Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Le nostre isole”

Trilogia demaniale, capitolo terzo: Poveglia per tutti, conferenza stampa 10 novembre

Poveglia non è proprietà dello Stato, ma, come da tempo ha affermato lillustre amministrativista Massimo Severo Giannini, è proprietà del popolo veneziano. Si tratta di proprietà collettiva demaniale e il Demanio è solo gestore e tutore dellintegrità di questo luogo. Poiché lisola risulta abbandonata e priva di cure, i cittadini veneziani, veri proprietari dellisola, ai sensi dellultimo comma dellart. 118 della Costituzione, possono svolgere attività dirette a salvare lisola, secondo il principio di sussidiarietà. Direi che non occorre una specifica autorizzazione, ma solo una preventiva comunicazione da parte di un gruppo di cittadini, che agiscano come parte dellintera cittadinanza veneziana, nella quale si spieghi cosa si ha intenzione di fare. In caso di mancata risposta entro un congruo termine indicato nella comunicazione, si dovrà ritenere che il Demanio è daccordo in base al principio, oramai generale per lordinamento giuridico italiano, del silenzio-assenso. In caso di risposta negativa, occorrerà impugnare il rifiuto davanti al TAR. Ma a questo punto, i funzionari del Demanio si assumerebbero una grave responsabilità per danno alla Collettività veneziana.

Paolo Maddalena

Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale

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Nella conferenza stampa convocata per domani 10 novembre alle 11.30, l’associazione Poveglia per tutti darà conto degli ultimi sviluppi di una vicenda che ci sta a cuore, incluse le risultanze di un’istanza di accesso agli atti che vi riserverà qualche sorpresa.

Per chi non avesse seguito la vicenda, un breve riepilogo delle “puntate precedenti” potrà essere di aiuto:

  1. Nel 2014, per fare cassa, il demanio dello Stato italiano decise di “valorizzare” alcuni beni della collettività fra cui l’isola della foto, pubblicando un’asta per la concessione novantanovennale (99 anni) dell’isola, che ha una superficie di 7 ettari e mezzo, di cui 4.855 di superficie coperta. Base d’asta: zero euro (!) con il rischio concreto che un’isola intera finisse per pochi spiccioli in mano all’ennesima speculazione immobiliare, con benefici scarsi o nulli per le casse dello Stato che si diceva di voler “risanare”. Le cronache di quei giorni registrarono infatti l’offerta di un misterioso Mister X che si sarebbe aggiudicato l’isola per 513.000 euro (il prezzo di un appartamento) se un gruppo di cittadini non avesse creato un’associazione (“Poveglia per tutti”) che con una campagna di sottoscrizioni sulla rete riuscì in poche settimane a raccogliere una cifra sufficiente per partecipare all’asta, benché inferiore (di poco) a quella offerta da Mister X. Come avremmo successivamente appreso dalla stampa, in data 13 maggio, Mister X era l’imprenditore Luigi Brugnaro, che un anno dopo sarebbe diventato Sindaco di Venezia.
  2. Con lettera del 14 maggio 2014, il Gruppo25Aprile (che come tanti altri aveva aderito alla sottoscrizione) scrisse al Demanio per denunciare l’incongruità dell’offerta rispetto al valore storico e architettonico dell’isola, invitando la “commissione di congruità” demaniale ad esercitare i suoi poteri che in casi come questo (“invito pubblico ad offrire”) permettono di non aggiudicare il bene al privato qualora l’offerta massima ricevuta non sia congrua rispetto al valore del medesimo: https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+demanio L’offerta del Mister X venne infatti dichiarata incongrua, con decisione contro la quale venne introdotto ricorso: un ricorso che Luigi Brugnaro si è impegnato pubblicamente e solennemente a ritirare, quando ha deciso di candidarsi alle elezioni comunali, onde evitare almeno questo conflitto di interessi. Nei mesi successivi, “Poveglia per tutti” ha introdotto una richiesta di concessione per 6 anni (anziché 99) che potrete leggere qui: http://www.povegliapertutti.org/wp/tecnico/la-richiesta-di-concessione/

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Tale lettera, datata 6 maggio 2015, non ha ancora ricevuto risposta nel merito dal Demanio, che si è limitato a rigettare l’istanza in virtù di non meglio precisati “altri interessi” (o manifestazioni di interesse) per l’isola. L’associazione “Poveglia per tutti” ha quindi indirizzato la lettera che qui riproduciamo al direttore dell’Agenzia del Demanio, al Presidente del Consiglio, al Ministro Franceschini e al Sottosegretario all’economia Baretta:

Dott. Roberto Reggi

Dott. Matteo Renzi

Dott. Dario Franceschini

Dott. Pier Paolo Baretta

Oggetto: Lisola di Poveglia.

Gentile Dott. Reggi,

Apprendiamo da fonti di stampa che martedì 20 ottobre lei avrebbe incontrato il Comune di Venezia anche per discutere la questione Poveglia, e che attenderete ‘alcune settimane’ per capire se detto ente locale abbia o meno qualche interesse per l’isola.

Pare strano doverlo ricordare, ma una comunità rappresentata da 4.478 persone di tutte le estrazioni sociali e culturali ha ben manifestato la propria disponibilità a prendersi cura di questo bene. Questa comunità attende una risposta non evasiva da 170 giorni. Ci sembra che escludere a priori la sussidiarietà orizzontale prevista dall’art.118 della Costituzione sia un cattivo costume di tempi passati, capace di leggere la nostra carta fondativa solo a righi alterni. Dov’è finita la prospettata ‘capacità ricettiva di istanze locali’? Ci sembra invece continui l’eterno rimestare di rimandi, rimpalli, dilazioni, dissanguamento di buone volontà e scialacquio di competenze. Si arrenderebbe dinnanzi a tanta palude anche il più ostinato dei volenterosi.

