Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

La frase del giorno

Venerdi 6 marzo: “stiamo facendo un progetto di recupero lagunare con all’ interno un canale e non viceversa”!

“Martedi’ presenteremo le integrazioni sull’ impatto ambientale che ci sono state richieste riguardo allo scavo del canale Contorta e potremo cosi’ dimostrare che stiamo facendo un progetto di recupero lagunare con all’ interno un canale e non viceversa“. Paolo Costa (Presidente Autorità Portuale) citato dall’ANSA.

san servolo

Devastare la laguna per poi “ricuperarla” richiama alla memoria il fulgido esempio di un Imperatore romano che fece dar fuoco alla città per ricostruirla meglio, dopo l’incendio. Ci creda chi vuole crederci, a Paolo Costa vorremmo sommessamente far notare un piccolo dettaglio: se le cose stessero come lui dice, l’Autorità Portuale non avrebbe nessuna competenza in materia (di ricupero lagunare); se invece è l’ennesima presa per i fondelli, la archivieremo alla voce “propaganda”. Provaci ancora, Paul..

Domenica 22 febbraio: “io non ho mai fatto politica”!

Chi l’ha detto, nella memorabile intervista al Gazzettino in edicola oggi? Nicola Pelicani, candidato Sindaco. Lo stesso che da anni organizza il “Festival della Politica” di  Mestre? http://www.festivalpolitica.it/sedi.aspx

Strana concezione del termine, quella del candidato che da sempre fa politica (con il festival di Mestre) e adesso si candida come se quegli ambienti non li avesse mai frequentati, lui che ne è il segretario generale. “Io non ho mai fatto politica” – prendiamone atto.

Immediata la solidarietà di Toto Cotugno, che ha diffuso il seguente comunicato: “Anch’io non ho mai fatto canzoni: cantavo solo al festival di San Remo”!

Domenica 22 fabbraio: “Il crocierista non è turista”!

Titolo sorprendente, per l’intervento di Paolo Costa (Presidente Autorità Portuale) in prima pagina sul Gazzettino di oggi. Per capirne il senso occorre leggerlo per intero ed ecco svelato l’arcano, nelle parole di Costa: “La crociera è un turismo ma è un turismo che impiega sempre più il suo tempo libero in nave e, comunque, lontano da Venezia”.

Ottima notizia: significa che i tempi sono maturi per la soluzione offshore, dato che il crocierista comunque resta sulla nave (dove tutto è organizzato per farlo sentire a suo agio) e dunque all’economia locale cosa lascia, oltre alle emissioni solforose? All’economia locale non porta affatto il contributo che si pensava, ma quello descritto da Costa stesso che di queste cose se ne intende: “a Venezia le navi caricano  le provviste per l’intera crociera e vi acquistano i servizi e le manutenzioni”.. tutte cose che possono continuare a fare senza bisogno di sfrecciare nei nostri canali.

Mercoledi 28 gennaio: innovazione o Monarchia?

Mi ha fatto riflettere, qualche giorno fa, leggere che la mia era una candidatura “di testimonianza”: il rischio concreto, in una competizione serrata come quella che si prospetta, è di ridurre a una battaglia di minoranza un’ipotesi che – invece – vorrebbe portare per la prima volta al governo della città un’idea innovativa. Di questa idea ho deciso di farmi portatore, per mobilitare le energie vive della città: l’obiettivo rimane, ma non è detto che la mia candidatura alle primarie sia il modo migliore per aggregare la società civile”. Giovanni Pelizzato, Presidente dei librai veneti e candidato indipendente alle primarie del PD.

Con sincronismo perfetto, un osservatore attento come Jan van der Borg denuncia il rischio di una deriva monarchica del PD veneziano, nell’articolo che qui riproduciamo: Italia e Olanda

Domenica 25 gennaio: “ho implementato il programma”!

In linea di principio, il Gruppo25Aprile diffida di chi utilizza anglicismi quando non sono necessari, e ancor più quando li utilizza in modo improprio.

“Ho implementato il programma del PD che condivido” – dichiara il candidato Sindaco Nicola Pellicani alla sua prima uscita pubblica, con riferimento al programma che il PD ha faticosamente partorito in vista delle prossime elezioni (il virgolettatto l’abbiamo preso da “la Nuova Venezia” del 25 gennaio).

Ha implementato, quindi l’ha già realizzato? Caspita! Trascurando il fatto che detto programma è volutamente generico e starà ai candidati Sindaco riempirlo di contenuti, superare le ambiguità e convincere l’elettorato, ci inchiniamo al cospetto dell’unico Candidato Sindaco che quel programma l’ha già decodificato e attuato (“implementato”) prima ancora di essere eletto. Ai suoi “spin doctors”, consigliamo l’utilizzo di qualche buon dizionario e segnaliamo che (per chi va di fretta) ne esistono anche versioni online: http://it.dicios.com/enit/implementation

Mercoledí 21 gennaio: il Patto dei Lazzaroni

“Se si va avanti cosí i cittadini non eleggono più le Province, non eleggeranno il nuovo Senato e neppure i parlamentari”. Vannino Chiti, Senatore PD, con riferimento ai “capilista bloccati” fortemente voluti dall’asse Berlusconi-Renzi nella riforma elettorale in corso di adozione, che fa parte del “pacchetto” concordato fra i due.

