Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “VENEZIA2015”

Venezia e isole: quanti siamo?

7marzo2015Foto: Stefano Barzizza

Elaborazione dati: Paolo Apice

Popolazione residente al 12 marzo 2015

Santa Croce 5068

San Marco 3849

Dorsoduro 6602

San Polo 4721

Castello 11995

Sant’Elena 1869

Cannaregio 16043

Totale sestieri

50.147

Giudecca 4560

Sacca Fisola 1482

Isola di San Giorgio 5

Totale sestieri e isole contigue:

56.194

ISOLE

Murano 4430

Burano 2534

Sant Erasmo 688

Mazorbo 287

Mazorbetto 2

Vignole 60

Torcello 16

Totale città insulare

64.211

LITORALE

Lido14657

Alberoni 1019

Malamocco 1013

 Pellestrina 3803

Totale generale

84.703

 

Quale futuro per Venezia? Incontro pubblico, sabato 7 marzo

7marzo2015 LocandinaPer preparare questo incontro, abbiamo elaborato alcune schede tematiche che verranno rese pubbliche dopo l’incontro. In particolare, al Senatore Casson intendiamo rivolgere domande e proposte sui seguenti temi:

  1. Arsenale, inteso anche come opportunità di insediamento per attività imprenditoriali, artigianali, istituzionali e associative;
  2. Casa e residenzialità (edilizia pubblica e privata);
  3. Mobilità acquea e Parco Laguna Nord;
  4. Salute, sicurezza e decoro urbano;
  5. Commercio, con particolare riferimento alle problematiche di Mestre.

Moderatore:

Marco Gasparinetti

Relatori:

Carlo Beltrame, Veronica Scarpa, René Seindal, Nicola Tognon, Alessandra Regazzi

Interventi:

Paolo Apice (sociologo), Paolo Lanapoppi (Italia Nostra),

Alice Veronese (Servizio Disabili Sensoriali della Provincia di Venezia)

NB l’incontro è aperto al pubblico e alla stampa; considerate le numerose adesioni già ricevute raccomandiamo puntualità a chi volesse trovare posto a sedere: la sala ha una capienza limitata.

Gruppo25Aprile e LiberaVenezia

Manca niente, in questa foto? Parliamone insieme, il 7 marzo

20150222_122725Domenica 22 febbraio, primo incontro pubblico fra i tre candidati alle primarie del centro-sinistra, a Venezia. Il Gruppo25Aprile nota con soddisfazione che, a partire da ieri, TUTTI i candidati sono pubblicamente contrari al progetto di scavo del Contorta perseguito dall’Autorità Portuale, e saluta con sollievo questo primo successo di un movimento di opinione che è nato proprio su queste pagine, sei mesi fa.

Al netto delle semplificazioni giornalistiche, una cosa invece ci preoccupa, alla lettura della stampa quotidiana: “tre candidati un programma” – titola il Gazzettino, che in locandina scrive “divisi solo sulle grandi navi” (con Molina e Pellicani in favore dell’opzione Marghera, e Casson più propenso all’opzione offshore) e nell’occhiello dell’articolo in prima pagina (edizione locale) scrive testualmente: “e qualcuno tra il pubblico si spazientisce: dite tutti le stesse cose”.

Gazzttino 23 febbraioLa ricostruzione giornalistica forse non riflette interamente la vivacità del dibattito, ma a preoccuparci non è tanto l’appiattimento dei candidati su un programma unico “preconfezionato” dal partito quanto l’assenza di proposte sui problemi che ci stanno più a cuore: se su quei problemi dicessero “tutti le stesse cose”, potremmo anche rallegrarcene ma così non è stato, finora.

Nelle pagine interne, il resoconto del Gazzettino sottolinea differenze di approccio sulla programmazione dei flussi turistici, “con Casson favorevole a una city card e a una city tax diversificata in base all’arrivo e Pellicani più propenso alla sola city card” (fine citazione). Dibattito interessante ma che per noi viene DOPO e non prima, perché PRIMA delle primarie vorremmo conoscere la posizione dei candidati su una questione pregiudiziale, che abbiamo denunciato anche nel volantinaggio alla Fenice:

2211e nelle nostre domande pubbliche ai candidati:

https://gruppo25aprile.org/2014/11/26/dalle-proteste-alle-proposte-le-nostre-prime-domande-ai-candidati-sindaco/

Benissimo discutere della questione city card/city tax (per i pendolari del turismo, dato che gli stanziali già pagano la tassa di soggiorno) ma non vorremmo che la campagna elettorale in questa fase (primarie del centro-sinistra) si giocasse su quel tema, trascurando invece LA questione centrale che questo e altri gruppi (gli amici di venessia.com per primi, cronologicamente) denunciano da tempo: “salvare Venezia” da grandi navi e pendolarismo turistico di massa va bene, ma per salvare “cosa”?

La foto di copertina (quella pubblicata qui in alto) è stata scelta per la metafora che rappresenta: salvare una cornice priva di vita, come a Pompei? Dov’è finita la persona (Sant’Antonio o Madonna o Gesù bambino, non lo sappiamo) che animava quella nicchia nella pietra? Dove sono finiti i residenti? Se “salvare” Venezia vuol dire soltanto preservare quel pezzo di muro, avremo fallito.

Se la città che è anche civiltà anfibia, con i suoi abitanti e il suo stile di vita unico al mondo si riduce a conchiglia vuota non c’è grande opera che possa compensare la perdita.