Ci permetta di ricordarle che l’ultima funzione sociale dell’isola risale al 1968. In 47 anni, tra tentativi di vendita (1985, prezzo richiesto in valuta corrente 50.000 euro), tentativi di concessione a colossi turistici (1983, 1997), rinuncia del Comune alla prelazione a titolo gratuito (2013) e nuovi tentativi di vendita (2014), quella statale si è rivelata, nel complesso, una gestione fallimentare di questo bene della collettività. L’isola che vi è stata consegnata in ottimo stato è oggi ridotta ad un cumulo di macerie.

Certo non gliene facciamo personale carico, lei è direttore generale da 396 giorni, ma ‘alcune settimane’ per chiarire l’interesse di chi non lo ha manifestato (date le finanze dissestate) ci sembra, francamente, altro tempo perso. Sono 170 giorni che offriamo 400 mila euro a fondo perduto (raccolti con una colletta popolare che ha fatto parlare di noi tutto il mondo) al fine di avviare un percorso di investimenti, fosse anche per mezzo d’una concessione sperimentale, per la tutela di questo polmone verde della laguna ed il riscatto di un bene al quale la città è affezionata.

Noi contiamo, in questi pochi anni, di dar vita ad un processo virtuoso, che attirerà investimenti e quindi nuovi restauri e concessioni sull’edificato, ovvero contiamo di avviare uno startup sociale che dimostri che la comunità può laddove lo Stato non è riuscito. Contiamo di dimostrare che tra abbandono ed alberghi vi sono terze vie praticabili. La burocrazia può, se preferisce, scommettere sul fatto che che non ci riusciremo, ovvero che manterremo a nostre spese un bene pubblico per poi restituirlo riqualificato. Ma rinunciare pregiudizialmente ad ogni via nuova col gioco del rimpallo dilatorio è poco innovativo, dura da mezzo secolo. L’asta è fallita un anno e mezzo fa, una bolla di sapone dall’ingente costo erariale, un tentativo di vendere ciò che per i cittadini, palesemente, non andava venduto. Lasciate che adesso sia il turno d’una comunità ritrovata. Abbiamo dimostrato trasparenza, metodi partecipativi, capacità di coinvolgere soggetti associativi di tutte le categorie produttive, una città oltre gli steccati.

Trascinare ogni naviglio nelle secche del grigiore, deperendo vie nuove, è triste, veramente triste. Avete la possibilità di firmare questa concessione a “Poveglia per Tutti” e vi è offerta, ad esempio, dal terzo comma dell’art.2 del DPR 13 settembre 2005, n. 296. Sappiamo che potete farlo. Lasciate ai veneziani e agli amici di questa città la cura di quello che lo Stato ha abbandonato, il mercato non ha comprato, il Comune non ha richiesto. Persistere su strade sbagliate azzoppa questo paese.

Con cordialità, l’Associazione Poveglia per tutti.

4.478 soci, una città, 170 giorni dopo.

trasparenza_amministrativa

Conferenza stampa di Poveglia per tutti domani 10 novembre alle 11.30, per essere aggiornati sugli ultimi sviluppi del “caso Poveglia”.

La pagina dell’associazione: http://www.povegliapertutti.org/wp/

e l’omonimo gruppo facebook: https://www.facebook.com/povegliapertutti/?fref=nf

Per informazioni: associazionepoveglia@gmail.com

La Laguna chiede: rispetto!

Primo agosto 2015, in Laguna faceva il suo ingresso una nave che, pur non essendo particolarmente grande (26.000 tonnellate di stazza, e quindi molto più piccola delle navi da crociera di cui tanto si è parlato in passato) non poteva passare inosservata, tanto che in molti l’hanno fotografata al suo arrivo: 1agosto2015 Fusina ..ed ecco la stessa nave all’ormeggio, dove la normativa vigente impone che il combustibile utilizzato abbia un tenore di zolfo non superiore allo 0,10 % (limite cogente stabilito a tutela della salute umana e degli ecosistemi, la cui violazione è sanzionata in tutti i Paesi europei):1agosto OrmeggioIl fumo era visibile a chilometri di distanza, e in molti hanno allertato la Capitaneria di Porto (senza che questa intervenisse in loco, per quanto ne sappiamo). Le informazioni da noi raccolte hanno permesso di accertare che la nave, dedicata al trasporto di materiale rotabile, farà scalo a Venezia con frequenza regolare nei prossimi mesi, come trionfalmente annunciato da un comunicato stampa congiunto dell’Autorità Portuale di Venezia e della Grimaldi Group, emesso a Monaco di Baviera in data 6 maggio 2015 e intitolato: “Lancio della nuova autostrada del mare tra Venezia e Patrasso”.

Sappiamo che altri si sono mossi con un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia; da parte nostra riteniamo che la prevenzione, quando funziona, sia preferibile alla repressione e che lo strumento penale vada considerato come “extrema ratio” quando ci siano fondati motivi di ritenere la sussistenza dell’elemento soggettivo (dolo o colpa grave) del reato astrattamente ipotizzabile. In attesa di capire se l’episodio del primo agosto fosse ascrivibile a questa categoria o a quella dell’incidente incolpevole, e una volta accertato che il prossimo scalo in Laguna era previsto per l’8 agosto, abbiamo quindi deciso di intraprendere due iniziative complementari:

  1. abbiamo scritto alla Capitaneria di Porto chiedendo alla medesima di effettuare le attività ispettive che per legge le competono;
  2. ci siamo organizzati per monitorare e documentare il passaggio in Laguna della nave, da postazioni fisse e mobili che ci hanno permesso di seguirne il percorso in Laguna dall’inizio alla fine, ieri 8 agosto.

La seconda iniziativa è stata organizzata senza squilli di tromba; della prima ha dato conto la Nuova Venezia in questo articolo del 7 agosto a firma Vera Mantengoli: 7agosto2015 NV“Non si ripeterà”, ha garantito – a mezzo stampa – il portavoce ufficiale dell’armatore, ma visto il precedente abbiamo deciso di dare comunque seguito alla nostra iniziativa. Ieri 8 agosto, le nostre squadre di volontari si sono quindi posizionate nei punti dove era previsto il passaggio della nave: due di noi alla Diga degli Alberoni (lato mare); quattro alle bocche di porto (lato laguna) per seguirne in barca il percorso lungo il canale dei petroli, e altri a Fusina (destinazione finale, dove la nave era attesa per le 8.30).