La prima e la seconda non sono più ipotesi da “conspiracy theory” ma norme di legge, la terza lo sarà presto. Commento di Stefano Folli (su Repubblica): “L’Italicum nascerà da un partito in frantumi“. Commento dei Senatori 5 stelle: “Il Paese sappia che oggi nasce una nuova maggioranza, con Forza Italia che diventa indispensabile alla sopravvivenza del governo. Il Patto del Nazareno è ormai un partito politico”. Commento anonimo veneziano: patto del Nazareno o patto dei Lazzaroni?

Lunedi 19 gennaio: Primarie per pochi intimi?

“il partito non vuole che si facciano male, il consiglio che arriva da Roma è quello di fare una sintesi, le primarie non devono creare ferite e spaccature”. Marco Stradiotto, segretario provinciale PD, dalle pagine de la Nuova Venezia ci spiega perché i candidati alle primarie devono essere “due, al massimo tre”.

Che le segreterie di partito trattassero gli elettori come bambini era cosa nota, ma che a Venezia trattino come bambocci anche i loro candidati alle primarie è una simpatica novità, che ci riempie di tenerezza. Pensandoci meglio, tuttavia, la tenerezza cede il posto ad un duplice dubbio: dando per scontato (come fa il PD) che chi vincerà le primarie ha già vinto le elezioni, perché limitare la scelta dei cittadini in questo modo, nelle segrete stanze di un singolo partito? E una volta lanciate le primarie, che diversamente dalle elezioni vere e proprie non sono controllate da presidenti e scrutatori  “terzi” rispetto al partito, quali garanzie abbiamo che non si ripeta anche a Venezia lo scenario già visto in Liguria? Piccola annotazione per capirci meglio: scrutatori e rappresentanti di lista ai seggi elettorali rivestono la qualifica di pubblici ufficiali e possono incorrere nei reati specifici contemplati dalla normativa elettorale, ma per le cosiddette “primarie” è nebbia fitta, anzi “caígo” come si dice in laguna.. e il caígo non è propizio alla navigazione. Muniamoci dunque di radar, per le primarie prossime venture..

Domenica 18 gennaio: Sindaco di chi?

Non sarà facile per il nuovo sindaco di Venezia, che sarà anche Sindaco della Città metropolitana, amministrare un territorio vasto e con esigenze diverse che va da Portogruaro a Cavarzere passando per Chioggia. Figurarsi se poi la città metropolitana dovesse estendersi anche a Padova e Treviso“.

La “punturina” domenicale di Roberto Bianchin (Nuova Venezia) ci ricorda la posta in gioco alle prossime elezioni comunali, con il Sindaco della città capoluogo che ex lege diventa Sindaco della città metropolitana. Fra gli effetti collaterali della riforma Delrio c’è anche questo, e si capisce perché sia stata ribattezzata legge Delirio. In attesa delle elezioni, a Venezia si registra infatti la più alta concentrazione di Prefetti in Italia: oltre al massimo tutore dell’ordine pubblico (che in questo ruolo è unanimemente apprezzato) la città commissariata si fregia di un Prefetto facente funzioni di Sindaco, Consiglio e Giunta comunale (come faccia a fare tutto questo è un mistero, dato che cumula le predette funzioni con quelle di Prefetto a Gorizia) e ora, grazie alla riforma Delirio, di un terzo Prefetto che gestisce la defunta ma non troppo Provincia: “Con decreto prefettizio del 12 gennaio 2015 il dott. Cesare Castelli, prefetto, è stato nominato Commissario per la provvisoria amministrazione della Provincia di Venezia sino all’insediamento del Consiglio metropolitano”.

Popolazione residente e dipendenti comunali al 31/12/2014

Pianta organica del Comune di Venezia (partecipate escluse): 3.146 dipendenti

Popolazione residente nel Comune di Venezia:

264.934 persone, di cui

139.899 femmine

125.035 maschi

132 ultracentenari

4.175 ultranovantenni

9.569 bambini da 0 a 4 anni

20.250 bambini da 0 a 9 anni.

Mila Esmeralda

Età media: 47 anni

Fascia anagrafica più numerosa: 45-49 anni (21.759 persone)

Popolazione residente suddivisa per Municipalità:

Venezia Murano Burano: 64.419

Lido Pellestrina: 20.754

Marghera: 28.507

Mestre centro: 88.439

Favaro: 23.812

Chirignago Zelarino 39.003

Popolazione straniera residente nel Comune, suddivisa per nazionalità (top 3):

1) Bangladesh (5.379 persone)

2) Moldova (5.010 persone)

3) Romania (4.343 persone).

