Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Etciù etciù: la democrazia al macello delle Tresse

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo nono.

Venezia, 28 aprile 2016

Tradizione e regolamento comunale vogliono che gli ordini del giorno del Consiglio comunale siano resi noto in anticipo, per permettere ai consiglieri comunali di studiare la materia e alla cittadinanza di essere presente per i punti di maggiore interesse, giusto? Sbagliato! Con pesce d’aprile in ritardo (era il 28 aprile) possono anche piovere dal cielo due mozioni, una sullo scavo delle Tresse (!) e l’altra sui superpoteri da conferire al Sindaco. Marin Starnudo si soffermerà sulla prima, che qui pubblichiamo in anteprima assoluta:

28aprile2016

Analizziamo i “considerati” e il deliberato, presentati direttamente in seduta (per evitare la presenza dei cittadini in aula?) senza alcuna discussione preliminare, perché sono pezzi inauditi di macelleria costituzionale e istituzionale. Da essi apprendiamo che:

  1. “con il voto delle ultime elezioni amministrative è stato chiaro il mandato dei cittadini a favore del progetto Tresse-Vittorio Emanuele”. Come, non ve ne eravate accorti? In effetti, nessuno di noi se ne era accorto ma sulla scheda elettorale del 2015 NON c’erano i simboli dei partiti e della lista Brugnaro, e nemmeno i nomi dei candidati al Consiglio comunale (che vengono eletti senza vincolo di mandato, occorre ricordarlo?) ma una cartografia del nuovo canale che sventrerà l’isola delle Tresse. Per inciso, l’idea di far passare quel canale all’interno dell’isola tagliandola in due è POSTERIORE alle elezioni: fino a quel momento il Sindaco GARANTIVA e spergiurava che il canale c’era già: il Vittorio Emanuele, e che NON c’era bisogno di scavare. Parole sue.
  2. al Governo si chiede di intervenire perché venga realizzato “il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Equivoco numero due: quelle del 2015 NON erano elezioni, bensì un REFERENDUM sullo scavo di un canale che fino ad allora era stato escluso, dal candidato Sindaco in persona. Mannaggia, se l’avessimo saputo saremmo andati a votare in massa! Peccato che alle elezioni amministrative del 2015, per la prima volta nella storia di Venezia, abbia votato meno del 50% degli aventi diritto.. e che l’unico candidato Sindaco ad avere apertamente sposato la causa delle Grandi Navi al primo turno si fosse fermato al 28% dei voti pari ad un sesto del corpo elettorale, raccogliendo il voto di 34.805 cittadini su 211.000 aventi diritto. “Il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Quanti di quelli che hanno votato Brugnaro (la minoranza del corpo elettorale, come abbiamo visto) sapevano di questo progetto, che oltretutto è stato stravolto DOPO le elezioni? Quale sparuta minoranza della minoranza era al corrente del progetto VERO? Vogliamo fare un sondaggio, per appurarlo?

Etciù, etciù: la prossima volta che ci chiedete di andare a votare, di grazia diteci in anticipo se si tratta di elezioni o di referendum, e su cosa stiamo votando. Chiediamo troppo?

Se era un referendum a sorpresa, si può dire che è fallito per mancanza di quorum (vista l’affluenza alle urne). Se invece erano elezioni (quelle del 2015) ne rispettiamo il risultato e allora ripassiamoci pure l’ABC della democrazia rappresentativa:

Che qualunque politicante da strapazzo, generalmente residente in terraferma e magari anche in altra Provincia, possa pretendere di parlare a nome dei “cittadini veneziani” fa parte delle regole del gioco della politica; che ad arrogarsi quel diritto sia un Consiglio comunale che a colpi di maggioranza e di forzature semantiche attribuisce ai cittadini veneziani la scelta di uno scavo che prevede lo sventramento di un’isola, di cui mai si era parlato in campagna elettorale, non è più questione politica ma una caricatura grottesca, che va denunciata come tale.

Quella scelta politica l’ha fatta la maggioranza consiliare? Benissimo, è la differenza fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta; il Consiglio comunale a maggioranza sta esercitando la prima, e non la seconda. Se ne assuma la responsabilità senza giochini puerili (“il progetto scelto dai cittadini veneziani”) che servono solo a gettare fumo negli occhi di chi dovrà compiere le scelte definitive, nelle sedi istituzionali a ciò deputate e con tutte le garanzie che la Legge prevede a tutela della Laguna di Venezia.

Emergenza #bricole: la pazienza ha un limite

Ritorniamo a malincuore sull’emergenza bricole, che denunciamo da mesi e che è stata (meritoriamente) riconosciuta anche dal Prefetto di Venezia nella sua risposta alla lettera inviata il 5 febbraio da una ventina di realtà associative:

https://gruppo25aprile.org/?s=emergenza+%23bricole+Prefetto

Le foto inedite che pubblichiamo sono state scattate oggi 12 aprile, non già in canali remoti o secondari ma in quelli più trafficati, che sono serviti anche dalle linee ACTV. Nella prima che vi proponiamo, la situazione all’altezza di Madonna dell’Orto, dove abbiamo anche recensito due monconi di bricola a pelo d’acqua:

DSC04814Le bricole in condizioni simili nei canali lagunari sono centinaia, e questa è da considerarsi “fortunata” perché ha ancora tre pali, ma per quanto tempo ancora? In data 15 febbraio avevamo inviato una formale diffida al Provveditore interregionale delle Opere Pubbliche e al Ministro delle Infrastrutture che ne è il referente gerarchico. Il primo ci ha risposto in data 23 marzo, e di quella risposta ci eravamo pubblicamente rallegrati perché conteneva impegni e date precise:

https://gruppo25aprile.org/?s=emergenza+%23bricole+la+risposta

In primo luogo, il Provveditore ci rispondeva che con le (poche) risorse residue del bilancio 2014 aveva provveduto alla “sostituzione di 33 gruppi briccola” dislocati lungo i canali più “importanti sul piano della navigazione lagunare in quanto soggetti a traffico intenso ma soprattutto al trasporto pubblico di linea”. Proponiamo quindi una seconda foto scattata questa mattina in quei medesimi canali definiti come prioritari; questa è la situazione uscendo dal Ponte Donà:

DSC04798

In secondo luogo, in risposta alla nostra richiesta di mappatura e quantificazione delle risorse necessarie, il Provveditore scriveva che “si è anzitutto disposto l’aggiornamento del data base briccole in modo da poter estrarre una cartografia generale su scala lagunare (mappatura) che risponda ai requisti richiesti dai firmatari.. è prevedibile che la nuova cartografia possa essere completata e quindi disponibile anche per la pubblica consultazione a partire da venerdì 8 aprile p.v.