Questo, in sintesi, il “diario di bordo” della giornata. Ore 7.30, con qualche anticipo sulla tabella di marcia: l’arrivo alle bocche di porto. Come potete notare, il colore e la densità del fumo erano cosa ben diversa rispetto alla settimana precedente. Potenza dei mass media? 8agosto CristinaOre 8.00 circa (con 30 minuti di anticipo) La nave all’ormeggio in banchina, e anche qui la differenza è visibile a occhio nudo, rispetto alla settimana precedente, anche se il colore del fumo non è del tutto rassicurante: 8agosto Marco1Tutto bene, allora? Diciamo pure che si è comportata meglio della settimana scorsa (e ci voleva poco!) ma diciamo anche che sapevano di essere “nel mirino”, e fare il bis sarebbe stata una follia. Tre elementi ci hanno comunque stupito. Primo: la scia che la nave (Eurocargo Trieste, se vogliamo chiamarla con il suo nome) lasciava sul suo passaggio:

8agosto RobertaSchiuma di un colore indefinibile (Irish coffe? capuccino? Tiramisu scaduto?) sulla quale non ci pronunceremo, in assenza di analisi di laboratorio: 8agosto AcquaSecondo elemento di perplessità: della Capitaneria di Porto nessuna traccia visibile, nonostante la richiesta di intervento volta a fare accertare la qualità del combustibile utilizzato la settimana precedente. Si tratta di un’attività ispettiva non invasiva (dal punto di vista dell’armatore) e non particolarmente impegnativa, dato che può essere svolta verificando i documenti di bordo (“bunker delivery note”); inoltre, del combustibile utilizzato deve essere conservato un campione sigillato, che può essere prelevato per campionamento e analisi di laboratorio.. e qui si innesta il terzo elemento di sorpresa: rispetto alla sua tabella di marcia indicativa, la nave è ripartita con quasi tre ore di anticipo (!) ma noi non siamo maligni e non vogliamo nemmeno insinuare che sia ripartita di corsa per evitare quel tipo di attività ispettiva. Ci limitiamo quindi a documentarne la partenza, alle ore 14 circa: 8agosto Dario1Il servizio fotografico dell’8 agosto è stato realizzato da: Cristina, Lucia, Anna, Roberta, Marco e Dario. Cittadini non distratti, che chiedono soltanto rispetto per questa Laguna unica al mondo. Chiediamo troppo? la Laguna rispetta chi sa rispettarla, e offre emozioni uniche al mondo. Ecco come si presentava ieri: 8Agosto Guardiani..e le navi che seguono quella rotta (Malamocco-Fusina) sul loro cammino incontrano guardiani come quello della prossima foto: l’ex faro Spignon, insieme ai tre ottagoni che erano stati posti a difesa della bocca di porto,

Questa Laguna è unica al mondo, aiutateci a proteggerla come si proteggono le cose uniche. Volete darci una mano, la prossima volta? Il gruppo è aperto a tutti, potete scriverci a: 25aprile2015@gmail.com 8agosto FaroSpignonhttps://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Le nostre proposte: 7) Isole dimenticate, di Carlo Beltrame

Atti dell’incontro pubblico del 26 aprile 2015 (Palazzo Da Mula, Murano)

Relatore: Carlo Beltrame

Il futuro delle isole dimenticate della laguna

Carlo Beltrame

Molte isole minori sono state smilitarizzate e quindi abbandonate negli anni ’70 e da lì sono state sottoposte a devastazione. Negli anni ’80 e ’90, è partita una corsa al restauro (definita salvaguardia) senza purtroppo una programmazione del destino di questi luoghi. Ancora oggi manca una progettazione a lungo termine, manca una visione globale. Soluzione unica in hotel di lusso oppure abbandono con conseguente sciacallaggio di ogni cosa asportabile.

Lavori promossi dal MAV ed eseguiti dal CVN con costi altissimi. Lavori in alcuni casi sovradimensionati e uso frequente di materiali considerati da molti specialisti non idonei e incompatibili con l’ambiente lagunare (cemento, cemento armato, palancole larsen…): esempio di Torcello dove il sen. F. Casson, allora magistrato, aprì un’inchiesta per danno al patrimonio e teorizzò per la prima volta l’illegalità del sistema chiuso controllore e controllato espresso dal CVN. Tutto ciò è stato spiegato molti anni dopo dalle dichiarazioni che P.G. Baita ha fatto ai magistrati: “prima del 2003 il CVN non sapeva come spendere i soldi e si inventava i lavori”…

Dal 2003, anno in cui il governo Prodi sdogana il MOSE, i lavori di salvaguardia in Laguna vengono chiusi per concentrarsi sulle bocche di porto dimenticandosi delle isole.

Su moltissime isole non si è ancora intervenuto ma esse avrebbero bisogno di un intervento di salvaguardia e di arginamento del fenomeno dello sciacallaggio: solo come esempi, si veda l’isola di S. Giorgio in Alga, vero gioiello di grandissima importanza storica, l’isola di San Secondo, in posizione strategica, lungo il ponte della Libertà; l’isola di S. Giuliano (che era la punta di S. Giuliano, quindi legata alla terraferma), che sta scomparendo per erosione.

Malgrado tutto, questi lavori hanno permesso anche di accumulare molte conoscenze, sia storiche sia ambientali, collazionate dal Servizio Informativo del CVN.

Informazioni storiche: acquisite durante attività di assistenza archeologica e ricerche storiche compiute da professionisti e ditte specializzate (Torcello, Burano, S. Cristina, Certosa ecc.).

Informazioni di tipo ambientale (sulle barene, sulle variazioni climatiche, sul livello del mare…).

Attività di ricerca ambientale e di archeologia preventiva, o di emergenza, costate molti milioni di euro ogni anno che devono restituire qualcosa alla collettività.

Chiuso il Servizio Informativo, tutta la documentazione è stata immagazzinata e rischia di andare perduta.