Popolazione straniera residente nella Municipalità di Venezia Murano Burano (top 5):

1) Filipppine: 529

2) Moldova: 503

3) Romania: 449

4) Cina: 406

5) Ucraina: 374

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Nella foto: Mila Esmeralda, nata a Venezia il 20/10/2012

BREAKING NEWS 23 dicembre: PRIMA VITTORIA sul fronte del Contorta:

BREAKING NEWS 23 dicembre: PRIMA VITTORIA sul fronte del Contorta: SIAMO RIUSCITI AD ATTIVARE E OTTENERE “L’INCHIESTA PUBBLICA” SULLA PROCEDURA VIA DEL PROGETTO CONTORTA !!! trasparenza_amministrativa L’ Inchiesta pubblica è una procedura che è stata introdotta nella nostra legislazione (D.lgs 152/2006) al fine di garantire, recependo anche indirizzi europei, una più adeguata protezione dell’ambiente soprattutto quando si predispongono piani, programmi e progetti d’intervento per i quali è necessaria una Valutazione d’Impatto Ambientale (VAS); un po’ come le débat public, questo previsto per legge, in Francia. Il Ministero dell’Ambiente, su richiesta di Istituzioni pubbliche o private o di singoli cittadini, può disporre che tale valutazione avvenga pubblicamente con l’analisi e la comparazione, qualora ci siano ipotesi diverse o alternative d’intervento. E’ una procedura di maggiore trasparenza soprattutto per decisioni importanti e complesse. In Italia, fino ad ora, questa procedura è stata utilizzata assai poco anche se – i veneziani lo ricorderanno – con essa si è proceduto nella valutazione del MoSE. E’ assai significativo che se si fosse dato seguito a quanto allora emerso nell’Inchiesta Pubblica, certamente quel’intervento non si sarebbe fatto o profondamente diversa sarebbe stata la sua strutturazione con l’impossibilità anche delle successive corruttele. Una eventuale accettazione dello scavo del Canale Contorta Sant’ Angelo per evitare il passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco, è inoppugnabilmente una decisione di enorme gravità perché comprometterebbe irrimediabilmente l’intera laguna. A oggi sono state proposte 4 alternative: tre diversi progetti di scalo in mare nella bocca di porto del Lido e uno a Porto Marghera. Centinaia sono state le Osservazioni sul progetto di scavo presentato dall’Autorità Portuale. La Valutazione d’Impatto Ambientale si preannuncia assai complessa e dovrà entrare nel merito soprattutto dei progetti alternativi.
L’Inchiesta pubblica è quindi l’unica procedura che può garantire questa analisi e queste comparazioni. Italia Nostra, Ambiente Venezia, Gruppo25aprile, Gruppo di Studio Canale Contorta GDS_CC e Comitato NoGrandiNavi –Laguna Bene Comune da più di un mese avevano richiesto che il Comune stesso richiedesse l’Inchiesta Pubblica al Ministero competente. Per il silenzio inspiegabile seguito, hanno rinnovato prima la richiesta direttamente al Ministro dell’Ambiente e, successivamente, hanno richiesta una audizione al Commissario Zappalorto. Il protrarsi del silenzio più totale poteva rappresentare le pressioni sotterranee per evitare trasparenza sulle pesanti decisione da prendere. Ieri abbiamo fatto un presidio davanti e dentro il Comune di Venezia per ottenere un incontro. Oggi finalmente, in un colloquio rapido e franco, il sub commissario dott. Natalino Manno ha annunciato che il Ministero dell’Ambiente attiverà la procedura di ”Inchiesta Pubblica” che avevamo richiesto; l’Amministrazione comunale metterà a disposizione la sala consigliare e fornirà l’assistenza necessaria.
E’ stata dura ma é una grande vittoria per Venezia! L’impegno, l’intelligenza e le mobilitazioni pagano! Noi continueremo a essere impegnati e vigili, con l’appoggio dei cittadini veneziani, perché la Laguna è Venezia.
Italia Nostra, Ambiente Venezia, Gruppo25Aprile, Gruppo di Studio Canale Contorta GDS_CC, Comitato NoGandiNavi, Laguna Bene Comune
Venezia, 23.12.2014

Noi non dimentichiamo.. e voi?

Le elezioni si avvicinano, nella città commissariata, e con le elezioni la solita liturgia di santini elettorali e di promesse mancate. Andiamo a rivederci quelle del 2010, per vedere che fine hanno fatto? Il premio della più spassosa, nel Comune commissariato a seguito degli scandali, potrebbe andare a questa: “più poteri al Sindaco per evitare le gestioni commissariali”.

DSC04180..ma se andiamo a guardare che fine hanno fatto le altre 6 promesse del capitolo “trasparenza”, il bilancio non migliora di molto.. Anagrafe commesse pubbliche e forniture: “Renderemo noti in tempo reale tutti i contratti che il Comune stipulerà con soggetti esterni, in modo da permettere al cittadino di visualizzare chi è beneficiario di rapporti economici con l´amministrazione”. A voi risulta?

Per chi non avesse conservato il “santino” elettorale c’è sempre il blog del PD locale:

http://pdvenezia.wordpress.com/tag/trasparenza/

Di quel “piano trasparenza” e delle proposte concrete che conteneva, si sono perse le tracce. “Ogni cittadino, in qualsiasi momento, avrà la possibilità di capire a che punto si trova la propria pratica (richieste, permessi, ecc.) sia attraverso internet sia grazie agli Urp già istituiti”. Dove?

