprietaria degli appartamenti che gestisce (come si evince dal suo stato patrimoniale) e non dovendo quindi affrontare costi di manutenzione ordinaria o straordinaria, dato che si limita ad esercitare un’attività di intermediazione con riferimento a beni immobiliari di indiscutibile qualità e ottimamente posizionati, in zone di pregio e sicuramente appetibili per il suo “target” turistico, come ad esempio questi:

http://www.rentalinitaly.com/it/Venezia/appartamenti.html?data_da=2015-12-24&data_a=2015-12-31&num_persone=4&&ord_by=Category&sort_order=DESC&num_apt_per_page=10

A spiegare il risultato in perdita nei due ultimi esercizi non sono gli ammortamenti e non è il costo del personale, dato che la società ha solo due dipendenti, ma se è in perdita ci saranno dei validissimi motivi e non ci azzarderemo certo noi a trarne delle conclusioni affrettate. Ci limitiamo a osservare che in queste aride cifre, se veramente corrispondono alla realtà economica soggiacente, facciamo fatica a riconoscere l’immagine di “imprenditore di successo” che ci eravamo fatti, dopo aver letto le interviste alla stampa della consigliera comunale in questi giorni.

In attesa della prossima puntata, prendiamo atto del fatto che il Consiglio comunale ha oggi approvato la richiesta presentata da tale società a beneficio di una consigliera comunale e ci congratuliamo con lei per la plusvalenza conseguita.

Ca'Loredan

In diretta dal Consiglio comunale: parte prima

  1. Immaginiamo che.. il tasso di occupazione medio degli alberghi a Venezia nel 2014 fosse pari al 77,3%
  2. immaginiamo che.. il tasso di occupazione per una società specializzata nella locazione di appartamenti ai turisti sia invece stabilmente inferiore al 4%, dato desunto dalla tassa di soggiorno versata nelle casse comunali dalla società medesima e ottenuto con apposita istanza di accesso agli atti grazie alla tenacia di un consigliere comunale. Se quel dato è veritiero e quella società fa tanta fatica a riempire le case di turisti, perché non provano ad affittare a famiglie normali, anziché chiedere altri alberghi? Magari otterrebbero un tasso di occupazione molto più remunerativo di quello che dichiarano (indirettamente) versando la tassa di soggiorno.. o la spiegazione logica magari è un’altra?
  3. Immaginiamo che quella società sia la stessa che ha introdotto la richiesta di cambio destinazione d’uso a beneficio della consigliera comunale il cui marito ne è amministratore unico, per trasformare altre tre case in alberghi.
  4. Immaginiamo che il Consiglio comunale chiamato a votare la delibera in favore di quella consigliera non fosse al corrente di quanto sopra esposto, mentre conosce benissimo la difficile situazione di bilancio in cui versano le casse comunali.. situazione talmente critica che il Sindaco, dopo aver confermato i tagli della gestione commissariali e gli aumenti tariffari, ha anche ipotizzato di vendere alcuni gioielli di famiglia fra cui un quadro di Klimt:

klimt-judith2--salome-1909Immaginiamo ancora che la diretta in webstreaming del Consiglio comunale, già priva di video fin dall’inizio, proceda ad intermittenza rendendone la comprensione impossibile e si interrompa misteriosamente perdendo anche l’audio proprio quando quella delibera viene messa in dicussione, e il consigliere Davide Scano (capogruppo del M5S in Consiglio comunale) si appresta ad esporre le risultanze della sua istanza di accesso agli atti, ottenute stamattina.. dobbiamo credere alle coincidenze?

“Per problemi tecnici il video non sarà disponibile ma si potrà seguire lo streaming in audio” – annunciava la pagina del Comune ad inizio seduta.. e quando si è arrivati al punto 3 dell’ordine del giorno (quello della delibera in questione) è stranamente sparito anche l’audio. Troppi accessi simultanei? Non vogliamo nemmeno pensare che sia una cosa voluta, ma il risultato non cambia e se fosse un risultato voluto..

contro questo maldestro e gaglioffo tentativo di CENSURA, fate sapere quanto sta accadendo in Consiglio comunale oggi. Fatelo sapere, su tutti i canali!