Anche le ricerche compiute negli ultimi anni dall’Università Ca’ Foscari (a San Lorenzo di Ammiana, La Cura-S.Ariano, S. Giacomo in Paludo, Torcello, Lazzareto Nuovo) e dalla Soprintendenza Archeologica (a S.Francesco del Deserto, Torcello, Burano, Murano (conterie) potrebbero essere valorizzate.

Murano ha l’opportunità di offrirsi come punto di riferimento, volano per un turismo culturale e ambientale delle isole.

Propongo quindi la creazione di un centro accoglienza visitatori (più che un museo tradizionale) da collocare in una delle tante fornaci o conterie dismesse. Centro moderno, con supporti multimediali, per raccontare la storia di Venezia (a cui manca un museo “della città”) e in particolare degli insediamenti nelle isole, dalle origini ad oggi, e delle attività produttive di questi luoghi.

Nel centro si potrebbero sviluppare molti temastismi: dalla storia dei lazzareti alla storia delle difese militari, dalla Repubblica alla Secondo Guerra Mondiale, solo come esempi.

Storia strettamente intrecciata con lo sviluppo dell’ambiente, ambiente molto dinamico, variato nei secoli.

Da Murano potrebbero partire imbarcazioni a basso impatto dirette al Lazzareto Nuovo, S. Giacomo in P., S. Lorenzo di Ammiana per una visita dei luoghi nel loro ambiente accompagnati da guide specializzate.

Progetto sostenibile anche attraverso fondi europei e realizzabile anche attraverso le potenzialità locali, ossia le università, il CNR, le soprintendenze e altri enti di ricerca.

Il Comune deve tornare ad essere interlocutore unico per progetti sulla laguna; deve essere messo in grado di coordinare e gestire progetti europei e ovviamente di ricevere fondi.

Esempi virtuosi di musei che funzionano e progettati in maniera intelligente e moderna, che ci vengono invidiati in tutto il mondo, non mancano e sono, ad esempio, il Museo di Storia Naturale. Sotto il cappello del Comune, ispirati anche da queste realtà di successo, pensiamo a richiamare i turisti nell’isola di Murano attraverso l’istituzione di una realtà divulgativa di questo tipo.

Le nostre proposte: 6) l’Arcipelago Torcellano (Francesco Zane)

Atti dell’incontro pubblico del 26 aprile 2015 (Palazzo Da Mula, Murano)

Relatore: Francesco Zane

“La rinascita dell’Arcipelago Torcellano”

26aprileZane

Mi presento per i più che non mi conoscono, sono Francesco Zane e mi son laureato all’Università Cà Foscari di Venezia prima in Economia e Commercio poi in Economia del Turismo con la tesi che oggi presenterò a grandi linee e che s’intitola “La Rinascita dell’Arcipelago Torcellano: il ruolo del turismo e gli scenari di valorizzazione territoriale”.

Obiettivo della tesi è stato lo studio delle dinamiche socio-economiche che contraddistinguono le tre isole maggiori dell’arcipelago, quindi Burano-Mazzorbo e Torcello e l’identificazione degli scenari di valorizzazione territoriale evidenziando il ruolo crescente del turismo.

Per iniziare il discorso dobbiamo partire, però, da Venezia centro storico e le problematiche del turismo veneziano. Oggi come oggi, Venezia sembra più una sorta di “grande imbuto” che riversa tutti i visitatori verso l’area marciana.

I benefici portati dal turismo sono evidenti: maggiore reddito, maggior occupazione; tuttavia questo tipo di turismo, un turismo “mordi e fuggi”, un turismo “di massa”, comporta pure delle problematiche, alcuni esempi sono: il congestionamento del centro storico, lo sforamento della capacità di carico, l’incremento spropositato dei prezzi dei beni, dei servizi e degli immobili, l’effetto spiazzamento (inteso come espulsione di residenti e delle attività connesse alla residenzialità) e i forti impatti ambientali.

La soluzione, dunque, è gestire il turismo in modo strategico: controllando i flussi turistici ed indirizzandoli verso un turismo sostenibile, ed ecco spiegato il collegamento logico con l’Arcipelago Torcellano, come possibile soluzione alle problematiche del turismo veneziano.

Oggi, le tre isole di Burano, Mazzorbo e Torcello, sono colpite da una grave crisi sociale ed economica. La crisi sociale è testimoniata dal dimezzamento negli ultimi trent’anni del numero dei residenti, da 5.200 abitanti del 1981 ad un preoccupante 2.823 del 2015; vi è poi l’invecchiamento della popolazione locale e tutto ciò comporta, come si può immaginare, forti ripercussioni sui servizi offerti.

Il grafico qui rappresentato ci mostra invece la struttura e dinamica della popolazione per fasce d’età: tutte le curve hanno un andamento negativo tranne quella dai 65 anni in su che registra una crescita. I giovani diminuiscono sempre più mentre gli anziani aumentano. Quindi una fotografia abbastanza preoccupante!

Per una migliore comprensione e analisi del problema odierno “spopolamento lagunare” riporto alcune strategie definite dal Piano Regolatore del 1962

Se oggi il problema è quello della drastica riduzione della popolazione lagunare, si scopre che nel 1962 il problema era opposto, vi era il problema del “sovraffollamento” !

Piano Regolatore del 62 che ci definisce anche le modalità in cui deve avvenire lo sfollamento: si era calcolato un “optimum” di 4.000 abitanti, per far ciò era però necessario il trasferimento di circa 3.000 persone e come? Testuali parole:

Questo sfollamento potrà avvenire esclusivamente verso quelle località ove già parte della popolazione di Burano trova lavoro. È questo il caso di Murano che assorbe attualmente la manodopera buranella, mentre è lecito ritenere che il previsto sviluppo del Litorale del Cavallino possa determinare una spontanea migrazione”.

Con un po’ di ironia si può facilmente concludere che gli obiettivi del Piano sono stati pienamente conseguiti e che quello che il Piano Regolatore Generale del 1962 definisce come “optimum” fu raggiunto nel 1996; il problemino è che da allora al 2015 si sono persi più di 1000 abitanti pari al 25% della popolazione e la situazione è destinata a peggiorare se non si interviene !