L’8 aprile è passato, in data odierna abbiamo quindi chiesto un incontro urgente al Provveditore per fare il punto sulla situazione. A Provveditore e Prefetto, nei limiti delle competenze rispettive, va dato atto di avere almeno accettato un dialogo con la cittadinanza. Del Sindaco in carica non abbiamo notizie, e la cosa ci meraviglia, ma l’occasione per conoscerne il pensiero la avremo forse giovedì 14 aprile in Consiglio comunale, quando verrà finalmente discussa la mozione depositata il 12 dicembre 2015 dai consiglieri comunali Sara Visman, Elena La Rocca e Davide Scano:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=srchatti_3_173&m=1_componenti

Dato che il Sindaco ha pubblicamente rivendicato le competenze che erano del Magistrato alle Acque, poi trasferite al Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche, vorremmo poter essere al suo fianco nella rivendicazione. Al momento non ci sentiamo di farlo perché da parte sua non ci è sembrato affatto di cogliere l’attenzione necessaria: per vedere la questione approdare in Consiglio comunale ci sono voluti 4 mesi, con la stagione primaverile già iniziata e decine di migliaia di imbarcazioni a rischio di collisione con qualche moncone di bricola o con i cosiddetti “coccodrilli” (pali di bricola vaganti).

Se il Sindaco rivendica quelle competenze, sarebbe utile sapere dove intende reperire le risorse economiche necessarie, che superano i 5 milioni di euro per la sola manutenzione (divenuta urgentissima) di quelle che ci ostineremo a chiamare “bricole” con una c sola, anche se nel linguaggio ministeriale sono “briccole” con due c. Sfumature linguistiche a parte, il Ministero delle Infrastrutture a livello nazionale dispone delle risorse economiche per far fronte ai suoi obblighi, e a livello locale dispone delle competenze tecniche e delle risorse umane necessarie (Polizia Lagunare compresa). In attesa che altri ne ereditino eventualmente le competenze, non ci stancheremo di tallonarlo, a costo di rivolgerci alla Magistratura, per evitare che si limiti a rifilare la patata bollente o il cerino acceso ad altri, in attesa di un decreto di trasferimento delle competenze di cui a Roma non vi è traccia, mentre l’emergenza richiede risposte immediate. Da parte del Sindaco ci saremmo invece aspettati un segno di vita, per i motivi indicati nella mozione che verrà discussa giovedì.

Le sedute del Consiglio comunale sono pubbliche; la cittadinanza è invitata a partecipare. Per chi non potrà farlo, è possibile collegarsi alla diretta streaming:

http://streaming.comune.venezia.it/

Ci auguriamo che chi rivendica quelle competenze sia anche in grado di esercitarle e (dettaglio non secondario) di reperire le risorse necessarie. Il Sindaco in Consiglio comunale ci dica come, fermo restando che la sede idonea per un dibattito approfondito è quella della nuova Legge Speciale per Venezia, ed è in quella sede che auspichiamo un impegno unitario di tutti i parlamentari veneziani: la situazione attuale è sotto gli occhi di tutti, e non è un “bel vedere”. Nel balletto delle competenze, a rimetterci sono (come sempre) i cittadini.

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Un pesce d’aprile permanente: la Giunta dei “30.000”

A Luigi Brugnaro potremmo perdonare tutto o quasi tutto se avesse mantenuto una soltanto delle sue promesse elettorali: quella in favore della residenzialità a Venezia. Non che avessimo creduto al suo slogan dei “30.000 nuovi residenti”, ma un’inversione di tendenza almeno la avremmo gradita o come minimo ci saremmo aspettati che nel primo anno di mandato venissero gettate le basi per un’inversione di tendenza, in una città dove questa è la priorità assoluta e in assenza di correttivi il “mercato” si incaricherà di espellere gli ultimi residenti per fare spazio ad un unico, enorme e abnorme “albergo diffuso”. Prima di fare commenti sugli atti concreti di questa Giunta, diamo allora un’occhiata ai numeri dei due contatori, entrambi collegati con l’anagrafe comunale:

  1. il contatore della farmacia Morelli (San Bortolo, la prima foto) segna 55.415 residenti; nove mesi fa erano 56.072, saldo negativo 657. Con involontario senso dell’umorismo o  consapevole gesto scaramantico, il farmacista ha affiancato allo storico contatore due confezioni di “lozione anticaduta” (per i capelli di Brugnaro o per gli abitanti in caduta libera?) offerto a prezzo scontato: il “tricosafe” è compreso nel prezzo come da foto, approfittatene.
  2. il nuovo contatore meritoriamente installato (da Venessia.com) sei giorni fa, in Strada Nuova, riprende invece il criterio che da due anni utilizziamo come Gruppo25aprile (il link figura da sempre in alto a destra sulla nostra pagina) e comprende anche i residenti nelle isole; anch’esso collegato all’anagrafe comunale, corrisponde alla somma dei residenti nelle due Municipalità d’acqua (Venezia insulare e Venezia litorale). Andiamo a vedere cosa dice? Venerdì 25 marzo, giorno di inaugurazione, segnava 83.755 residenti; ci siamo ricollegati oggi con l’anagrafe comunale e il totale delle due Municipalità è già sceso a 83.721 che corrisponde ad altri 34 residenti persi negli ultimi sei giorni. Di questo passo non basterà neanche la lozione anticaduta della farmacia Morelli: nove mesi fa erano 84.738, saldo negativo dell’era Brugnaro 1.017 abitanti e questo dato è ancora più preoccupante perché le isole finora avevano “tenuto”. Il contatore della seconda foto è a sua volta affiancato ad un prodotto da banco che suona come metafora: un fondotinta, perfetto per mascherare (ma per quanto tempo ancora?) l’inconsistenza totale della Giunta Brugnaro e delle sue promesse elettorali.Contatore1Contatore2A Luigi Brugnaro non faremo “pesci d’aprile” domani, per un motivo molto semplice: in città abbiamo già un pesce d’aprile permanente, ed è la Giunta che ci amministra. Una Giunta che finora si è dedicata soltanto alla sua immagine, o per meglio dire a quella di un Sindaco che soffoca qualsiasi idea che non sia funzionale a soddisfare la sua vanità personale, unica molla e unico parametro di giudizio, con i consiglieri comunali ridotti al ruolo di valletti.
  3. Una Giunta che come primissima delibera del Consiglio comunale (presentata come delibera “urgente”!) ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso (da residenziale a turistico) di tre appartamenti in zona centralissima, proprietà di una consigliera comunale della maggioranza che ha direttamente beneficiato della plusvalenza.. ma si era guardata bene dal dirlo: lo abbiamo rivelato noi su questa pagina, poi ripresa dai quotidiani. In quell’occasione, messi in difficoltà dalla stampa quotidiana, giurarono e spergiurarono che sarebbe stato l’ultimo e che alla prima occasione avrebbero fatto ordine nel settore dei cambi d’uso.
  4. Un’occasione per riscattarsi l’hanno avuta due settimane fa, e l’hanno malamente sprecata: bocciando la mozione sulla residenzialità che in commissione consiliare aveva raccolto consensi trasversali, ma una volta approdata in aula è stata misteriosamente sabotata per ordini superiori. Moriremo di cambi di destinazione d’uso, come città? Forse, ma prima di morire come città abbiamo il diritto di togliere la maschera a chi aveva ingannato gli elettori. Per coprirne le crepe non basta il capo di gabinetto che di cognome fa Ceron e non basta più nemmeno il cerone dei finti “tavoli di consultazione”: la storia dei cambi di destinazione d’uso ha aperto gli occhi anche agli ultimi illusi.

18marzo2016

Da parte nostra, intendiamo ritornare sulle proposte che abbiamo presentato per affrontare in modo organico il problema, pronti a migliorarle con il contributo di tutti, ferma restando (lo diciamo da un anno) la necessità di un blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso per permettere alle altre misure di non arrivare (se mai arriveranno) quando ormai è troppo tardi:

https://gruppo25aprile.org/?s=nostre+proposte+casa

NB la primissima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta Brugnaro qual’era stata? Ricordiamolo, tanto per rinfrescarci la memoria e capire che nulla è cambiato, dopo tante vuote promesse di cambiamento:

https://gruppo25aprile.org/?s=immaginiamo+che

Un’ultima annotazione: per giustificare certe capriole, il capogruppo della lista Brugnaro si è pubblicamente lamentato che le opposizioni in consiglio comunale presentano “troppe mozioni”. Gli hanno risposto Davide Scano per il M5S (con le dichiarazioni alla stampa qui riportate, articolo Nuova Venezia del 19 marzo) e il capogruppo PD Andrea Ferrazzi con una lettera che riproduciamo anche noi, perché ognuno possa farsi un’idea degli specchi su cui i consiglieri “fucsia” si arrampicano, a rischio di cadere.

Ferrazzi1Ferrazzi2

I diarii di Marin Starnudo, capitolo IV°: una SpA molto Attiva

Una volta si chiamavano “municipalizzate”, ora si chiamano “partecipate” che in italiano potrebbe anche essere interpretato come imperativo (“cosa aspettate? Partecipate”!). Come poteva una società per azioni chiamata “Attiva” sottrarsi all’imperativo categorico e non essere per l’appunto “attiva” nei lucrativi contratti con le “partecipate” comunali? La Attiva Spa lo è stata, e lo pubblicizza anche nelle immagini che utilizza per promuovere i suoi servizi:

Attiva-insegne-di-esercizio

Nel “portafoglio” di Attiva SpA, come da immagine che prendiamo in prestito dal suo sito ufficiale, ci sono ad esempio la decorazione esterna degli uffici ACTV di Piazzale Roma e la stessa pubblicità sui mezzi ACTV:

http://grandinsegne.it/decorazione-mezzi.aspx

..ma perché mai i Diarii  di Marin Starnudo dovrebbero dar spazio al “portfolio” di una società per azioni? Perché l’azionariato di Attiva SpA è molto particolare: con il 70% delle azioni troviamo infatti la UMANA HOLDING S.P.A. che è lo scrigno del Sindaco, con il 4,88% la UMANA S.P.A e con il 4,78% chi ci troviamo? il Sindaco in persona.

Etciù!