Se la città continua a svuotarsi di residenti con il meccanismo perverso dei cambi di destinazione d’uso non sapremo che farcene, di un intervento “salvifico” che servirebbe soltanto a farne un palcoscenico asettico per turisti danarosi e annoiati a caccia di “selfies”, riproducendo la dicotomia che i residenti già conoscono: i ricchi di qua, i meno benestanti (turisti o abitanti che siano) “di là dal ponte”, a Mestre; taxi e lancioni Gran Turismo in Canal Grande, mentre canoe e kayak ne vengono espulsi come da recente ordinanza (entrerà in vigore il primo marzo).

Su questa pregiudiziale intendiamo incalzare i candidati alle primarie, prima di decidere una eventuale partecipazione attiva (con dichiarazione di voto) alle primarie del 15 marzo: sullo scavo del Contorta abbiamo incassato una prima vittoria, ieri, ma la battaglia a tutela della residenza appartiene al DNA di questo gruppo fin dalla sua fondazione, il 25 aprile 2014, e su questo misureremo i candidati Sindaco nelle prossime settimane.

Il 7 marzo alle 10.30 ne discuteremo pubblicamente qui: in Campo San Tomà, alla Scoletta dei Calegheri. La cittadinanza è invitata a partecipare, e con la cittadinanza chiunque abbia a cuore questa città.

San Tomà

Venezia, 23 febbraio 2015.

Il martedì grasso delle Primarie: Alea Iacta Est?

Prologo: al quartier generale di Galleria Matteotti, una sola domanda era da giorni sulle labbra degli strateghi incaricati di catapultare il proncosole cacciariano delle Gallie dall’omonima fondazione mestrina all’ambito posto di comando della Nuova Roma (Venezia): lo varcherà, o non lo varcherà, Nicola Pellicani? Oserà, o non oserà? Non si riferivano al Rubicone ma al braccio di laguna che separa Mestre dal Lido di Venezia e le politiche dell’ACTV hanno ormai reso periglioso quanto uno sbarco in Normandia sotto raffiche di vento che vaporetti vetusti non sono più in grado di sopportare, quali fuscelli in balia dei flutti quando si rompe l’invertitore e all’orizzonte appare una Costa crociere da 130.000 tonnellate di stazza, con il rischio che ai comandi ci sia il figlio segreto di Francesco Schettino.

RUBICONELa data inizialmente prevista per lo sbarco era martedì 17 febbraio, ma i fini strateghi consultarono il calendario romano e si resero conto che l’operazione militare in terreno ostile sarebbe coincisa con i numeri di prestigio del leggendario Mago Silvan (l’unico in grado di resuscitare il centro-destra dal Regno dei Morti, se solo lo volesse), che avrebbe attirato ben altre folle ed era capacissimo di inghiottire i candidati Sindaco nel suo cilindro per farli riapparire tra il pubblico con le sembianze di coniglietti, per non parlare delle simultanee sfilate carnevalesche del martedì grasso, poco propizie allo storytelling che si voleva aggressivo, epocale e glorioso.

Vennero indi consultate le previsioni meteorologiche e quelle degli aùguri, che giurarono e spergiurarono di avere visto uno stormo di pellicani cacciare (verbo sintomatico) tutti i piccioni e i gabbiani dai tetti della città da conquistare, per poi planare trionfanti in Piazza San Marco (Palazzo Ducale) e venne pertanto deciso che lo sbarco avrebbe avuto luogo il 18 febbraio,  mercoledì delle Ceneri e primo giorno della Quaresima, decisamente più propizio alla lettura del brano del profeta Gioele nel quale Iddio rivolge al suo popolo  il seguente richiamo alla triste realtà del bilancio comunale in dissesto: «Così dice il Signore: ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti» (Gioele, 2,12). E così fu.

Mercoledì 18 febbraio, dal nostro corrispondente al Lido di Venezia.

Partita in incognito da Piazzale Roma sotto lo sguardo perplesso di Alessandro Gassman, dopo aver sequestrato un vaporetto ACTV grazie ad un tanko addobbato con le bandiere #chiediaNicola e #chiediaNicolaLIMOB (parola d’ordine: “#l’IMOB non ce l’ha, l’ha dimenticato a casa”), la spedizione che avrebbe cambiato il corso delle primarie toccava terra in prossimità di Piazzale Santa Maria Elisabetta.

Per un tragico malinteso, l’avvertimento di rito del personale di bordo (“attenti al passo”) veniva erroneamente interpretato come riferimento al passo dell’oca con cui i locali esponenti di Forza Nuova avrebbero accolto (a suon di manganellate) il figlio del deputato comunista, secondo una vox populi destituita di fondamento ma sufficiente a mettere in fuga la truppa, poco adusa alle onde spaventosamente alte della laguna, terrorizzata dalla reputazione destrorsa dell’isola e già duramente provata dalla perigliosissima traversata, nonostante le scorte di farmaci per il mal di mare e l’assistenza spirituale di ben tre cappellani militari ai quali, a titolo precauzionale, era stato richiesto di impartire l’estrema unzione al candidato Sindaco prima che mettesse piede sul vaporetto.

Resosi conto di essere rimasto solo, il nostro Eroe dimostrava uno sprezzo del pericolo pari soltanto al sollievo di aver ritrovato qualcosa di simile alla terraferma: si inginocchiava per emulare il nobile gesto di Cristoforo Colombo dopo l’analoga traversata, onde baciare il suolo in segno di ringraziamento. Quale non fu la sua delusione quando, al momento di urlare “terra! terra!” si rese conto che Piazzale Santa Maria Elisabetta era in realtà un’immensa pozzanghera che, come ben noto ai residenti, risulta allagata per 250 giorni all’anno (quando va bene) grazie alla perspicacia degli uffici tecnici comunali.. Il sollievo cedette il posto al panico: acqua ovunque, circondato dall’acqua. Che fare? Abbandonare l’impresa o cimentarsi nell’impossibile?