Società partecipate: “Voglio istituire un organismo composto da rappresentanti delle associazioni degli utenti che abbia come compito quello di effettuare un monitoraggio costante sull´efficienza delle attività svolte dalle società partecipate”. Quando?

Cambiamo argomento? “Il territorio”:

Social Housing“5.000 nuovi alloggi per il social housing a costo zero”. Qualcuno li ha visti? In cambio abbiamo visto Venezia perdere quasi 1.000 residenti all’anno, anche per colpa della mancanza di case che vengono sistematicamente trasformate in “altro” (alberghi e B&B) mentre il social housing è stato abbandonato (ex caserma Manin, ora foresteria per studenti e docenti, ma d’estate apre anche ai turisti) o mai completato (magari forse pensavano di farlo sotto elezioni, e il commissariamento li ha colti di sorpresa?).

Alle elezioni mancano ancora 6 mesi e una cosa vorremmo farla, nei prossimi 6 mesi: ai partiti che si ripresenteranno alle elezioni chiederemo conto di quelle promesse, stampate su carta e ribadite in tutti gli incontri pubblici. Perché farsi prendere in giro una volta può capitare a tutti, ma farsi riprendere in giro dagli stessi protagonisti della campagna elettorale del 2010 NO, grazie. A futura memoria, ricordiamo anche da chi era firmato quel patto con gli elettori:

Coalizione 2010Le cronache di questi giorni ci ricordano che per quella campagna elettorale la coalizione vincente ha beneficiato di finanziamenti illeciti per i quali il Sindaco uscente aveva proposto un patteggiamento respinto dalla magistratura, con il risultato che le indagini sono ancora in corso:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/12/12/news/finanziamento-illecito-al-pd-sentito-l-ex-assessore-maggioni-1.10483914

In attesa che la magistratura faccia luce sui beneficiari (persone fisiche) di quei flussi di denaro, questo gruppo non potrà appoggiare nessuna candidatura a Sindaco di consiglieri o assessori comunali uscenti del PD (azionista di maggioranza della Giunta uscente), per due motivi:

1) chi è risultato eletto alle elezioni comunali precedenti nelle liste del PD, in qualche modo lo è stato anche (e indipendentemente da responsabilità personali eventuali) grazie a quei finanziamenti illeciti al partito che hanno condizionato quelle elezioni;

2) chi si è fatto eleggere con quelle promesse, della cui attuazione non troviamo traccia alcuna nella nostra esperienza quotidiana di cittadini, non merita più la nostra fiducia: non per la posizione apicale (Sindaco) da cui bisogna partire per rimettere in moto questa città.

“Non appoggiare” non significa stigmatizzare, condannare o giudicare: significa semplicemente “non votarli”. Questo diritto almeno, crediamo di poterlo rivendicare.

Quando il gioco si fa duro..

canalettoMap

Quando il gioco si fa duro e i partiti tradizionali fanno fatica a esprimere candidati Sindaco all’altezza di una città complessa come Venezia, cosa fa nonno Silvio? Dal cilindro del prestigiatore tira fuori nonna Mara Provoleri in arte Venier, ex conduttrice televisiva, dopo averci regalato un ex venditore di pubblicità (Publitalia) come Governatore della Regione Veneto, miseramente naufragato fra gli scandali, e dopo averci imposto una prima umiliazione nel 2010, quand’era all’apice della gloria e del potere, proponendo ai veneziani un candidato Sindaco “part time” (dal venerdi al lunedi mattina) che aveva già dichiarato di voler continuare a fare anche il Ministro.. e infatti venne sconfitto dall’avversario con lo slogan: “ogni giorno per Venezia”.

La candidata in pectore entusiasta oggi dichiara di aver ricevuto “centinaia di telefonate.. e pure un’attrice famosissima che si candida a fare l’assessore”. La città commossa ringrazia.. non aspettavamo altro.

“Quanti abitanti ha Venezia? Non lo so esattamente ma sono rimasti in pochi perché sono scappati tutti”. Come dire, se uno si candida a fare il Sindaco magari potrebbe informarsi prima di rilasciare interviste, sul numero di abitanti della città che intende amministrare, ma l’ineffabile Mara forse pensava che essendo “scappati tutti” le sarebbe bastato il voto della famiglia Brunetta o di quel che ne resta in laguna, per essere eletta.

10dicembre2014MaraVenierIl Gruppo25Aprile, a nome di quelli che invece non sono “scappati”, ringrazia la pettoruta e propone di passare alle cose serie. Quali nuove sul fronte orientale? La direzione PD riunita oggi 10 dicembre dovrebbe adottare un “programma” di massima, frutto del lavoro dei suoi circoli (le ex sezioni) prima di fissare le “regole” per le primarie, che non sono le dottoresse dell’Ospedale civile come direbbe nonno Silvio ma saranno “primarie di coalizione” (quale coalizione? Ancora non è dato saperlo). Dopo 6 mesi di commissariamento non lo ha ancora fatto? Perché?