Quali possono essere le soluzioni a questo tipo di problematiche?

Gli incentivi fiscali, maggiori servizi, maggiori collegamenti con l’entroterra veneziano in particolare con Cà Noghera o Altino.

Uno dei tanti problemi strettamente legati allo sfollamento è il numero eccessivo di case in vendita nell’arcipelago Torcellano. Il fatto è ormai noto ai più da anni ma si è diffuso ulteriormente con l’articolo pubblicato dal Corriere del Veneto Domenica 27 aprile dello scorso anno intitolato “Vendesi Burano, anche i turisti lasciano, boom di offerte, una casa su sei sul mercato”. Un altro dato allarmante che ci fa riflettere. Per far fronte a questo problema dal punto di vista non residenziale ma turistico una chiave può essere l’albergo diffuso. Iniziamo col dire che l’albergo diffuso è un albergo a tutti gli effetti, un albergo orizzontale nel senso che vi sono tanti appartamenti con camere con servizi in strutture differenti però, la gestione è unitaria e tutto avviene in un borgo storico in un borgo antico, quindi Burano rappresenta un luogo ideale per sviluppare questo tipo di progetto. Il secondo aspetto da sottolineare è che con l’albergo Diffuso si viene a recuperare quel tipo di piccole abitazioni di pescatori, un tempo abitate da pescatori oggi disabitate. Tengo a ripetere che l’Albergo diffuso prende in considerazione solo immobili veramente di piccole dimensioni e che deve essere attuato in sinergia con politiche forti sulla residenzialità.

Per quanto riguarda la crisi economica che attanaglia l’arcipelago Torcellano, è importante far notare come questa crisi colpisca in particolare i mestieri tradizionali di sempre, come l’agricoltura e la pesca.

Secondo la relazione dell’agronomo Corazzin, oggi ci troviamo in una fase di passaggio da una condizione di utilizzo del suolo a fini produttivi ad una fase di dismissione delle produzioni.

Un esempio in controtendenza, (ed ecco qui una spia di Rinascita dell’arcipelago Torcellano), è certamente la tenuta Venissa, importante esempio di recupero ambientale.

Per quanto riguarda la pesca, le cause della crisi sono riconducibili principalmente al caro gasolio, alla moria di vongole, alla riduzione del pescato e da qualche settimana a questa parte si è aggiunta la spiacevole vicenda degli sgravi fiscali che ha colpito la Cooperativa San Marco- pescatori di Burano.

Titolo di un articolo della Nuova del 3 aprile 2015: “Cooperativa San Marco di Burano un caso kafkiano, allo stesso tempo debitrice e creditrice, sembra impossibile un accordo con l’INPS”. Cooperativa che conta 90 pescatori 8 dipendenti e che oggi rischia di chiudere. Tanto per capirci nel 1995 di pescatori ce n’erano 135 oggi 90 e sono in forte rischio pure questi.

Comunque la tesi s’intitola la Rinascita dell’Arcipelago Torcellano che vuole essere anche un auspicio, un augurio.

Per rispondere a questa crisi, al reddito sempre più aleatorio dei pescatori, la Cooperativa San Marco-Pescatori di Burano ha ideato il progetto “Pescaturismo Burano: un museo a cielo aperto”.

Con questa iniziativa i visitatori hanno la possibilità di seguire i pescatori da vicino e conoscere così la Laguna e il mare da una prospettiva del tutto nuova, del tutto particolare.

Per analizzare gli scenari di valorizzazione territoriale abbiamo poi studiato due soggetti che operano nella Laguna Nord di Venezia.

Il Consorzio Venezia Nativa (che non è il Consorzio Venezia Nuova) consorzio che intende rappresentare le diverse attività economiche e sociali delle isole e che nasce per rispondere alla crisi socio-economica dell’arcipelago; una delle proposte chiave è senza ombra di dubbio il collegamento acqueo di Burano con l’entroterra veneziano le cui finalità sono: favorire la residenzialità e migliorare l’accessibilità turistica. Due le proposte in campo: un collegamento con Cà Noghera o con Altino.

Per l’attuazione del progetto Cà Noghera si prevede un avvio sperimentale senza la realizzazione di particolari interventi infrastrutturali presso il Cantiere Nautico Beraldo e una fase definitiva che vede la funzione di terminal scambio gomma/acqua nel compendio dell’ex Forte Pepe in Località Cà Noghera oggi di proprietà del comune.

La fase sperimentale è già stata in parte attuata durante le giornate di isole in rete per esempio.

Vi è poi il Parco della Laguna Nord di Venezia, nato il 12 maggio 2014 dopo oltre trenta lunghi anni di dibattito, i cui obiettivi sono: la difesa dell’ambiente lagunare, favorire la residenzialità attraverso incentivi e sgravi fiscali e lo sviluppo di un turismo slow.

Si tratta di una nuova tipologia di parco, un parco ambientale ed antropologico.

Il concetto di Parco ha infatti subito un’evoluzione culturale nel corso della storia, i primi sono nati verso la fine dell’ 800 come Yellowstone e si tratta di santuari della natura, aree dove la presenza umana è quasi completamente assente.

Nei Parchi d’oggi, invece, si pone al centro la comunità locale che ha sviluppato uno stile di vita, una cultura, un’identità interdipendenti con i processi naturali.

Tutto questo per dire che di vincoli e tutele nel territorio lagunare ce ne sono già ed è invece opportuno trasformare questi in opportunità di sviluppo.

Per tradurre tutte queste belle parole in azioni concrete è necessaria una chiave che sarà in mano alla prossima giunta comunale e che si chiama Piano Ambientale, oggi è un altro punto di domanda.

In conclusione, l’arcipelago Torcellano può rappresentare una destinazione autonoma e complementare a Venezia, una destinazione capace di sviluppare un nuovo tipo di offerta qualificata, basata sul binomio settore primario-settore turistico (penso alla Tenuta Venissa e al progetto pescaturismo).

Per far tutto ciò però, è necessario unire le forze e fare rete anche tra realtà apparentemente lontane: imprenditori agricoli, ristoratori, artisti, associazioni culturali ecc.