Fu a quel punto che, circondato dalle onde del pozzangherone alte due centimetri almeno, lo sentirono urlare singhiozzando: “riportatemi a terra, chiamate subito Ceolin, voglio tornare al Palco!”

Tornare a terra, ma come?

pellicani.php

Abilmente sobillato dai civatiani infiltrati fra la folla, con Monica Sambo vestita alla marinara e Federica Travagnin in toga da udienza, il personale viaggiante dell’ACTV proclamava uno sciopero ad oltranza anche se non era venerdì, in spregio ad ogni nobile tradizione, ed essendo i marinai in maggioranza chioggiotti, gli osservatori più smaliziati ci videro lo zampino dell’altro candidato “forte”: Felice Casson che di Chioggia è originario.

Per convincere il personale della concorrente (ma non troppo) Alilaguna, generalmente refrattario agli scioperi, scendeva in campo il terzo candidato alle primarie: Sebastiano Bonzio con il megafono delle grandi occasioni, che rivendicava il diritto allo sciopero retribuito con premio di produzione garantito per le giornate di sciopero, accolto da applausi a scena aperta e inni a Che Guevara, con gli Inti Illimani leggermente acciaccati dai reumatismi a dargli manforte su una zattera appositamente noleggiata dagli amici di Forte Marghera.

bonzio

Che fare, per rientrare a Mestre nonostante il duplice sciopero? Nuotare? Volare?

Fu a quel punto che il perfido Molina, quarto candidato alle primarie e in leggerissimo svantaggio nei sondaggi, ebbe il colpo di genio: quello che avrebbe cambiato per sempre le sorti delle elezioni e con esse della Storia Patria. Appositamente istruiti dal fido Caberlotto, dal pontile del piazzale antistante arrivarono con passo felpato due taxisti d’acqua abusivi, e proposero l’indegno baratto al candidato spiaggiato in terra (anzi in acqua) ostile: “Le serve un taxi?” Gli occhi di Pellicani si illuminarono di immenso: “è il Cielo che li manda” – pensò, prima di udire l’indegna proposta a lui indirizzata dai medesimi: “Per Piazza Barche fanno 850 euro, pagamento anticipato in contanti.. o giuramento immediato di desistenza dalle primarie con dichiarazione di voto in favore del mite e buono Jaci Molina, che Dio lo benedica”.

Il povero Nicola estrasse dal portafoglio 4 carte american express fra cui una platinum placcata d’oro con diamanti incastonati, regalo del padre.. e una dozzina di altre carte di credito tempestate di murrine made in Zelarino, ma non ci fu nulla da fare: diversamente dai taxi di terraferma, quelli d’acqua notoriamente non accettano carte di credito e tanto meno le accettano quelli abusivi.

Pellicani si arrese all’evidenza: dura lex sed taxi lex.. l‘alternativa era fra una morte certa ed orribile nel pozzangherone di Santa Maria Elisabetta, sotto lo sguardo beffardo del benzinaio Ugo, e un accordo di desistenza in favore dell’ineffabile Molina.

Jacopo Molina

Epilogo:

il nostro corrispondente dal Lido non ha potuto riferirci come sia finita la serata: preso da compassione e comprensibile pietas, ha abbandonato inorridito la scena del crimine quando il candidato ex favorito ha cominciato a urlare frasi sconnesse ma udibili fino a Pellestrina e financo a Sant’Erasmo: “nooooo di notte al Lido da solo col benzinaio nooooo non lasciatemi qui vi prego nooo ve lo chiede il Partito ve lo chiede la città ve lo chiede Cacciari ve lo chiede anche il Re nooooo da solo al Lido di notte con Ugo nooo”.

Disclaimer:

Non ce ne vogliano i Candidati Sindaco. Semel in Anno: era Carnevale e a Carnevale ogni scherzo vale. Da domani torniamo alle cose serie; saremo altrettanto caustici, ma in altre e più protocollari forme.

alessandrogassman

BILANCIO COMUNALE, ultima spiaggia?

Ca'Loredan

COMUNICATO STAMPA sul bilancio del Comune di Venezia

La voragine di bilancio del Comune ci preoccupa in quanto cittadini, cittadine e contribuenti che saranno chiamati a pagarne il conto e si presta a due chiavi di lettura: 1) Carenze gravi e pluriennali (in termini di gestione e programmazione) delle Giunte comunali degli ultimi anni e/o 2) cecità del Governo nazionale che rifiuta qualunque dialogo con il Prefetto che da quello stesso Governo è stato nominato sette mesi fa, per gestire il commissariamento, e che alla stampa locale ora dichiara: “Se non avremo gli strumenti per risanare il bilancio, non so cosa possa trovare il sindaco che sarà eletto in primavera. RISCHIA DI NON RIUSCIRE A FARE IL BILANCIO E DI RIMETTERE LA CITTA NELLE MANI DI UN COMMISSARIO”.

In entrambi i casi il disastro porta la firma di un partito ben preciso, che guida il Governo italiano e si candida a guidare anche la Regione. In entrambi i casi a farne le spese saranno i cittadini, i dipendenti comunali e i contribuenti, sotto forma di stangate fiscali, decurtazioni salariali, aumenti tariffari e tagli al trasporto locale.

Riteniamo indispensabile, da parte del governo, l’attuazione di una soluzione di emergenza, profondamente convinti, però, della necessità di un netto cambio di rotta della gestione comunale, affinché situazioni di tale gravità non abbiano più a ripetersi in futuro.