Il centro-destra tradizionalmente punta su “condoni e amnistia”, per difendere i suoi candidati più improbabili (quando non basta, van bene anche patteggiamenti e prescrizione); il centro-sinistra locale punta su “perdono e amnesia”, visto il bilancio fallimentare con cui si ripresenta agli elettori. Fra i suoi candidati più improbabili figurano il vice-Sindaco e un ex assessore della Giunta commissariata dopo lo scandalo del MoSe (che ha lambito anche il PD, per una questione di finanziamenti illeciti) come se negli ultimi mesi non fosse successo nulla, ma l’apparato arroccato sulle sue posizioni di rendita (partecipate e affini) sembra contare molto sulle virtù taumaturgiche dell’oblio.

La base non ci sta, l’ha fatto capire e ha prodotto un piccolo miracolo: quella che a Roma è minoranza interna, a Venezia potrebbe diventare maggioranza, sull’onda lunga dell’indignazione seguita allo scandalo del MoSe, se a candidarsi fosse una persona integerrima e apprezzata anche al di fuori del partito, come Felice Casson:

10dicembre2014CassonNel sondaggio interno condotto dal Gruppo25Aprile (con voto nominativo e palese) Felice Casson è risultato ampiamente in testa fra i candidati Sindaco individuati come interlocutori potenziali, e le “parole chiave” utilizzate in questa intervista ci trovano in sintonia: “legalità, etica e rinnovamento”. Problema non indifferente: come fare per garantire che questo non rimanga soltanto uno slogan, fonte dell’ennesima delusione “made in PD”? Come si fa a garantire “rinnovamento” se Felice Casson sarà il candidato del partito che più di ogni altro è responsabile della situazione da noi denunciata, a Venezia?

Con questo sondaggio aperto al pubblico vorremmo provare a individuare gli scenari possibili, perché fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e nel caso di Venezia ci sono pure la laguna con i suoi canali e i suoi ghebi, le sue velme e le sue barene. L’acqua è elemento fluido e mobile, su cui gli steccati di terraferma non fanno presa. Il voto di appartenenza “fideistica” (il partito ha sempre ragione) è franato sull’onda degli scandali e della diffidenza generale, restano quello di “convenienza” e quello di opinione.

Cos’è che veramente “conviene” ai cittadini-elettori (convenienza intesa come interesse della civitas e dei suoi componenti) e come mobilitare l’elettorato di opinione intorno ad un progetto condiviso, che vada oltre gli steccati di partito? Proviamo a formulare qualche ipotesi, e a sondare i nostri simpatizzanti? Questo blog ha raggiunto 20.000 visite in pochi mesi, non pretenderemo di dare valore statistico al sondaggio ma le risposte ci interessano, perché analoga riflessione svilupperemo (con voto interno, nominativo e palese) fra gli aderenti al G25A.

Con quale delle seguenti affermazioni siete d’accordo?

Il diritto alla città.. e il dovere di difenderla.

settis-foto1A Salvatore Settis, che è stato fra i primi a firmare la nostra petizione contro lo scavo del Contorta, siamo riconoscenti non soltanto per quella firma ma anche e soprattutto per le pagine magistrali che ha dedicato alla nostra città nel suo “Se Venezia muore” (Torino, 2014), da cui sono estratti  i passaggi che qui vorremmo brevemente commentare.

Creazione collettiva non solo di Dogi e Consigli de Dieci, non solo di Nobili e mercanti, ma di artigiani e marinai, operai del vetro e dell’arsenale, donne e uomini, veneziani e schiavoni, greci ed ebrei, preti e pittori e musici.. Venezia ha conquistato un forte diritto alla città, che qui come non mai è anche diritto alla natura, all’integrità della Laguna che in millenaria simbiosi ne accompagna la storia e la vita” (p. 102). Ecco perché ci battiamo contro lo scavo del Contorta, con una mobilitazione collettiva trasversale che attraversa tutti gli strati sociali, per la difesa della Laguna e per il ripristino di un organo terzo e impermeabile alle pressioni esterne, come lo era il Magistrato alle Acque ai tempi in cui questa era ancora una Repubblica e nella sede del Magistrato alle Acque troneggiava ancora l’editto di Egnazio, poi relegato al Museo Correr come se fosse soltanto un oggetto del passato e non un monito per il futuro – monito imbarazzante per alcuni e sgradito ad altri, per i motivi che adesso conosciamo grazie alle indagini sullo scandalo del MoSe e alle ammissioni degli imputati che hanno “patteggiato” la pena.

La salute della democrazia comincia dalla difesa dei diritti dei cittadini: e il diritto alla città li riassume tutti.. Parlare di diritto alla città vuol dire contrastare la deriva che delle città storiche sta facendo carne da macello per speculazioni immobiliari.. e una città senza diritto alla città è una città senza cittadini, una scorza vuota” (p. 103). Siamo nati il 25 aprile di quest’anno per contrastare quella deriva, aggiorniamo regolarmente su questa pagina il conto dei residenti in laguna e ci stiamo battendo con proposte concrete per garantire a ciascuno il diritto di restare o ritornare a vivere in questi luoghi unici al mondo: prima fra tutte, il blocco dei cambi di destinazione d’uso che stanno svuotando Venezia dei suoi abitanti – cambi di destinazione spesso agevolati a suon di mazzette, come dimostrato dal “metodo Bertoncello” – perché privata del suo tessuto sociale, Venezia diventerebbe appunto una “scorza vuota”.