BuranobyTagliapietraFoto: Stefano Barzizza, Alessandro Tagliapietra

Venezia e isole: quanti siamo?

7marzo2015Foto: Stefano Barzizza

Elaborazione dati: Paolo Apice

Popolazione residente al 12 marzo 2015

Santa Croce 5068

San Marco 3849

Dorsoduro 6602

San Polo 4721

Castello 11995

Sant’Elena 1869

Cannaregio 16043

Totale sestieri

50.147

Giudecca 4560

Sacca Fisola 1482

Isola di San Giorgio 5

Totale sestieri e isole contigue:

56.194

ISOLE

Murano 4430

Burano 2534

Sant Erasmo 688

Mazorbo 287

Mazorbetto 2

Vignole 60

Torcello 16

Totale città insulare

64.211

LITORALE

Lido14657

Alberoni 1019

Malamocco 1013

 Pellestrina 3803

Totale generale

84.703

 

Quanti siamo? La popolazione residente nella città d’acqua

Venezia, 10 novembre 2014 Casa

Popolazione residente, suddivisa per Municipalità:

VENEZIA INSULARE (Venezia Murano Burano): 64.542

VENEZIA LITORALE (Lido e Pellestrina): 20.775

Totale città d’acqua: 85.317 residenti.

Fonte dei dati: Comune di Venezia – Anagrafe della popolazione residente.

Non aspettatevi nessun segno “più” finché non cambiano i politici e le politiche locali: non solo quella della casa (fallimentare), ma anche quelle del lavoro e del turismo: la monocultura del turismo di massa come unica fonte di nuovi posti di lavoro, ma quali? Quelli sottopagati che ingrossano le fila dei pendolari, e continuano ad allargare la forbice fra stipendi e affitti, in una spirale senza fine.

Quando una città intera si sposta “di là dal ponte” (della Libertà) e sempre più distante dal luogo di lavoro, tanto da vivere sempre più spesso al di fuori del territorio comunale, sarebbe ora di chiedersi dove abbiamo sbagliato, ma conoscete qualche Assessore uscente che si sia almeno posto la domanda? Noi no.. Sono mesi che monitoriamo questo dato, e il dato tendenziale vede la città d’acqua perdere fra i due e i tre abitanti al giorno; quasi mille all’anno, dal 2009 a oggi.

Proiettatelo nel futuro e calcolate quanti anni mancano, all’estinzione di quella che era stata la quarta città più popolosa d’Europa. Grazie per il MoSe che ci “proteggerà” (a caro prezzo) dai cambiamenti climatici previsti fino al 2.100, data in cui non ci sarà comunque più nessuno da proteggere, al ritmo attuale: i conti li sanno fare, a quanto pare.

Gruppo25Aprile

..nato per riflettere, discutere, agire.

7 settembre 2014: regata “storica”, in tutti i sensi!

“7 settembre 2014, regata storica. Obiettivo 700 firme entro quella data simbolica”, avevamo scritto, quando abbiamo lanciato la raccolta firme.

Ne abbiamo raccolte 30.000, fra quelle pervenute online (via posta elettronica e sulla piattaforma change.org) e quelle raccolte campo per campo, calle per calle e negozio per negozio a Venezia, e a migliaia nelle giornate del 6 e 7 settembre, che passeranno nella storia di questa città unica al mondo. Sappiamo che è solo l’inizio di una lunga battaglia, per fermare lo scavo del Contorta, ma questo risultato merita di essere celebrato, anche per rendere omaggio alle decine di volontari che hanno risposto all’appello, in uno slancio di generosità che ha commosso Venezia e.. stupito il mondo.

7 settembre Altana

(Nella foto: Caroline de Plaisance, foto di Servane Giol)

Le nostre “candeline sulla torta” (anzi sul Contorta)? le 50 bandiere come questa (due metri per due) che sventolavano dai balconi e dalle altane degli storici Palazzi che si affacciano sul Canal Grande, il giorno della Regata e in diretta TV: “Venezia è Laguna”, su campo verde (il colore dell’acqua in laguna, quando la marea è calante) a sottolineare il messaggio che volevamo trasmettere: una città unita, dai piani “nobili” alle altane alle botteghe artigiane ai campi cittadini in cui eravamo presenti con i banchetti per la raccolta firme, sestiere per sestiere!

“Venezia è laguna”, perché questo slogan? Perché Venezia è una laguna, non un braccio di mare: se avessimo voluto costruire un’altra Genova lo avremmo fatto con altri materiali e con altre tecniche di costruzione. Ci sono città di mare, costruite per affrontare le onde del mare, e altre (anzi una sola) costruite su milioni di pali, che certe onde non le possono reggere. La posta in gioco è questa: Venezia è unica al mondo, vogliamo che lo rimanga?

Questo è il messaggio che abbiamo cercato di trasmettere, dai balconi e nelle calli dove i nostri volontari hanno trascorso la giornata a raccogliere firme, sestiere per sestiere e anche alla Giudecca. Adesso che (quasi) tutti i giornali ne hanno parlato, possiamo anche rivelare qualche piccolo retroscena: nata da un’idea iniziale di Giuliana Longo (la nostra “cappellaia magica”) l’iniziativa è stata discussa in riunione interna e ha trovato nuova linfa nella vulcanica Jane Da Mosto, vera e propria “forza della natura!. Giuliana Longo ne aveva già preparato uno artigianale, e trovato alcune famiglie disposte ad esporlo. Con l’arrivo di Jane, lo “slogan” è stato affinato e levigato.. e la palla di neve si è fatta valanga, ma il vero capolavoro è stato forse l’effetto sorpresa, grazie alla discrezione delle famiglie che hanno aderito a questa inedita iniziativa!

banchetto Rialto

Uno sforzo corale che porta molte firme, quindi, come l’orchestra della Fenice (dove le firme sono fioccate numerose!) ma il successo mediatico degli striscioni sul Canal Grande, con il colpo d’occhio e la cornice da sogno che solo il “Canalazzo” poteva offire, non deve far dimenticare che queste due settimane hanno visto il lavoro instancabile (e non retribuito) di decine di volontari di ogni età e professione: la vera forza di questo movimento di opinione, trasversale e apartitico!