Ci appelliamo quindi al buon senso di quel partito che a Roma detiene le chiavi del problema e dichiariamo che se una via di uscita non venisse trovata nelle prossime 24 ore sarebbe inutile, ipocrita e anche ridicolo chiedere, a noi come ad altri movimenti trasversali alle forze politiche, di votare per quel partito nella tornata elettorale di maggio, che riguarda anche la Regione Veneto.

Al Governo italiano vogliamo infine ricordare che Venezia è capoluogo di una Regione che al “patto di stabilità”, origine del dissesto, paga già un conto annuale pari a 18,2 miliardi di euro, che si traduce in 3.733 euro conferiti da ciascun residente (“residuo fiscale”). Forse qualche diritto di essere trattati con maggior rispetto i cittadini del Comune di Venezia, più che i politici, se lo sono guadagnato.

Venezia, 15 febbraio 2015

Gruppo25Aprile, LiberaVenezia e Movimento per l’Autonomia Amministrativa di Mestre e della Terraferma – Piero Bergamo.

Restare “come d’autunno sugli alberi le foglie”, o preparare insieme una nuova Primavera?

Popolazione residente nel Comune di Venezia al 2 febbraio 2015: 264.934 persone (meno 193, rispetto al 31 dicembre). Popolazione residente nella Municipalità di Venezia Murano Burano: 64.351 persone (meno 68, al ritmo di due residenti al giorno: meno 441 negli ultimi 6 mesi), di cui poco più di 50.000 nei sestieri storici e gli altri nelle isole (Giudecca compresa). Popolazione in calo, a Mestre come a Venezia. Una tendenza che per la terraferma è recente, mentre nella città d’acqua si protrae da decenni e conta decine di migliaia di “esodati”: pendolari che ogni mattina vediamo arrivare a Piazzale Roma, pensionati a Marghera o espatriati altrove. Non ripeteremo qui i dati, che sono arci-noti, perché è ora di guardare al futuro e costruirlo insieme, imparando (quando serve) dagli errori del passato.

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” – parafrasando Ungaretti? Noi non ci stiamo, e lo diciamo da mesi. Lo diciamo dal 25 aprile dell’anno scorso, quando nella nostra prima lettera aperta abbiamo confrontato i dati attuali con quelli post-epidemie di peste e ci siamo chiesti cosa abbia fatto di male questa città, per svuotarsi allo stesso ritmo con cui in città affluivano miliardi di euro destinati a mega-opere non richieste mentre per la manutenzione ordinaria, l’artigianato e l’edilizia popolare non si trova un soldo.

Le elezioni si avvicinano e su questo tema ritorneremo ancora, ma l’autunno non fa per noi. Quello che proponiamo è una primavera veneziana e a chi ancora ama questa città proponiamo un patto, una coalizione alla luce del sole, senza pregiudiziali ideologiche, per i prossimi 5 anni: un patto per Venezia. Cosa chiediamo?

  1. Ai candidati Sindaco non chiederemo se sono di destra o di sinistra, perché lo scandalo del MoSe ha dimostrato che, quando si trattava di pigliare quattrini, quella era solo una facciata per i gonzi: ai candidati Sindaco chiederemo invece cosa intendono fare in concreto per invertire la tendenza all’esodo, che sta spopolando Venezia.
  2. Ai candidati Sindaco non chiederemo se sono nati a Chioggia o a San Donà di Piave, a Cannaregio o a Chirignago, ma come intendano impegnarsi su un obiettivo realistico che vogliamo fin d’ora quantificare: 1.000 residenti in più ogni anno per i prossimi 5 anni, utilizzando il patrimonio edilizio esistente; vogliamo provarci? Dal 2001 a oggi ne abbiamo persi 9.000 senza distruggere case o palazzi, il che vuol dire che le case ci sono; per cominciare, al futuro Sindaco chiederemo anche cose “banali” come gli allacciamenti fognari che mancano per la consegna degli appartamenti alle Conterie, ennesima presa in giro di una classe politica che aveva vinto le elezioni del 2010 con la promessa di “5.000 nuovi alloggi per il social housing” e ne ha consegnati (forse) un centinaio, mentre l’ex caserma Manin è diventata foresteria e del progetto “Conterie” si è visto (finora) soltanto l’ennesimo albergo – tanto per fare un piccolo esempio.
  3. Ai candidati Sindaco non chiederemo di trastullarci con una futuribile città metropolitana che secondo alcuni si estenderebbe fino a Treviso e Padova, ma di garantire innanzitutto che la città capoluogo abbia un futuro, e non ci accontenteremo di chiacchiere: al prossimo Sindaco chiediamo fin d’ora il blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso a tutela della residenzialità nei sestieri, e l’impegno ad attuarlo nei primi 3 mesi dall’insediamento; ai candidati Sindaco chiediamo misure concrete per i negozi di vicinato che, a Venezia come a Mestre, stanno chiudendo i battenti, per la cantieristica minore e per le attività artigianali che rischiano di scomparire impoverendoci non solo materialmente ma anche per la cultura unica al mondo che rappresentano.
  4. Ai candidati Sindaco non chiederemo a quale corrente PD o PDL appartengono, ma quali posti di lavoro di qualità sia possibile creare a Venezia, sfruttando l’enorme potenziale dell’Arsenale che per secoli ne è stato il cuore produttivo, e quello di un Parco della Laguna nord che non può diventare un museo aperto pieno di vincoli decisi altrove, ma un luogo vivo i cui residenti devono poter circolare con le loro imbarcazioni e poter offrire qualcosa di diverso dal turismo di massa che ha rovinato Venezia: un turismo di qualità con una nuova categoria di licenze per il trasporto acqueo di persone, all’interno del costituendo Parco della Laguna i cui regolamenti attuativi devono essere adottati nei prossimi mesi, e nel cui ambito potranno essere favorite nuove attività portatrici di lavoro per chi la conosce e la rispetta, la nostra Laguna.
  5. Ai candidati Sindaco non chiederemo di autorizzare nuovi alberghi in sestieri che ne sono già saturi, ma di incentivare un turismo diffuso e di qualità che crei ricchezza in tutto il territorio comunale, Mestre compresa, alleggerendo la pressione sui sestieri; ai candidati Sindaco non chiederemo miracoli ma impegni concreti, come quello di evitare che Palazzo Zorzi (sede UNESCO) si trasformi nell’ennesimo albergo.
  6. Chiediamo troppo? Ai candidati Sindaco chiediamo semplicemente che bambini come quelli della foto, nati in uno dei luoghi più belli del mondo, possano crescere, studiare e sorridere nell’ambiente dove sono nati e non siano un giorno costretti a lasciarlo per mancanza di case, di servizi e di opportunità lavorative, come tanti di quelli che li hanno preceduti. Lo facciamo per loro, perché possano vedere e vivere quello che abbiamo visto noi, quindi saremo battaglieri come chiunque ami veramente i propri figli.. e dato che a Venezia ci lega un rapporto di amore, saremo appassionati come sa esserlo chi difende la Donna amata. Lo faremo con il cuore e con la testa, come abbiamo fatto da queste pagine in questi primi nove mesi, anche se non ci firmeremo più “Gruppo25aprile” perché vogliamo creare una coalizione più ampia, dove non contano i marchi o l’orticello da difendere ma gli obiettivi comuni che solo una coalizione più ampia potrà conseguire, in vista di elezioni che si annunciano incerte quanto decisive, tanto per il futuro di Venezia e delle sue isole quanto per quello di Mestre e Marghera, che non sono realtà omogenee.
  7. Al candidato Sindaco che ci dimostrerà di meritarlo, offriremo un patto alla luce del sole basato sulle cose da fare nei prossimi cinque anni, e se fra quelli che la Politica propone o impone non lo dovessimo proprio trovare, siamo pronti a candidare uno (una) di noi. I partiti sono avvertiti.. e a partire dai prossimi giorni utilizzeremo una nuova pagina Internet, che si occuperà prevalentemente di elezioni. Chi lo vorrà potrà seguirci e leggere le nostre proposte, su quella pagina che sarà attiva già da domani,  a questo indirizzo:

http://liberavenezia.org/

Nata a Venezia

Marco Gasparinetti (coordinatore)

25aprile2015@gmail.com

https://twitter.com/25aprileVenezia

Risposta in italiano, allo “storytelling metropolitano”.

Estratto del programma elettorale del candidato Sindaco appoggiato da 99 correnti su 100 (il conto preciso delle correnti PD che si moltiplicano per partenogenesi compulsiva non lo ha mai fatto nessuno, ma i numeri più o meno sono quelli):

attuare una politica aggressiva di storytelling metropolitano abbinato a politiche di marketing urbano”.

“costruire almeno due hub lagunari per il trasporto di persone, dopo un confronto con la città e in stretto rapporto con i DUC”.

Un programma infarcito di marketing, hubs  e “quartieri metropolitani” in una città d’acqua che a noi piace ancora pensare in termini di sestieri e isole, unita da un ponte a Mestre e Marghera, Campalto e Chirignago? Cosa c’entra con noi, un candidato come quello? Uno che dall’alto della sua fondazione propone ricette infarcite di anglicismi pensando di impressionare il “popolino”? Questo gruppo parla inglese e lo maneggia anche bene ma preferisce dire “pane al pane, vino al vino” e ieri ha diramato (in italiano) il seguente:

Comunicato stampa del Gruppo25Aprile, con riferimento alle prossime elezioni comunali

Il Gruppo25Aprile accoglie con interesse e soddisfazione il comunicato stampa di Giovanni Pelizzato, candidato indipendente alle primarie del centro-sinistra, che sembra creare le condizioni per l’avvio di un percorso comune o comunque complementare, al di fuori dei recinti di partito.

Per l’evoluzione che hanno subito negli ultimi giorni, e alla luce dei programmi resi pubblici da alcuni candidati, le primarie rischiano di essere una gabbia per chi, candidandosi e sottoscrivendo quelle regole, si impegna a sostenere un candidato vincente che potrebbe essere portatore di una visione di città incompatibile e inconciliabile con la nostra: ad esempio, quella della PA-TRE-VE e dei “quartieri metropolitani” (in una città che è fatta invece di isole e sestieri) che pretende di omologare Venezia ad una qualsiasi altra realtà, e che ad ogni riga tradisce un approccio dirigista, centralista e sordo alle esigenze specifiche del territorio: quella del candidato Pellicani.

Le primarie sono importanti e non intendiamo disconoscerne l’importanza, ma un “non candidato” alle primarie avrà una libertà che i candidati perdenti non potranno avere e Venezia ne avrà bisogno, di voci libere. Quali scenari, in concreto?

  1. Insieme con altre realtà associative, il G25A è pronto a raccogliere la sfida e ad apportare sostegno esterno al candidato Sindaco che saprà interpretare le esigenze reali e concrete dei cittadini, impegnandosi su alcuni punti precisi, con un patto elettorale alla luce del sole.
  2. Se un candidato Sindaco con queste caratteristiche non dovesse emergere (dalle primarie del centro-sinistra o dalle altre formazioni politiche che ancora devono scegliere il loro), il G25A è pronto a contribuire alla formazione di una lista civica con un suo candidato Sindaco che sarà donna, in risposta all’incapacità del PD locale di indicare una candidatura femminile, fra i tanti nomi (tutti maschili) che hanno affollato la ridda che ha portato alle sue primarie.