In città corre voce che anche i pannelli pubblicitari che affliggono il ponte di Rialto per finanziarne il restauro siano stati affidati (dal generoso mecenate che realizza i restauri) alla Attiva SpA. Nel portfolio pubblico della attivissima Attiva non se ne vede (per ora) traccia ma il privato mecenate è un privato e si può affidare a chi vuole; alla voce “grandi insegne di esercizio” realizzate dalla Attiva SpA troviamo invece un’altra partecipata (anzi controllata al 100% dal Comune), che tutti conoscono:

http://grandinsegne.it/portfolio.aspx

Attiva-Casinò

Fino a poco tempo fa il Casinò controllato dal Comune era anche lo “sponsor principale” della Reyer (altra proprietà privata del Sindaco, che in teoria non se ne occupa più: anzi se ne occupa talmente poco che ne ha appena licenziato in malo modo l’allenatore) ma in tempi di crisi anche il Casinò deve aver ridotto le spese. Come, siete delusi perché sul sito ufficiale della Reyer il Casinò di Venezia non appare più come sponsor? Non siate tristi, le partecipate partecipano ancora, con l’ACTV (partecipata comunale) nel ruolo di sponsor pagante (con i nostri soldi) della squadra di basket del Sindaco in carica:

http://www.reyer.it/sponsor/

Marin Starnudo non giudica, Marin Starnudo racconta e basta; i suoi Diarii narrano di partecipate comunali che partecipano all’equilibrio economico delle società partecipate o controllate da un privato cittadino che è simultaneamente il Sindaco in carica. Marin Starnudo non giudica, al massimo starnutisce.

I diarii raccontano anche la provenienza della “squadra” che assiste il Sindaco nell’espletamento del suo pubblico incarico, con un Giano bifronte che si ritrova con un piede nelle società del gruppo “Umana” e con l’altro nel gabinetto del Sindaco del Comune che a tali società può elargire concessioni, contratti, autorizzazioni e permessi, senza contare i contratti in essere con le partecipate comunali.

Etciù etciù, doppio starnuto!

Consapevole della pubblicità gratuita che sta facendo a società riconducibili al Sindaco in carica, Marin Starnudo modestamente si attende che il medesimo gli riservi eterna gratitudine e un invito all’inaugurazione della Misericordia, promessa per luglio alla vigilia delle elezioni di giugno ma purtroppo rinviata con delibera di Giunta approvata il 29 dicembre (Sindaco assente, per non “interferire” con il grazioso gesto) di cui Venezia attende la riapertura dal lontano 2009, quando le chiavi vennero affidate proprio al Sindaco in carica che tramite altra società della sua galassia si ritrova adesso nel duplice ruolo di concedente e concessionario.

BrugnaroMisericordiaMeglio fermarci qui, per adesso: se continuassimo con il resto (Abate Zanetti ad esempio) la commistione inestricabile di ruoli e di interessi apparirebbe a molti per quello che è veramente: un nodo gordiano che potrà essere sciolto soltanto con la spada di nuove elezioni – argomento che esula dal compito affidatoci con la stesura di questi Diarii.

Umilmente vostro,

Marin Starnudo

 

#Etciù! Diarii di Marin Starnudo, capitolo III°: FIAT LUX, Tecnika Lumen

Che il Sindaco di Venezia attualmente in carica ami le navi da crociera, è un fatto risaputo e non ci disturba. Che sia anche un loro fornitore, forse era meno risaputo. In anteprima assoluta, i Diarii di Marin Starnudo vi presentano la Tecnika Lumen:

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

“Molte delle nostre creazioni hanno fatto il giro del Mondo a bordo delle migliori navi da Crociera” – recita la pubblicità sulla sua pagina Internet – e a riprova segue una lunga lista di clienti, che comprende tutti i più grandi armatori; quello che la pagina internet non dice, ve lo dirà Marin Starnudo: la Tecnika Lumen è una controllata della Umana SpA*, e Luigi Brugnaro siede nel suo Consiglio di amministrazione.

AttivaSpA

Etciù!

Che il Sindaco in carica ami le navi da crociera non ci disturba: le amiamo anche noi, finché stanno al loro posto che è il mare aperto, ma che le adori al punto da voler raddoppiare la larghezza di un certo canale e sventrare l’isola delle Tresse pur di farle passare in Laguna – essendone al tempo stesso un fornitore tramite la società di cui sopra – è un altro discorso, che giustifica l’interesse di Marin Starnudo** per gli assetti societari della galassia “Umana”.

Per illustrare l’intreccio di interessi che si è venuto a creare con un Sindaco che è anche fornitore dei principali armatori interessati al transito delle Grandi Navi in Laguna, nulla di meglio del sito ufficiale della Tecnika Lumen da cui testualmente riprendiamo la lista che segue:

“Negli anni abbiamo fornito soluzioni di illuminazione – lampade per cabine e aree comuni – a importanti armatori.
Per il settore crocieristico
2001: AIDAvita – 2002: AIDAaura – 2004: FREEDOM I – 2005: FREEDOM II – 2006: FREEDOM II, FREEDOM III – 2007: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS – 2008: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS, ALLURE OF THE SEAS – 2009: ALLURE OF THE SEAS – 2011: QUEEN ELISABETH – 2012: TUI, MSC DIVINA – 2013: MSC PREZIOSA”.

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L’invito di Marin Starnudo?

FIAT LUX: sia fatta luce, sull’intreccio di interessi che pesa sulle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi, in materia di transito delle navi da crociera in Laguna. Alla luce del sole ci si vede meglio, si ragiona meglio e si decide per il meglio, che non sempre coincide con l’interesse dei pochi.

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* Visura camerale marzo 2016: Umana SpA socio di maggioranza con il 63,03%, seguito da altra società direttamente riconducibile al Sindaco Luigi Brugnaro con il 23,53%.

** Marin Starnudo perché? Diciamo subito che si tratta di uno pseudonimo collettivo, perché collettivo è il lavoro di analisi che ne sottende i Diarii. Nel primo capitolo dei suoi Diarii, il nostro Marin si è così presentato:

Marin Starnudo (Marino Starnuto) in omaggio al celebre erudito che nei suoi diarii ci ha consegnato una cronaca quotidiana della vita a Venezia dal 1496 al 1533: Marin Sanudo. Nella definizone che ne dà la Marciana, “fu un attentissimo osservatore e scrupoloso annotatore di tutto quanto accadeva a Venezia e nel mondo allora noto nell’età del Rinascimento, dagli eventi politici alle feste, alle notizie di guerra e alla cronaca nera”.