Galleria fotografica, perché possiate farvene un’idea; foto e piccoli aneddoti, che completeremo nei prossimi giorni:

1) Il logo ufficiale del movimento di opinione e della raccolta firme (per gentile concessione della nostra Selina Zampedri, che ne ha ceduto i diritti in esclusiva e a titolo gratuito). Al raggiungimento delle prime 10.000 firme, facebook è stata letteralmente e simultaneamente invasa da centinaia di granchi come questo, usati come foto di profilo al grido di battaglia convenuto: Sabiòn!

Campaign logo by Selina Zampedri

2) Drappi al vento in Canal Grande, 7 settembre 2014 (foto di Guido Benato): alcuni dei 50 che tutti hanno potuto vedere.. tutti tranne un noto quotidiano locale.. ma il Corriere della Sera ci ha ampiamente ripagati di quella piccola delusione, nelle edizioni del 7 e dell’8 settembre. Alcuni di voi forse lo ricordano: questa campagna l’abbiamo voluta dedicare a Indro Montanelli, che proprio dalle pagine del Corriere aveva scritto alcuni dei più accorati “j’accuse” contro le speculazioni fatte a spese di questa città fragile e bella.

“Per salvare Venezia bisogna proteggere la sua laguna. Sono elementi inscindibili dello stesso sistema. Lo sono sempre stati e lo saranno finchè Venezia esiste” (Jane Da Mosto).

7 settembre 2014

3) il banchetto per la raccolta firme a Cannaregio (campo ss. Apostoli), dove si sono alternati 10 dei nostri volontari anche quando il sole era cocente:

banchetto Cannaregio

4) e quello ai piedi del ponte di Rialto (campo San Giacometo) dove alcuni commercianti ci hanno gratuitamente rifocillato in segno di affetto (grazie di cuore, Antonella!)

banchetto Rialto sabo

5) Il vicino mercato del pesce, dove il mitico Marco Bergamasco ha raccolto 80 firme in meno di un’ora.. “Rialto no se toca”!:

pescheria

6) il banchetto di Campo San Rocco, fotografato all’alba e già pronto a partire con la raccolta firme, grazie agli infaticabili Stefano e Nicolò!

Campo San Rocco

Chi siamo? Un gruppo di cittadini sempre più folto e affiatato, senza bandiere di partito ma determinato e consapevole che questa città va difesa con la laguna che la protegge, e che il bello inizia adesso: the best is still to come!

A presto su questa pagina.. con altre foto, dati e aggiornamenti.

NB la raccolta firme CONTINUA, all’interno degli esercizi commerciali che già hanno aderito e di quelli che vorranno aderire: per farlo, è sufficiente inviare una email a 25aprile2015@gmail.com

Marco Gasparinetti

(portavoce della petizione contro lo scavo del Contorta)

10 settembre 2014

BREAKING NEWS: NO CONTORTA is BACK TO VENICE!

Our petition has exceeded 25,000 signatures and is now back to where it started: back to Venice!

La nostra petizione ha già superato le 25.000 firme ed è tornata dove era partita: a Venezia, per raccogliere le adesioni che più contano per noi: quelle dei veneziani che fra qualche mese saranno chiamati ad eleggere il Consiglio Comunale e sapranno ricordare i silenzi imbarazzati della classe politica (con rare eccezioni, di cui ci ricorderemo) e la straordinaria coesione dimostrata, all’opposto, dalla civitas che in questa occasione ha dato un segno di compattezza inequivocabile: professionisti e artigiani, imprenditori e studenti, docenti universitari e persone comuni, famiglie patrizie con secoli di storia e veneziani di adozione uniti nella stessa battaglia: quella per la difesa della nostra laguna.

A Mestre, la raccolta firme è già in corso da lunedi e fino a sabato compreso, in Piazzetta Coin. Coordinatori: i mitici Stefano Barzizza e Selina Zampedri!

Dove firmare a Venezia, nei prossimi giorni? In attesa di completare la lista degli esercizi commerciali che aderiscono alla raccolta firme, questo è l’elenco dei luoghi dove saremo presenti noi, come gruppo di cittadini all’origine di questa iniziativa!

Sestier de San Marco: cappelli di partito non ne abbiamo, gli unici che usiamo sono quelli di Giuliana Longo! Le firme si raccolgono da lei, in calle del lovo (San Salvador) e anche alla libreria Marco Polo, a due passi dal ponte di Rialto:

http://www.libreriamarcopolo.com/p/chi-siamo_10.html

Sestier San Marco bottega Giuliana 500

Sestier de San Polo 1: Campo San Rocco, sabato e domenica dalle 9 alle 19. Coordinatore: Stefano Ste!

Sestieri San Rocco

Sestier de San Polo 2 (Rialto): sabato e domenica dalle 9.30 alle 18.30 in Campo San Giacometo, il banchetto lo coordina il vostro portavoce (Marco Gasparinetti) con l’aiuto di alcuni amici e amiche a cui va un ringraziamento particolare per l’aiuto prestato nella fase cruciale di questa campagna!

Sestieri San Giacometo

Sestier de Cannaregio 1: Santi Apostoli, sabato e domenica dalle 9 .30 alle 18.30. Coordinatrice: Veronica Scarpa!

Cannaregio 2: San Leonardo (ma solo domenica, dalle 10 alle 18). Coordinatore: Stefano Barzizza!

sestiere_chiese_cannaregio

Sestier de Casteo (Casteo xe sempre Casteo):Via Garibaldi, sabato e domenica mattina. Coordinatori: Cesare Peris (sabato) e Renzo Scarpa (domenica).

Sestier de Casteo

..e per finire in bellezza (la lista provvisoria ma certa anzi certissima) la raccolta firme dove continua? Nella più fiera delle nostre isole: l’indomita (e indomabile) Giudecca! Andateci numerosi, al risto-bar La Palanca!