I cittadini hanno il diritto/dovere di opporsi a chi disperde il capitale simbolico che altri cittadini di quella città hanno accumulato per secoli con il loro lavoro; ne hanno il diritto e il dovere in nome non solo del passato, ma soprattutto del futuro” (p. 104). Lo riteniamo un dovere anche noi ed è quello che stiamo cercando di fare, con tutti i limiti e le debolezze umane di cui siamo consapevoli, come piattaforma civica per Venezia e per la sua laguna: nata dall’iniziativa di persone libere accomunate dall’amore per questa città e senza badare agli steccati di partito perché gli steccati sono cosa terragna, e l’acqua è allergica agli steccati. Non siamo soli, in questa battaglia, e Venezia in questo dimostra una vitalità sorprendente quanto a ricchezza di realtà associative e capacità di mobilitazione della cittadinanza sui singoli temi, anche se a volte manca la capacità di “fare sistema” per contrastare interessi speculativi che al contrario sono ben strutturati e rappresentati (a volte in modo improprio per non dire illecito) all’interno delle Istituzioni.

Siamo piccoli, rispetto ai grandi interessi che si muovono intorno a Venezia? Con la “beffa della Fenice” il 22 novembre abbiamo dimostrato la nostra capacità di rompere il muro del silenzio e farci ascoltare. Siamo ormai pochi, rispetto agli abitanti delle megalopoli di cui parla il libro come simbolo di omologazione forzata? Con la nostra raccolta firme abbiamo dimostrato che Venezia sa ancora mobilitare migliaia di persone anche “di là dal ponte” che ci separa dalla terraferma.

Siamo deboli e indifesi rispetto alle forze ciclopiche che assediano Venezia per omologarla al ribasso e farne “carne da macello” come dice Settis? Certo: “deboli” come Ulisse di fronte a Polifemo, “indifesi” come Davide contro Golia. Non è detto che sia uno svantaggio, quando le intelligenze  sorreggono la passione e ad incoraggiarci nella nostra battaglia per Venezia sono pagine convicenti e avvincenti come quelle qui citate.

A Salvatore Settis,

il Gruppo25Aprile

https://www.youtube.com/watch?v=lgAwdGnW_Z8

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Il G25A incontra il Senatore Casson

Felice Casson

30 novembre 2014 – incontro con il Senatore Felice Casson

In data 30 novembre il Gruppo25Aprile ha incontrato il Senatore Felice Casson per una prima discussione sulle convergenze e le divergenze potenziali (in termini di squadra e di programmi) nel caso di una sua, non ancora decisa, candidatura come Sindaco alle elezioni comunali del 2015.

Questo primo incontro, strettamente informale, è il risultato del nostro voto interno sugli interlocutori potenziali con cui costruire le alleanze necessarie all’attuazione dei punti sollevati nel nostro volantinaggio alla Fenice, riassunti nelle “pregiudiziali” rese pubbliche sulla nostra pagina Internet, e ha anche permesso un giro di orizzonte preliminare su alcune delle domande ulteriori che abbiamo pubblicato nei giorni successivi. Nel corso dell’incontro sono emersi apprezzamento per il nostro gesto simbolico alla Fenice e sintonia di vedute sui seguenti aspetti:

  1. Questione “case” e, in particolare, necessità di un blocco temporaneo ai cambi di destinazione d’uso nella città d’acqua, che di alberghi è già satura;
  2. Limiti dimensionali alle grandi navi in laguna e contrarietà allo scavo del Contorta, privilegiando un’ottica di sviluppo sostenibile delle attività portuali (“mantenere il porto guardando al futuro”); a questo proposito Felice Casson ha sottolineato la necessità di rispettare l’ordine del Giorno del senato approvato quasi all’unanimità per la comparazione di tutti i progetti in campo.
  3. Questione “lavoro” con particolare riferimento alla necessità di una strategia di ricupero dell’Arsenale recentemente restituito alla città;
  4. Necessità di programmazione dei flussi turistici, con modalità non discriminatorie sul piano sociale;
  5. Statuto speciale per Venezia, da conseguire nell’ambito della nuova legge speciale per Venezia e la sua laguna;
  6. Agevolazioni fiscali o altri incentivi “a prova di ricorso” per determinate attività produttive e artigianali;
  7. Ricorso a forme di democrazia diretta (referendum) per le scelte che riguardano il territorio, modificando ove necessario  lo Statuto comunale;
  8. Decentramento amministrativo in determinate materie (competenze circoscritte ma più incisive per le Municipalità, in attesa del riordino complessivo che potrà essere conseguito con la creazione della città metropolitana);
  9. Efficienza e rinnovamento della macchina comunale e delle società partecipate;
  10. Migliore utilizzo degli introiti ricavabili dalla tassa di soggiorno, da potenziare con l’introduzione di una “tassa di sbarco” per chi ne è attualmente esente (navi da crociera).