Ci perdoneranno quindi i lettori se il tono di questi Diarii sarà più leggero. Leggero ma veritiero: questo non è Lercio e non è il Vernacoliere (troppo bravi per essere anche solo imitati): le notizie che contiene sono state verificate e sono vere: la realtà a volte supera la satira, e Venezia sta vivendo uno di quei rari momenti. Quando la realtà supera la satira, perché qualcuno ha perso il senso del ridicolo, noi ci saremo.

Etciù! (risposta: “salute”, perché lo starnuto notoriamente permette di espellere corpi estranei, microbi e altre piccole nefandezze prima che penetrino nel sistema respiratorio e da lì ai polmoni, provocando danni irreparabili).

Al prossimo starnuto, che non tarderà molto: sapete com’è, è la stagione invernale 🙂

Consiglio comunale, Podestà e “Paron de casa”

Consiglio comunale in corso, ore 21. Chi si crede “el Paron de casa” dimentica che l’unico “Paron de casa” accettato dai veneziani è il campanile di San Marco, che le regole di educazione almeno le conosce. La persona che si comporta come padrone di casa conosce le regole dell’educazione? Verifichiamolo in diretta.

Sindaco Brugnaro, arrivato con 4 ore di ritardo, a proposito dell’emergenza smog:

«Quattro ore su sta roba »..  e ancora: «a una certa ora dovrò andare via» (in effetti se n’è poi andato alle 21.38, quando ancora si dovevano votare alcune delle mozioni a lui care).

Sindaco Brugnaro alla consigliera comunale Monica Sambo:

«Sambo, Lei si sta rendendo ridicola e insieme a lei gli amici e i parenti che ha portato».

Brusio del folto pubblico presente (NdR Monica ma quanti parenti hai? Difficile pensare che fossero tutti parenti e amici tuoi!)

Interviene la Presidente del Consiglio comunale (lista Brugnaro), ammonendo il pubblico:

Non usate parole offensive noi non vi stiamo offendendo“. Come no.. si passa al punto successivo all’ordine del giorno: la soppressione di tutte le deleghe alle Municipalità.

Il capogruppo PD Ferrazzi cita Giuseppe Dossetti, sui banchi della maggioranza si nota un frenetico compulsare di tablets, smart phone e i-phones alla ricerca di quel nome sicuramente comunista; il bravo Ferrazzi chiede che venga data la parola al Presidente della Municipalità di Venezia. L’aspirante “Paron de casa” alias Luigi Brugnaro graziosamente lo concede con queste parole rivolte al Presidente Martini:

Fa il tuo intervento e dopo ti va via“.

Gli dà del tu come fa con tutte le persone di sesso maschile (anche quelle che non ha mai visto prima), ne deduciamo che anche Brugnaro abbia molti amici e parenti.

Gli editoriali del Gruppo25Aprile non sono mai firmati, come chi ci legge già sa. Faremo oggi un’eccezione per l’aspirante Paron de casa, in modo che sappia a chi indirizzare eventuali querele intimidatorie.

Aspirante Sior Paron de Casa, una dedica per Lei:

Marin Falier

..perché a Venezia ce n’è già stato uno che si credeva un Monarca, e si chiamava Marin Faliero.

A partire da stasera, per Sua scelta Lei sarà Sindaco e Sindaco della città metropolitana, Presidente di fatto delle 6 Municipalità a cui ha tolto ogni delega, e di non sappiamo quanti consigli di amministrazione, socio di maggioranza in una trentina di società di cui dovrà pure occuparsi ogni tanto, concessionario e concedente in un paio di contratti particolarmente appetitosi, promotore e motore di liste fucsia a Napoli e a Chioggia con mal celate ambizioni nazionali e anche regionali, come ben noto al Presidente della Regione.

In questa smania di potere, c’è tuttavia un ruolo a cui Lei non potrà ambire: quello del “Paron de casa”: non soltanto perché a Venezia nemmeno ci vive ma perché, con tutto rispetto, Lei non ne ha le caratteristiche e nemmeno l’autorevolezza, che è cosa diversa dalla “autorità”. Paron de casa qui non lo sarà mai, nemmeno se in Italia tornassero i “bei tempi” andati e Lei si facesse proclamare Podestà nel senso che il termine ha avuto nel ventennio fascista.

Sappia che a Venezia non troverà soltanto servi per soddisfare ogni Suo capriccio, ma teste pensanti che approveranno o criticheranno le Sue scelte per quello che di buono potranno portare, e non per compiacere Lei o farLe dispetto.

Buon lavoro a Lei nelle Sue molteplici vesti, e buona fortuna alla nostra città.

Cordialmente,

Marco Gasparinetti

Municipalità 25febbraio2016

Post scriptum: chi era Giuseppe Dossetti? Rassicuratevi, non era comunista, il centralismo brugnariano invece è tipico dei regimi comunisti che qualcuno agita come spauracchio, per poi prenderne a prestito i peggiori difetti. Con l’onnipresente color fucsia al posto del rosso..

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Dossetti

GiovanniAndreaMartini

Foto: Nicola Tognon e Giovanni Andrea Martini

Consiglio comunale straordinario 25 febbraio 2016

Veniceland 25 febbraio 2016, ore 19.00

Consiglio comunale straordinario in corso a partire dalle ore 15, dedicato all’emergenza smog. Mozioni presentate già a dicembre, quando era chiaro che il territorio comunale si avviava a sforare per l’11° anno consecutivo i valori limite stabiliti a tutela della salute umana da una direttiva europea. Appello di medici e pediatri, ai primi di febbraio, per sottolineare le conseguenze dell’emergenza sui bambini:

http://www.ordinemedicivenezia.it/news/notizie-medici/citt%C3%A0-come-camere-gas-%C3%A8-emergenza-i-pediatri

Non sono bastati due mesi di intensa riflessione, non sono bastate una prima sentenza della Corte di Giustizia UE, che in passato ha già accertato la violazione, e la seconda procedura di infrazione già pendente; non sono bastate le mozioni, la lettera dei pediatri veneziani e dei medici di famiglia a smuovere il Sindaco in carica dal suo torpore “post prandium” (un lauto e lungo pranzo in un celebre ristorante cittadino): il Sindaco semplicemente non c’era.