Giudecca

Credits Foto: Alice Tumiati

NB non potete esserci, a Venezia o a Mestre, in questi giorni? Potete ancora firmare online:

https://www.change.org/p/matteo-renzi-fermate-lo-scavo-del-maxi-canale-contorta-prima-che-sia-troppo-tardi

Breaking News 27 August: 20,000 signatures !!!

27 August, 21.40 (Venice time): the petition against dredging a new monster canal in the Venice lagoon reached the monster number of 20,000 signatures !!!

27 agosto, ore 21.40: la petizione contro lo scavo del Contorta ha superato quota 20.000 firme !!!

27 août, 21h40: la pétition contre le nouveau canal Contorta a atteint les 20.000 signatures !!!

Would you like to sign the petition? You can still do it at:

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

La raccolta firme continua fino al 7 settembre a Venezia (regata storica) e anche qui:

https://www.change.org/p/matteo-renzi-fermate-lo-scavo-del-maxi-canale-contorta-prima-che-sia-troppo-tardi

La pétition est encore ouverte aux signatures, ici:

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

Dai 600 delle Termopili.. ai 20.000 di Maratona!

Un grazie particolare a (in ordine alfabetico):

AmbienteVenezia, Gruppo25aprile, Italia Nostra (sezione di Venezia), Venessia.com, VeneziaCambia2015, Venezia Vi.Va ..and weareherevenice.org!

DalleTermopiliaMaratona

Breaking News 25 August: Lagoon calling, our Press Release (English and French)

canalettoMap

Brussels, 25 August 2014

An international petition addressed to Italian Prime Minister Matteo Renzi, Chairman of the Joint Committee for Safeguarding Venice, has been launched by Venetian citizens to cancel the planned project of dredging a new maxi-canal for mega-ships in the Venetian Lagoon, that would critically alter its already fragile hydrologic balance and, consequently, endanger Venice itself.

It has been signed by 575 people in Venice and by more than 2.300 people online, in just a few days.

As from today, the petition will also circulate in Brussels together with an explanatory note (“The Lagoon call”, PDF and word versions attached), to raise awareness inside the European Institutions and to collect signatures within the International community living in Brussels.

Among the subscribers, the world known historian Alvise Zorzi, former President of the Association of International Private Committees for the Safeguarding of Venice; journalists Francesco Da Mosto, Sebastiano Giorgi, Manfredi Manera, Maristella Tagliaferro, Silvio Testa, Pieralvise Zorzi; authors Alessandro Marzo Magno and Alberto Toso Fei. In Venice the petition brought together former members of the City Council and descendants of ancient Venetian Patrician families that founded and ruled the Serenissima, such as Zorzi, Barozzi, Grimani, Querini and Da Mosto; the descendants of Giobatta Gianquinto (the first post-WW2 City Mayor) and of Gianpietro Talamini (founder of the Venetian newspaper ‘Il Gazzettino’); entrepreneurs Massimo and Marco Vidal, Andrea Tagliapietra, and renowned gondola master-craftsman Saverio Pastor; iconic actress Ottavia Piccolo and Professor Carlo Beltrame (reader in Marine Archeology at Ca’ Foscari University in Venice).

Background information:

The first subscribers and more information on the ongoing campaign:

https://gruppo25aprile.org/

The petition, original version:

https://www.change.org/p/matteo-renzi-fermate-lo-scavo-del-maxi-canale-contorta-prima-che-sia-troppo-tardi

The petition, English version:

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

The special group created on Facebook to promote the campaign (1.045 members):

https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

Twitter hashtags:

#DURIIBANCHI #LAGOONCALLING

Campaign logo by Selina Zampedri

Communiqué de presse. Venise appelle à l’aide: arrêtez de creuser des maxi-canaux dans la lagune!

Bruxelles, 25 août 2014

Après avoir recueilli 575 signatures à Venise et 2.300 en ligne en quelques jours seulement, un groupe d’intellectuels et juristes vénitiens vient de lancer une pétition internationale adressée au Premier Ministre Italien Matteo Renzi (Président du Comité pour la Sauvegarde de Venise) afin d’arrêter le creusement d’un nouveau maxi-canal, car celui-ci endommagerait de manière considérable et peut-être irréversible Venise et sa lagune.

A partir d’aujourd’hui la pétition circulera donc à Bruxelles, accompagnée d’un dossier explicatif en anglais (« Venice calls Brussels », format PDF ainsi que Word) dans le but de sensibiliser le milieu des Institutions Européennes et de solliciter des signatures au sein de la Communauté Internationale à Bruxelles.

A Venise, la pétition a déjà été signée, entre autres, par l’historien Alvise Zorzi (ancien Président de l’Association des Comités Privés Internationaux pour la Sauvegarde de Venise), les journalistes Francesco Da Mosto, Sebastiano Giorgi, Manfredi Manera, Silvio Testa, Maristella Tagliaferro, Pieralvise Zorzi, ainsi que par les écrivains Alessandro Marzo Magno et Alberto Toso Fei.

Parmi les signataires, on retrouve également d’anciens membres du Conseil Municipal et des descendants des anciennes familles Vénitiennes, qui à l’époque fondèrent et gouvernèrent la Sérénissime, tels que les Zorzi, Barozzi, Grimani, Querini et Da Mosto, ainsi que les descendants de Giobatta Gianquinto (le premier Maire après la fin de la II Guerre Mondiale) et de Gianpietro Talamini (fondateur du quotidien vénitien « Il Gazzettino »), les entrepreneurs Massimo et Marco Vidal, Andrea Tagliapietra et le renommé maître ébéniste Saverio Pastor, la célèbre actrice Ottavia Piccolo, la chanteuse d’opéra Giovanna Dissera Bragadin, les Professeurs Gianni Fabbri, Lorenzo Lazzarini (IUAV) et Carlo Beltrame de l’Université Ca’ Foscari à Venise.

Plus d’information :

https://gruppo25aprile.org/

La pétition (en anglais) :

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

Le groupe facebook:

https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

Twitter hashtags: #DURIIBANCHI #LAGOONCALLING

Porteparole pour la campagne internationale:

Marco Gasparinetti

+32.488.293098 (Bruxelles)

+39.345.3459663 (Venezia)

25aprile@gmail.com

 

 

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