In entrambi i casi, sarà una lista “trasversale” (e quindi rappresentativa) dal punto di vista anagrafico, sociale e territoriale, perché questo Comune si compone di realtà profondamente diverse e complementari, che non vanno usate “le une contro le altre” ma riconosciute come tali e messe in condizione di lavorare insieme per produrre soluzioni condivise.

Lista civica e non lista civetta: lista “civica” (da cives, cittadini) non è un politico di professione che si circonda di quattro portaborse sconosciuti ai più per presentarsi come il “nuovo”, o come stampella di un partito tradizionale, ma una lista capace di rappresentare la Venezia che lavora e produce (idee e manufatti, servizi e cultura) e non solo quella che vive di politica o di finanziamenti pubblici.

Una lista che non porterà il nostro nome perché il G25A rimarrà movimento di opinione, aperto e pluralista, ma alla quale forniremo candidati e supporto organizzativo (raccolta firme). Il G25A ne discuterà al suo interno con l’obiettivo di presentare i propri candidati il primo marzo (Anno Nuovo, more veneto) e chiama fin d’ora a raccolta le energie vive di Mestre, di Venezia e delle sue isole per avviare un percorso condiviso.

Venezia, 29 gennaio 2015

Il ParaDosso del PD, e l’incognita della società civile

Vox populi a Tessera (VE), 26 gennaio 2015. Pubblicare la foto di questa scritta non significa condividerne i contenuti, ma semplicemente esercitare il diritto di cronaca per porsi una domanda, in vista delle elezioni: se il PD locale viene percepito in questo modo da una parte della popolazione, con una forzatura dialettica che comunque esprime la rabbia incosciente di chi ha vergato queste parole in un’area ben sorvegliata dalla telecamere (quella dell’aeroporto), cosa c’è che non torna, nell’immagine di un Partito che si definisce Democratico e quindi per essenza antitetico rispetto all’epiteto della scritta?

20150126_104820Il PD governa il Comune di  Venezia, direttamente o per interposta persona, dal 1993. Non proveremo qui a fare un bilancio di questi 22 anni di governo, ma ci limiteremo a dire che in questo periodo non c’è stata nomina o promozione, ai vertici della macchina comunale e delle numerose partecipate (le ex “municipalizzate”) su cui questo partito non abbia avuto un “diritto di riguardo” – per usare un gentile eufemismo – a volte trattando le nomine con gli altri partiti della coalizione (e a volte anche con l’opposizione, con il premio di consolazione rappresentato da qualche impiego ben retribuito al Casinò), a volte con un Sindaco “esterno” al partito ma pur sempre “dipendente” dai voti del PD in Consiglio comunale.

Nel bene e nel male, di quanto fatto e di quanto non fatto a Venezia negli ultimi 22 anni il partito porta una certa responsabilità e della situazione di bilancio che lascerà in eredità al prossimo Sindaco porta una responsabilità schiacciante, comunque si voglia esaminare la questione: se il bilancio disastrato è colpa del patto di stabilità con il Governo centrale, perché quel governo “sordo” è comunque targato PD e si fregia di due sottosegretari veneziani all’economia; se invece è il risultato di scelte sbagliate o clientelari a livello locale, in quelle scelte il PD ha avuto un ruolo preponderante.

Come uscirne, garantendo il necessario rinnovamento? Fino a poche settimane fa, le “primarie” più volte rinviate (e già questo dovrebbe fare riflettere) vedevano in campo 6 contendenti potenziali, fra cui un candidato esterno al partito e due che (pur essendo iscritti al partito) si presentavano all’insegna della “discontinuità” con l’amministrazione uscente (quella commissariata a seguito dello scandalo del MoSe). Una candidatura renziana (di un renziano della primissima ora) e una candidatura all’insegna della legalità: quella del Senatore Felice Casson che aveva (invano) chiesto elezioni anticipate per evitare alla città l’agonia di un commissariamento lungo un anno, in cui i “poteri forti” non avrebbero (e non hanno) trovato nessun contrappeso politico e avrebbero (hanno) approfittato della situazione per “spingere” alcuni costosi progetti a loro cari, come ad esempio lo scavo del Contorta. In queste primarie, che si dicono “aperte”, partecipa anche un candidato della società civile: Giovanni Pelizzato, proprietario della libreria più antica di Venezia (la Toletta) e neo-eletto Presidente regionale della ALI (Associazione Librai Italiani).

Tre candidature nel segno della (necessaria) rottura con il passato: un passato dominato dai finanziamenti di un’oligarchia di imprese e faccendieri che, mentre il Consiglio comunale dibatteva delle cose più disparate, si occupavano delle cose “serie”: quelle che gonfiano il portafoglio (il loro e accessoriamente, come abbiamo appreso, quello di alcuni politici e funzionari conniventi o compiacenti) grazie ai finanziamenti dell’ignaro contribuente italiano e a strani meccanismi denominati “aggio”, “concessionario unico” et similia. Mentre i pochi si arricchivano, Venezia perdeva altri 4.000 residenti (dal 2010 a oggi) e per la prima volta cominciava a perdere abitanti anche Mestre, con la crisi del commercio di vicinato (sacrificato sull’altare dei grandi centri commerciali) e altri effetti collaterali su cui ritorneremo, nelle prossime settimane.