Nell’eventualità di una sua candidatura, abbiamo chiesto a Felice Casson con quali criteri formerebbe la sua “squadra”; ci ha risposto che le parole chiave saranno: integrità (assenza di precedenti penali o procedimenti penali in corso), trasparenza, competenza e dedizione. Alla domanda sulla necessità di evitare Sindaci part-time o commistioni di interesse, ci siamo trovati d’accordo sul fatto che Venezia merita ed esige amministratori (Sindaco e assessori) a tempo pieno, liberi da conflitti di interesse con altre attività, incarichi o “clientele” professionali.

Per quel che riguarda Consiglio comunale e Municipalità, Felice Casson si è detto favorevole ad una coalizione aperta alla società civile sia nell’elaborazione dei programmi sia in termini di candidature e abbiamo convenuto di approfondire questo aspetto in futuro, se deciderà di candidarsi alla guida della nostra Città.

 Gruppo25Aprile: nato per riflettere, discutere, agire

25aprile2015@gmail.com

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Le nostre domande ai candidati Sindaco: seconda parte

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II) Quali sono le Sue proposte per dare una soluzione ai seguenti problemi:

  1. Il fenomeno del pendolarismo forzato, che interessa ormai 30.000 persone, per mancanza di posti di lavoro adeguati a sostenere il costo della vita a Venezia. In particolare: quale futuro vogliamo dare all’Arsenale e quali posti di lavoro potrebbe creare, adesso che è stato in parte restituito alla città? Cosa possiamo fare per incentivare la creazione di posti di lavoro degni dell’enorme patrimonio culturale e monumentale di Venezia? Come agevolare le attività imprenditoriali storicamente insediate in laguna, quali la cantieristica e il vetro di Murano?
  2. La pressione turistica sulla città d’acqua (74.000 presenze giornaliere per 56.000 residenti, nel 2014), che con l’Expo del 2015 rischia di raggiungere livelli insostenibili con conseguenze inaccettabili in termini di mobilità e moto ondoso. Quali modalità di programmazione possiamo introdurre per gestire al meglio i flussi turistici, preservare la qualità dell’offerta, offrire di noi un’immagine consona al prestigio della destinazione e rispettosa della sua fragilità? Su quali basi proporre un patto basato sul rispetto reciproco, fra chi vive la città e chi la visita?
  3. Il rinnovo della flotta ACTV, ormai inadeguata a sopportare la pressione turistica di cui sopra a causa di scelte aziendali che hanno privilegiato altre priorità quali l’installazione sistematica di tornelli a discapito dell’adeguamento della flotta.
  4. I costi e le politiche tariffarie delle società partecipate, che spesso sono fonte di sprechi e duplicazioni legate ai criteri di nomina nelle medesime, che rispondono unicamente a criteri di lottizzazione politica.
  5. Il mantenimento del servizio di “traghetti” fra le due rive del Canal Grande (spesso sospeso per causa di “manutenzione pontili”), per alleviare la pressione sui mezzi ACTV e garantire la fluidità del traffico pedonale.
  6. Le politiche di sostegno alle famiglie in difficoltà, messe alla prova dagli aumenti tariffari e dai tagli di bilancio.
  7. La manutenzione ordinaria della città, spesso sacrificata sull’altare delle grandi opere.
  8. Il dilagare del commercio abusivo e delle forme di micro-criminalità che ne conseguono. La mancanza di priorità ben definite nell’attività della Polizia municipale, che nella sua opacità raramente risponde alle esigenze percepite dalla Cittadinanza.
  9. La situazione di degrado delle isole minori e la giungla di competenze sui canali lagunari, attualmente ripartite fra Comune, Provveditorato (ex Magistrato alle acque) e Capitaneria di Porto.
  10. Il sostegno alle attività delle remiere, del Conservatorio Benedetto Marcello e delle altre realtà associative o culturali non legate alla monocultura turistica.

La terza parte, con le ultime 10 domande verrà pubblicata fra qualche settimana dopo consultazione interna degli iscritti al G25A. Le domande riguarderanno fra l’altro: lotta alla corruzione e difesa della legalità; funzionamento della macchina comunale e delle partecipate; bilancio comunale e fiscalità locale. Se avete proposte o suggerimenti potete scriverci a:

25aprile2015@gmail.com

Le prime 10 domande sono state pubblicate qui:

Dalle proteste alle proposte: le nostre prime domande ai candidati Sindaco

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#Anteprima Fenice: le reazioni dei presenti

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Felice Casson, Senatore: “è quasi un programma da campagna elettorale – sono temi validi che condivido” (Corriere, pagina 8).

Vittorio Zappalorto, Commissario straordinario: “Contorta a parte, sono d’accordo praticamente su tutto. Il blocco dei cambi di destinazione d’uso? è nel mio programma, ci stiamo già lavorando  in questi giorni, riguarderà soprattutto le aree limitrofe all’area marciana già satura di alberghi e altre zone residenziali: Venezia ha già troppi turisti, non ne servono di più, mentre bisogna difendere i residenti. L’ampliamento ulteriore del turismo va contrastato ad ogni livello. Lavoriamo ad un blocco per tutte le tipologie d’albergo, grande e piccolo: ne ho già parlato con la Sovrintendente Codello. Alcune zone sono già sature e non si può far nulla, ma in altre è un dovere  intervenire in difesa della residenzialità. Anche in difesa dei negozi di vicinato storici imporremo un vincolo, non è possibile che si trasformino tutti in negozi uguali cinesi. Ponendo vincoli per zone specifiche si può fare” (Nuova Venezia 23 novembre, pag. 20).