In anteprima per i nostri lettori, possiamo soltanto cercare di indovinare le tre ricette del Sindaco nonché Sindaco metropolitano, dato che finora non si è nemmeno fatto vedere:

3scimmie

Arrivato in Consiglio comunale con 4 ore di ritardo, il Sindaco si è poi lamentato con queste parole: “Quattro ore su sta roba ” – laddove “sta roba” sono dati ufficiali ARPAV che per il 2015 indicano questi risultati:

Veneto 2015 PM10_superamenti_VL_giornaliero_2015_1

..e quella che segue è invece la nostra invidiabile posizione nella speciale classifica stilata da “the Economist” sulla base dei dati ufficiali sull’inquinamento da PM10:

Economist

Operazione antidoping, capitolo II°: qualche esempio concreto

Riepilogo del capitolo precedente: 1) la legge (6 luglio 2012 n. 96, all’articolo 13) ha introdotto un tetto alle spese elettorali per i candidati Sindaco, al fine di garantire che quel ruolo non sia riservato soltanto a chi ha molti soldi da spendere per accedere alla carica; per verificare che quel tetto di spesa venga rispettato, esistono obblighi di rendicontazione e un Collegio di garanzia elettorale istituito presso la Corte d’appello; 2)  nel caso di Venezia, il tetto nelle elezioni comunali del 2015 era pari a 336.839 euro (125.000 + 1 euro per ogni elettore); 3) in sede di rendicontazione, il Sindaco eletto ha dichiarato di aver speso complessivamente 315.590,765 euro; 4) come indicato da alcuni organi di stampa, il Collegio di garanzia ha già notificato una serie di contestazioni al Sindaco eletto, che ha 15 giorni di tempo per rispondere. Dalla rendicontazione esaminata, sembrerebbero mancare alcune voci significative e non risultare spese elettorali per il periodo compreso fra il primo e il secondo turno; 5) qualora le spese effettive risultassero superiori a quelle dichiarate e/o superiori al tetto di spesa, il Collegio di garanzia elettorale dispone degli strumenti giuridici e dell’integrità morale per intervenire, come già dimostrato nel caso del consigliere regionale decaduto (nel corso della scorsa legislatura) per inottemperanza agli obblighi di cui sopra (v. note in calce).

torta

Fatta questa premessa, corre l’obbligo di fornire qualche esempio concreto dei motivi che ci hanno portato a sollevare la questione, perché questa non riguarda tanto la persona del candidato Sindaco (chiunque egli sia nel caso di specie) quanto il sistema di regole e garanzie che l’ordinamento si è dato per fare in modo che l’esito delle elezioni sia il risultato del libero convincimento degli elettori e che nel confrontare le opzioni politiche sul tavolo questi non siano eccessivamente condizionati dalla disparità dei mezzi economici a disposizione dei singoli candidati. A titolo puramente esemplificativo, si potrebbe dunque notare quanto segue.

I° le spese non dichiarate per la campagna elettorale effettuata fra il primo e il secondo turno.

A titolo di esempio, possono essere citate le seguenti inizative:

  1. la pedalata fucsia del 7 giugno, con ditribuzione gratuita di magliette e altri gadgets rigorosamente in tinta fucsia;
  2. l’aperitivo fucsia con orchestra dell’8 giugno (alla pescheria di Rialto);
  3. la “merenda fucsia” del 10 giugno al Parco di Villa Querini (mestre) con rinfresco gratuito e distribuzione di magliette in omaggio;
  4. la megafesta del 12 giugno, che ampio risalto ha avuto sugli organi di stampa, con cibo e bevande offerte a tutti i partecipanti (la stampa locale ha parlato di duemila persone), una tensostruttura di grandi dimensioni, un palco con impianto audio come da foto: un lavoro da grandi professionisti, e i professionisti raramente lavorano gratis (quando lo fanno in campagna elettorale, il loro lavoro va comunque considerato come contributo in natura). Riepilogando: cibi e bevande, noleggio e allestimento tendone e palco (quelli delle due foto che seguono), impianto audio, tutto a costo zero?
  5. i compensi per i musicisti e/o per i tecnici del suono, in questa e altre occasioni: tutti volontari a titolo gratuito?
  6. le dodici sedi elettorali attive sul territorio anche in quelle due settimane, di cui riparleremo subito al punto II°.

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struttura palco

II° Le dodici sedi elettorali, non rendicontate.

Che fine hanno fatto le sedi elettorali, nella rendicontazione delle spese del Sindaco eletto? Era la prima domanda che ci siamo posti, dopo aver effettuato l’accesso agli atti (v. capitolo precedente). Dodici sedi, con quello che ne consegue in termini di affitto, bollette e personale (sempre elegante e cortese, come abbiamo potuto constatare in campagna elettorale). Logica suggerisce che i casi siano due: a) tali spese sono comprese in quelle forfettarie, che entro certi limiti non vanno rendicontate; b) i costi relativi sono stati sopportati da terzi (persone fisiche o giuridiche che siano) e in qual caso si tratterebbe di un finanziamento o contributo elettorale, non dichiarato in sede di rendicontazione; il ragionamento vale sia per il valore di mercato dei locali affittati, sia per il personale impiegato.