In questi lunghi mesi, la società civile si è trovata a svolgere un ruolo di “supplenza” inaspettata e ha saputo sorprendere la classe politica a più riprese: opponendosi ad alcune alienazioni immobiliari (l’isola di Poveglia, villa Heriot) e creando una mobilitazione senza precedenti quando, in reazione al “blitz” agostano dell’Autorità portuale, ha creato in brevissimo tempo un movimento di opinione inedito e trasversale per difendere la Laguna di Venezia dall’ennesimo scempio.

Tradizionalmente, a Venezia, la società civile dimostra una grande capacità di mobilitazione sulle singole battaglie ma alla fine dei conti, quando si tratta di votare, preferisce “delegare” la politica ai partiti, fingendo di non sapere che ogni problema nasce da un contesto e quel contesto lo determina la politica: con gli strumenti di pianificazione territoriale, le scelte di bilancio e quelle edilizie, con le nomine negli enti che contano e nella macchina comunale che gestisce gli aspetti pratici del vivere quotidiano. Stavolta poteva/potrebbe essere diverso, perché quel meccanismo di delega in bianco si è inceppato.

Cos’è che non piaceva ad alcuni, in questo scenario? Non erano abbastanza ligi a certi interessi, i tre candidati di cui sopra? Sta di fatto che l’apparato del PD si è affannosamente messo alla ricerca dell’ennesimo candidato esterno ma politico (come lo erano stati Paolo Costa e Giorgio Orsoni) da presentare come candidato “di sintesi” (fra chi e cosa? o fra chi e chi?) artificialmente individuato nella figura del segretario generale di una fondazione principalmente nota per l’organizzazione di un “festival della politica” a Mestre. Che il tentativo sia riuscito, in apparenza almeno, lo dimostra l’impressionante sfilza di correnti che si sono prontamente schierate con il candidato di sintesi (errata corrige: le correnti nel PD non esistono, come non esistono le nomine pilotate e gli appalti teleguidati – ci scusiamo quindi per questo involontario refuso). Fossimo al posto del candidato esterno (quello vero: Giovanni Pelizzato, uomo libero e di grande cultura) ci chiederemmo, a questo punto, se i giochi non siano già fatti e decisi a tavolino, e se sia il caso di prestarsi a fare da “foglia di fico” per permettere al Partito di affermare che le primarie erano “aperte” alla società civile (opportunamente confinata in un angolo e messa in condizione di non nuocere ai manovratori, ovviamente).

Comunque vada a finire, la prima uscita pubblica del “candidato di sintesi” ha raggiunto vette ineguagliabili di ironia involontaria: all’ingresso, un grande pannello con la scritta “Nicola Pellicani Sindaco. Cambiamo insieme”; all’interno, i protagonisti del “cambiamento”: una mezza dozzina di assessori comunali uscenti e tutta la nomenklatura del PD locale. Fra le dichiarazioni virgolettate riprese dalla stampa locale (Nuova Venezia del 25 gennaio), questa perla di bravura: “Ho implementato il programma del PD che condivido” (implementato, strano anglicismo che in lingua inglese corrisponde a “ho attuato, realizzato”). Segno di bravura (programma di 80 pagine, già realizzato prima ancora di insediarsi) o atto di sottomissione del candidato “esterno”? A qualche chilometro di distanza (Lido di Venezia) parlava il Senatore Casson, che al PD è formalmente iscritto; molti cittadini e rappresentanti dei comitati spontanei che hanno difeso il territorio in questi mesi, assente la nomenklatura che era invece schierata ad ascoltare l’esterno “designato” (il terzo, dopo Paolo Costa e Giorgio Orsoni). Sono i paradossi del PD locale: il partito ParaDossale.

Nulla di nuovo sotto il sole, ma con una grande e inedita incognita: la società civile stavolta cosa farà? Se ne starà seduta sugli spalti a sgolarsi, dividersi in opposte tifoserie per poi ritrovarsi unanime a brontolare 6 mesi dopo, come da tradizione, o deciderà finalmente di mettersi in gioco, nella consapevolezza che le circostanze stavolta sono diverse e irripetibili? Se rinnovamento deve essere, lo delegherà al partito che da 22 anni ininterrotti governa la città o si farà carico della sua parte di responsabilità? Da questa incognita dipenderà, in larga misura, l’esito di queste elezioni.. che scontato non è, contrariamente a quanto vorrebbero farci credere.

Gruppo25Aprile: i nostri primi 9 mesi.

Venezia, 25 gennaio 2015

Il Gruppo25Aprile ha festeggiato oggi i suoi primi nove mesi di attività, con una riunione interna che ha gettato le basi per i prossimi mesi e qualche solido ponte in direzione di chi si occupa, con pari amore e passione, della città di terraferma. Un Comune che spazia da Campalto a Pellestrina e da Marghera a Burano merita più attenzione alle istanze specifiche del territorio, e con gli amici di Mestre abbiamo avviato un dialogo che nei prossimi mesi verrà intensificato.

VeniceRoofs

Cronologia breve di questi primi 9 mesi di attività:

8 aprile 2014: la nostra prima lettera aperta, pubblicata da la Nuova Venezia.

25 aprile: il nostro “manifesto del 25 aprile”, volantinato in Piazza San Marco e pubblicato dalla stampa locale (Gazzettino, Nuova Venezia e Corriere Veneto).

12 maggio: inaugurato il nostro “contatore” dei residenti in laguna: https://gruppo25aprile.org/quanti-siamo/

14 maggio: adesione alla campagna “Poveglia per tutti” e lettera aperta al Demanio: https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+demanio

16 maggio: risposta del Demanio; al termine dell’asta, il Demanio dichiarerà la non congruità dell’offerta presentata da un gruppo privato, che con 513.000 euro si sarebbe vista attribuire l’isola.