Paolo Costa, Presidente dell’Autorità Portuale: “Ce l’hanno con me? Ma no, parlano di alberghi.. una protesta viscontiana, niente di cui preoccuparsi” (ibidem).

Vittorio Zappalorto, Commissario straordinario:”Direi che è stata una forma di protesta molto civile. Certo, non posso condividere il no allo scavo del Contorta perché la decisione dovrà essere democraticamente presa, ma sono d’accordo ai limiti alla stazza delle navi.. Come difficile è vincolare gli introiti della tassa di soggiorni a spese specifiche; ci sono esigenze di bilancio. Ma per il resto è perfetto, sottoscrivo” (ibidem).

NdR: al Presidente dell’Autorità Portuale confermiamo: “niente di cui preoccuparsi”, in termini di ordine pubblico. Sul piano politico vedremo, ma questo è un altro discorso.

..e le reazioni dei lettori? Eccone qui un campione interessante, in calce all’articolo di uno dei blogs che hanno riferito la vicenda:

Viva Lamarmora! I volantini di nuovo all’opera

Dalle proteste alle proposte: le nostre prime domande ai candidati Sindaco

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PRIMA parte: le nostre “pregiudiziali”.

Quale è la Sua posizione sui punti da noi sollevati nel volantinaggio alla Fenice del 22 novembre? In particolare:

  1. Quale sarà la Sua posizione sul blocco dei cambi di destinazione d’uso (a norma di PAT) per tutelare i sestieri a vocazione residenziale, qualora diventasse Sindaco di Venezia? Sarebbe disposto a bloccarli per una durata pari al Suo mandato (5 anni) per frenare l’esodo dei residenti dalla città d’acqua?
  2. Cosa intende fare per rilanciare i progetti di edilizia popolare annunciati dalla coalizione vincente nella campagna elettorale del 2010 (5.000 alloggi in “social housing”) e mai realizzati? Ci dica perché stavolta dovremmo fidarci, dopo le promesse disattese dalla classe politica in questi anni.
  3. Quali agevolazioni sono auspicabili per chi vive nella città d’acqua, facendosi carico di un costo della vita superiore a quello di altre città? Cosa possiamo fare per chi a Venezia vuole restare, e per chi ci vuole tornare a vivere?
  4. Lei si impegna a utilizzare gli introiti della tassa di soggiorno (tassa di scopo) per migliorare le condizioni di vita del luogo dove viene percepita, ascoltando le proposte della cittadinanza e rendendone pubblico il resoconto?
  5. Lei è favorevole a limiti dimensionali per le grandi navi autorizzate ad entrare in laguna, anziché scavare nuovi canali per accoglierne sempre di più e sempre più grandi?
  6. Favorevole o contrario, allo scavo del Contorta?
  7. Quali forme di autonomia e decentramento amministrativo sono realizzabili a breve termine, per riconoscere le esigenze specifiche del territorio? Qual è il ruolo che immagina per la Municipalità di Venezia-Murano-Burano e quali poteri è disposto a delegare a questa Municipalità, con le opportune modifiche allo Statuto comunale? Quali altre soluzioni sono invece attuabili immediatamente, con il meccanismo della delega ad uno o più Assessori competenti per i problemi che sono specifici alla città d’acqua?
  8. Qual è l’ambito di organizzazione ottimale del territorio comunale a medio termine, secondo Lei, una volta che la creazione della città metropolitana avrà cambiato i termini del problema? Lei è favorevole o contrario ad una ridefinizione dei confini comunali, nell’ambito della città metropolitana?
  9. Lei è favorevole o contrario ad uno “statuto speciale” da riconoscere nell’ambito della Legge speciale per Venezia, che dia un senso concreto alla nozione di “specialità” già riconosciuta dall’ordinamento giuridico e ne sia la logica conseguenza? Favorevole a negoziare con lo Stato la creazione di una “zona franca” da imposte sul reddito di impresa (simile a quella che la Francia ha accordato alla Corsica) a tutela delle produzioni industriali e artigianali insulari?
  10. Quali incentivi sono invece immediatamente attuabili, a legislazione nazionale costante, per: cantieristica minore, attività artigianali, negozi di prossimità?

Queste sono le nostre “pregiudiziali” ma non esauriscono ovviamente lo spettro dei problemi da affrontare: nelle prossime settimane pubblicheremo una lista di domande supplementari che stiamo discutendo fra di noi in bacheca “interna” e su queste ci riserviamo di pubblicare anche un sondaggio online, per valutare quanto rispondano al comune sentire della cittadinanza e in quale ordine di priorità temporale (urgenza).

il Gruppo25Aprile

26 novembre 2014

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