Non sta a noi trarne conclusioni affrettate, ci limitiamo a pubblicarne qui la lista, corredandola anche di qualche foto:

Sedi elettorali attive nei mesi di maggio e giugno 2015

1) Mestre  (quartier generale, una palazzina intera):

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2) Venezia  (Campo San Tomà) :

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3) Lido (Piazzetta Lepanto):

1268

4) Favaro:

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5) Zelarino:

1546

6) Carpenedo:

2098

7) Chirignago:

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8)  Marghera (quartiere Cita):

PC Cita

9) Gazzera:

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10) Murano (Campo San Bernardo)

PC Murano811 e 12) Altre due sedi elettorali con le stesse caratteristiche risultavano attive (nei mesi di maggio e giugno) in terraferma: una in via Piave a Mestre e l’altra a Marghera Catene (via Catene, vicino alla Chiesa della Salute) di cui non abbiamo trovato traccia nell’iconografia ufficiale della campagna elettorale: forse perché sono due quartieri meno “fotogenici” degli altri?

Tutte le sedi di cui sopra sono rimaste in attività per almeno un mese, e alcune per quasi tre mesi, come si desume dalla data di inaugurazione rispettiva (in ordine cronologico):

29 marzo         Mestre (quartiere generale), Calle del Sale

8 aprile                        Lido, via Lepanto

9 aprile                        Favaro e Zelarino

12 aprile                      Carpenedo

19 aprile                      Venezia, campo S.Tomà

24 aprile                      Chirignago

III° le spese postali, la pubblicità sui mezzi ACTV

A quanto ammontano le spese postali per spedire un mattone come quello della foto? Non lo sappiamo, ma in altri casi (quello dell’ex assessore regionale Isi Coppola) la Corte d’appello ha nominato un perito per quantificare le spese non dichiarate, e nulla vieta di pensare che altrettanto possa fare in questo caso, se lo riterrà utile.

Programma ElettoraleNel caso in cui venga nominato un perito, il medesimo potrebbe approfondire anche un’altra voce di spesa: quella delle affissioni sui vaporetti e sugli autobus ACTV, che tutti abbiamo visto ma non risultano rendicontate, salvo errore da parte nostra.

IV° I rimorchiatori fucsia

Un ultimo esempio per oggi (la lista non finisce qui). Non siamo gente che cerca “il pelo nell’uovo” ma solo esempi macroscopici e questo lo è: l’indimenticabile spettacolo dei rimorchiatori NOVUS, LOURDES, GEMINUS e MARINA MC addobbati di fucsia il 9 maggio, e utilizzati per dimostrare la vicinanza del candidato Sindaco alla nobile causa delle Grandi Navi. Quei quattro rimorchiatori chi li ha pagati? Parliamo dei mezzi, del personale e del carburante utilizzati per solcare il canale Vittorio Emanuele e dichiarare trionfante che “si può tranquillamente passare” (quando nelle condizioni attuali, con 6 metri al massimo di profondità e 50 metri di larghezza, a poterlo solcare sono solo i rimorchiatori ma non le navi da crociera).

Per non andare fuori tema, ci limitiamo a porre il quesito del “chi li ha pagati” perché non sono barche a vela e il carburante che bruciano non è gratis; se il costo della manifestazione (documentata dal video che segue) è stato sopportato da terzi, si tratterebbe di un contributo elettorale in piena regola, che come tale tuttavia non è stato dichiarato, mentre per legge avrebbe dovuto esserlo (per informazioni ulteriori rivolgersi a: Avv. Giorgio Orsoni).

SI Grandi Navi

Conclusione (provvisoria):

Tingere il mondo di fucsia ha un costo (probabilmente superiore a 300.000 euro); noi vorremmo semplicemente sapere qual’è, anche per saperci regolare alle prossime elezioni: vincere una partita di basket con 5 giocatori e un pallone è una cosa, vincerla con 8 giocatori e due palloni (o con due canestri di altezza diseguale: uno a 3,05 metri e l’altro a 7) è altra cosa.. tutto qui. Non è pignoleria ma amore di democrazia e lo diciamo senza toni barricaderi: meglio capirsi in anticipo e applicare tutti le stesse regole del gioco, di modo che sia una gara ad armi pari. Il Sindaco in carica ci perdonerà la metafora, dato che è un appassionato di basket.

Il G25A

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Giurisprudenza/il precedente di Isi Coppola:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/23/spese-elettorali-veneto-i-conti-non-tornano-decadenza-per-consigliere-isi-coppola/1228979/

http://www.ilgazzettino.it/home/maria_luisa_coppola_renzo_marangon_spese_elettorali_sentenza-704855.html

Le fonti normative (tetto di spesa e sanzioni) sono citate in calce al “capitolo” precedente:

Operazione Antidoping, capitolo I°: un plauso alla Corte d’appello

 

Candiani, cabaret con claque

Visti gli applausi scroscianti ricevuti dal numero di cabaret, riteniamo utile riproporre anche qui i pezzi forti dello spettacolino andato in scena al Teatro Candiani di Mestre, l’11 dicembre al 35° minuto e dintorni. Un grazie a Stefano Chiaromanni per la trascrizione e a Francesco Chicco Brunello per il video:

Al 34° minuto parla il Prof. Roberto Stevanato, Presidente del Centro Studi Storici di Mestre; chiede impegni per il Museo di Mestre, atteso da oltre 60 anni.