Consiglio comunale 5 novembre, vogliamo rinsavire?

Cari consiglieri comunali,

sui cambi di destinazione d’uso domani avete un’ultima occasione di invertire la tendenza che sta uccidendo Venezia, perché rende irreversibile la trasformazione delle case in alberghi. L’occasione è propizia e dovreste saperla cogliere, dato che quella delibera “urgente” con cambio di destinazione d’uso andrebbe a beneficio diretto di una consigliera comunale, che si era guardata bene dal segnalarvi la cosa.

Ci sono situazioni in cui chi è stato eletto dalla cittadinanza deve avere il coraggio di ignorare gli ordini di partito e rispondere soltanto alla propria coscienza. Se non avrete quel coraggio nemmeno domani, la battaglia si sposterà fuori da Palazzi che non ci rappresentano più. Non aspettateci in via Palazzo a Mestre per il Consiglio comunale che si riunisce domani, giovedì 5 novembre: non faremo gazzarra né schiamazzi in aula, non è il nostro stile.

Se voi sarete sordi facendo quadrato come una “casta” indifferente, rispetto allo scandalo creato dalla vicenda, anziché cambiare rotta come potete ancora fare con il voto di domani.. sappiate che allora anche noi “faremo quadrato” e saremo ovunque, saremo in tanti, quando meno ve lo aspettate e dove meno ve lo aspetterete. Nelle forme più incruente e creative, con le modalità gandhiane che abbiamo fatto nostre, per sbugiardare la vostra ipocrisia in mondovisione.

3novembre2015(Copyright: Corriere della Sera 3 novembre 2015, articolo Gloria Bertasi ed Elisa Lorenzini)

Abbiamo cercato di capire il punto di vista altrui, come sempre facciamo: in questi giorni abbiamo letto le interviste rilasciate ai giornali dalla diretta interessata. Al capitolo “etica”, la consigliera comunale in questione dichiara al Corriere che:

Io nel privato non posso gestire il mio patrimonio per il bene della comunità”.

Benissimo, ineccepibile, ma allora perché candidarsi in Consiglio comunale, dove l’unica bussola dovrebbe essere proprio il bene della civitas? L’ha ordinato il medico? Nulla le vieta di tornare a “fare vino” e affari immobiliari, nessuno si permetterebbe più di giudicare l’incoerenza (e i conflitti di interesse) fra la sua vita politica e quella imprenditoriale.

Sostiene ancora di essersi rivolta agli uffici comunali “come qualsiasi cittadino“, come se gli uffici comunali non ne conoscessero il ruolo politico e l’influenza che i “politici” in generale possono esercitare sulle loro carriere in caso di diniego eventuale, in una congiuntura in cui ai dipendenti comunali è stato tagliato quasi tutto e molti dipendono dal surplus di stipendio generato dalle “posizioni organizzative”, per arrivare a fine mese. Afferma anche che “ne ho parlato con gli uffici, da due anni li frequento spesso“. Come qualsiasi cittadino? Beata lei.

Chicca finale della consigliera: “è assurdo che non si possa fare il proprio lavoro da imprenditore in trasparenza e serenità se si ha un ruolo politico” – sostiene nell’intervista che pubblichiamo in calce. “Trasparenza”? Ma allora perché far presentare la richiesta (PG/2015/0052765 del 4 febbraio 2015) da una società di nome Rentalinitaly, dove il suo nome ovviamente NON appare pur essendo SUOI gli appartamenti di cui chiede il cambio di destinazione d’uso che ne triplicherebbe o quintuplicherebbe il valore? Per appurare che socio unico e amministratore unico della società è il coniuge della consigliera comunale abbiamo dovuto effettuare una visura camerale. La trasparenza sarebbe questa?