8 giugno: il G25A chiede le dimissioni di Sindaco e Giunta: https://gruppo25aprile.org/?s=dimissioni

13 giugno: dimissioni del Sindaco Orsoni.

11 agosto: creazione del movimento di opinione contro lo scavo del Contorta. In poche settimane, il gruppo facebook appositamente creato raggiunge i 1.300 iscritti: https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

26 agosto: 18.000 firme raccolte contro lo scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/?s=settis

6-7 settembre: quota 32.000, con i banchetti di raccolta firme nei sestieri in occasione della Regata Storica: https://gruppo25aprile.org/2014/09/10/7-settembre-2014-regata-storica-in-tutti-i-sensi/

1-16 Ottobre: elaborazione e presentazione delle nostre osservazioni in sede VIA sul progetto di scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/2014/10/31/valutazione-di-impatto-ambientale-via-le-nostre-osservazioni/

14 novembre: richiesta di INCHIESTA PUBBLICA sull scavo del Contorta; la richiesta è stata accolta il 23 dicembre: https://gruppo25aprile.org/category/duriibanchi-la-battaglia-del-contorta/

22 novembre: la “beffa della Fenice”: https://gruppo25aprile.org/2014/11/25/anteprima-fenice-rassegna-stampa-provvisoria/

25 novembre: adesione all’appello contro la vendita di Villa Hèriot

26 novembre: “dalle proteste alle proposte”, le nostre domande ai candidati Sindaco: https://gruppo25aprile.org/2014/11/26/dalle-proteste-alle-proposte-le-nostre-prime-domande-ai-candidati-sindaco/

30 novembre: incontro con il Senatore Felice Casson: https://gruppo25aprile.org/2014/12/03/il-g25a-incontra-il-senatore-casson/

22 dicembre: la nostra prima cena annuale.

20 gennaio 2015: la Commissione nazionale VIA recepisce molte delle nostre critiche al progetto di scavo del Contorta e invia all’Autorità portuale una richiesta di integrazioni che suona come una sonora bocciatura.

25 gennaio 2015: la riunione in cui abbiamo: deciso il programma di lavoro per i mesi che ci separano dalle elezioni comunali e festeggiato questi primi nove mesi di attività, con la torta della foto.

25aprile9mesi

Chi ha paura delle primarie?

I renziani a Venezia avevano già un candidato Sindaco: Jacopo Molina, renziano della prima ora anzi l’unico renziano DOC quando tutti gli altri nel PD locale erano bersaniani (per convinzione o per opportunismo, a seconda dei casi). Il primo a candidarsi, alla luce del sole e con un programma da “rottamatore” calcato sulla formula del Renzi degli inizi. In politica, lealtà e coerenza non contano: più di ogni altra cosa conta l’opportunismo elettorale e fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. Più sorprendenti le motivazioni con cui la stampa locale spiega l’affannosa ricerca di un (ulteriore) candidato di “maggioranza” quando in lizza ce n’erano già diversi e lo spettrometro copriva tutte le “correnti”: quasi tutte concordi, a partire da oggi, a sostegno di un candidato presentato come “l’anti-Casson” ovvero (si direbbe) maldestramente unite dalla paura di Felice Casson: il candidato anti-corruzione.

Un candidato anti-anti. Perché?

Per favorire questa candidatura tardiva, le primarie “aperte” del centro-sinistra (“aperte” ma non troppo?) sono state rinviate da dicembre a gennaio e poi a febbraio anzi no adesso si faranno a marzo, con un “tempismo” curioso se si considera che la città è commissariata da luglio e sarà rimasta priva di bussola politica per nove mesi. Chi aveva paura delle primarie? Gli stessi che non volevano elezioni anticipate e che spingono per accelerare certe decisioni (come lo scavo del Contorta) prima che a valutarne la congruità siano un Consiglio comunale e un Sindaco eletti?

Felice Casson può piacere o non piacere, ma ci sono alcune qualità che nessuno gli può negare: perseveranza, integrità e rispetto della parola data (quella data agli elettori, anche quando questo lo ha messo in contrasto con il suo partito). Una persona fedele a certi princípi, che proprio per questo potrà non piacere ad alcuni (e ad altri non piace per altri motivi) ma in una città decapitata (e disgustata) dallo scandalo del MoSe rischiava di vincere proprio lui: il candidato “anti-corruzione” per eccellenza. L’alternativa era Jacopo Molina, il rottamatore. Come candidato esterno al partito c’era già Giovanni Pelizzato, proprietario della libreria più antica di Venezia (la Toletta) e facevano tre. Cos’è che non piaceva ad alcuni, in questo scenario? Non erano abbastanza ligi a certi interessi, i tre candidati?

Cos’è che tanto spaventa l’oligarchia locale, al punto di spingerla a calare dall’alto una candidatura incolore, inodore e insapore come quella di un figlio d’arte, segretario generale di una fondazione intitolata al padre e ignoto ai più, con l’eccezione degli addetti ai lavori del “festival della politica” che organizza ogni anno a Mestre con qualche talento da cerimoniere (Maestro delle cerimonie)? Misteri del PD ma un dubbio a questo punto è legittimo: siamo sicuri che la “base” e la città siano disposti a sostenerla, una candidatura nata in questo modo maldestro e con queste caratteristiche?

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/01/20/news/e-deciso-e-nicola-pellicani-l-anti-casson-1.10705080?ref=fbfnv

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