Risposta del Sindaco, Luigi Brugnaro:

“Adesso… adesso si arrabbia. Cioè il passaggio è questo: che in questa città tutti parlano a nome della città. Stavolta a nome della città parlo io. Lei parla a nome di un’associazione che ha delle legittime… [Stevanato: “A nome di un Gruppo di Associazioni!”] un gruppo di associazioni: sempre pochi. Cioè il problema è che musei in ‘sta città ne abbiamo tanti. Non sono l’uomo delle promesse. Non ho mai promesso niente, neanche in campagna elettorale. Ho promesso sempre lacrime e sangue: e lacrime e sangue saranno, finché non abbiamo trovato i posti di lavoro per i ragazzi. Io devo far ripartire Porto Marghera. Ciò, ce l’ho qua, ce l’ho fissa, capite? Cioè il Museo… abbiamo quanti musei – tu che sei più preciso – 11? 13? 14? Quanti musei gavemo, nostri, già? [voce dal pubblico: “A Mestre zero!”] No, lascia perdere Mestre. E undici musei… Ah… Chi è che ha visto il Klimt? Alzi la mano chi ha visto il Klimt. Dai! Siete anche sinceri! Ti ga visto? Girati! Ti ga visto? Bravo: dove si trova? Cioè abbiamo dei valori straordinari. Sapete a quanto ce l’abbiamo a bilancio il Klimt? Quanti soldi ce l’abbiamo a bilancio storico del Comune di Venezia; è un nostro patrimonio, è un quadro il Klimt, tanto per cominciare, uno dice che cosa è il Klimt, è un quadro, no, no, oh ti xe mato, sta’ fermo, sta’ bon. Ce l’abbiamo… fermo ché te digo mi, te svendi la roba se no sta’ bon… Il Klimt che è un quadro, abbiamo una collezione assurda, tanti xe in magazzin. Un quadro, a valore storico, dai, uno che spara, ecco qua, il professore, lo domando al professore. 92 milioni di euro a valore storico, se lo vendiamo in asta ce ne ciapemo duecento milioni. Interessa il prodotto? De cossa parlemo? Dobbiamo mettere in mano, dobbiamo mettere in mano, dobbiamo conoscere questa città, dobbiamo renderci conto di cosa abbiamo. Sapete cos’ha l’amministrazione comunale? 18.000 immobili, 18.000 immobili. Cioè da far… non possiamo ragionare. Mi dispiace ma devo continuare a dire questo. Non possiamo continuare a ragionare come se fossimo ‘na robetta. Siamo una delle grandi città del mondo ed è in mano vostra adesso, è in mano vostra, certo che dobbiamo pensare a cultura, ma vi sembra che in ‘sto momento qua la priorità che ho è aprire un museo? Dite voialtri: secondo voi… [Stevanato: Se c’era la proposta di aprire il nuovo museo a Venezia… Brugnaro interrompe alzando la voce] Discoteche dobbiamo fare qua! Un palazzetto dello sport! Un campo da calcio, un stadio, quanti anni xe che vol far el stadio. Questi xe i… Quando avevamo la squadra e queo coi schei o ghemo manda’ via, cioè ah che xe il massimo sa. Adesso i vol far el stadio e no ghe xe ea squadra. Ogni volta sempre sul posto sbagliato al momento sbagliato. Adesso bisogna fare il palasport, tanto per dirne una: abbiamo la squadra. [Stevanato: Lasciamo che i reperti vadano sott’acqua?] Adesso parliamo di reperti. Aspetta un attimo. Una cosa per volta.. e ciò, bisogna far confusion. Allora bisogna avere delle priorità. E soprattutto non attendersi delle promesse. Cioè la cosa che tanti non hanno capito è che anche se mi offendono sono sempre e sarò sempre contro l’utero in affitto. Non me ne frega niente. Sono contrario, lo continuerò a dire. Quello che volete. Io dico che ci sono delle priorità nella vita. La nostra priorità in questo momento è trovare le risorse, non come spendere il niente che abbiamo. Cioè dobbiamo guardarci in faccia. Abbiamo montagne di ricchezze che dobbiamo difendere noi. Scusate, mi hanno fatto le domande i giornalisti di quanto bravi sono quei cittadini che sono andati a pulire e io pubblicamente li ringrazio ovviamente: tanti erano anche gente che ci ha votato, abbiamo visto le fotografie, poi quest’associazione ha lanciato il bit, ho visto tanta gente, vuol dire che abbiamo suscitato un certo interesse. La gente, faccio notare stasera, siete stati un’ora a aspettare me in ritardo. Se fossi io mi tirerei dietro le uova da solo“.

uova

Lancio di uova? Giammai, il pubblico che si spellava le mani dagli applausi sembra allenato a ben altro ruolo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Claque

Platea umana, molto Umana. Santo subito? Non ancora, ma è solo una questione di tempo.. e le uova? La tentazione ci sarebbe ma non sprechiamole: con le uova in casa facciamo ottimi dolci, e ai monologhi brugnariani preferiamo altre occupazioni.

Un’unica osservazione, per oggi: nel monologo afferma di aver promesso “lacrime e sangue” in campagna elettorale, nei nostri ricordi invece erano grigliate e spritz, oltre a 30.000 nuovi residenti e tante altre cose. Magari si è confuso con Churchill, perché della sua costosa campagna elettorale noi  conserviamo ben altro ricordo.

Breaking News: Matteo Renzi reagisce al nostro editoriale

Breaking News 10 dicembre: il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita segretissima a Mestre, allertato dal nostro editoriale sulle palle natalizie del Sindaco, alle avances commerciali del medesimo reagisce come documentato da questa foto, scattata nel “salotto buono” di Piazza Ferretto:

AgneseIl nostro inviato speciale a Mestre non è riuscito a intercettare il resto della conversazione: prontamente allontanato da tre agenti in borghese  ha preferito non correre rischi ma è rientrato alla base con sei ore di ritardo (nessuno lo aveva avvertito che il tram Mestre-Venezia funziona come gli umori del Sindaco: a corrente alterna) e per punizione ha dovuto imparare a memoria il Vangelo secondo Luigi, consultabile a questo indirizzo:

Avvento, Natale e Vangelo secondo Luigi

In caso di recidiva tranviaria, verrà altresì costretto a cantare in pubblico l’ultima canzone dei Pitura Stail, vestito da Babbo Natale e senza playback:

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