3novembre2015 II(Copyright: Corriere della Sera 3 novembre 2015, intervista Monica Zicchiero)

Appeilo ai consiglieri comunali:

Molti di voi sono stati eletti con promesse solenni di discontinuità rispetto al passato, nella lista di un candidato Sindaco che prometteva “30.000 nuovi residenti”. Approvare quella delibera sarebbe forse un segno di discontinuità con le pratiche del passato? In che senso potrebbe facilitare l’arrivo di nuovi residenti, dato che la destinazione alberghiera sottrae spazi ulteriori alla residenzialità attuale o potenziale? Fatevi in coscienza questa domanda, prima di votare.

Un’ultima annotazione, prima del voto: non c’è nulla di personale in questa battaglia civica. Altrettanto faremo ogni qual volta gli interesssi personali di un mandatario politico (di maggioranza o di opposizione che sia) dovessero emergere in delibere sottoposte al Consiglio comunale, nei prossimi mesi. A questa vicenda siamo particolarmente sensibili per il suo valore emblematico, e i motivi li abbiamo illustrati ben prima di sollevare il “caso Locatelli” che ne è diventato il simbolo:

https://gruppo25aprile.org/category/fenice-un-gruppo-allopera/

e

L’insostenibile leggerezza dell’essere (veneziani)

Per il G25A

Il portavoce

Venezia, 4 novembre 2015

Immaginiamo che.. fosse tutto vero?

Speravamo di sbagliarci almeno in parte, tanto che non avevamo fatto nomi, ma sui giornali del 2 novembre troverete la conferma che quanto da noi anticipato ieri corrisponde alla realtà dei fatti, per ammissione dell’esponente politica della maggioranza che amministra Venezia:

2 novembre 2015

e

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/11/02/news/alloggi-turistici-scoppia-il-caso-locatelli-1.12374229?ref=fbfnv

Visto l’outing dell’interessata, abbiamo quindi il piacere di presentarvi la simpatica coppia, già nota alle cronache mondane di Cortina d’Ampezzo ma forse meno nota là dove la Signora è stata eletta per rappresentarci in Consiglio comunale:

Lui e lei:

http://www.veneziaprogetta.it/Statuto_Ve%20Progetta.pdf

https://www.facebook.com/events/540571119320347/

La società di lui (amministratore unico e socio unico):

http://www.rentalinitaly.com/it/appartamenti-di-lusso.html

Lei:

http://www.veneziaprogetta.it/it/eventi/la-mia-sfida-per-darci-un-futuro-migliore_26.html

http://www.brugnarosindaco.it/project/marta-locatelli/

http://www.angoris.com/it/la-famiglia/

e la sua dichiarazione dei redditi nella legislatura precedente, pubblicata dal Corriere della Sera nel 2012, pari ad un totale di euro 13.325, annuo lordo:

http://mobile.corriere.it/m/informazionelocale/notizie/corrieredelveneto/notizie/politica/2012/30-gennaio-2012/da-orsoni-zuanich-redditi-consiglieri-1903071694698/0?checkEnrichmentDate=1446469934066

Sperando di avere in tal modo colmato la legittima curiosità suscitata dal nostro editoriale di ieri, lasciamo al lettore il giudizio (soggettivo e pertanto insindacabile) sulla credibilità di una personalità politica beneficiaria di una delibera “urgente” in materia di cambi di destinazione d’uso dopo che (pochi mesi fa) si era presentata alle elezioni con slogans del tipo:

Residenzialità
Il diritto alla casa va difeso e sostenuto. Esistono una miriade di progetti di Social Housing già pronti che devono solo essere attuati. Da qui dobbiamo ripartire per ripopolare Venezia”.

Nel nostro gruppo FB vi chiederemo cosa ne pensate, della distanza fra proclami elettorali e comportamenti reali:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Nel sestiere di Cannaregio nel frattempo c’è chi aveva capito tutto e già si prepara alle prossime elezioni:

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