Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

La frase del mese

Il 19 gennaio avevamo inaugurato una rubrica chiamata “la frase del giorno”; la completiamo oggi con la frase del mese. Eccola:

“Stanno nascendo in città, e li presenteremo la settimana prossima, una decina di Comitati di cittadini, tutti a sostegno della mia candidatura”.

Chi l’ha detto? Il candidato Sindaco Pellicani junior ad Antenna3:

Unanime l’apprezzamento per questo tentativo di rimediare all’impressione di una candidatura calata dall’alto; “una decina di Comitati di cittadini”, in una città in cui i cittadini si fan sempre più rari? Complimenti! Venezia è piccola e le voci corrono in fretta; fra i Comitati spontanei in gestazione già si vocifera che ci saranno per certo:

un CDFP (Comitato Dipendenti Fondazione Pellicani), un CCPP (Comitato Coniuge e Parenti di Pellicani) e un CCBP (Comitato Compagni di Banco di Pellicani). In bocca al lupo alla decina di “Comitati di cittadini” che spontaneamente nasceranno nei prossimi giorni: come i funghi in terraferma dopo le prime piogge d’agosto, o come quelli d’allevamento, amorevolmente accuditi nelle apposite serre?

Della “società civile” abbiamo una concezione diversa, ma ci congratuliamo con l’allevatore di Comitati e con i suoi collaboratori, sperando che i funghi e funghetti siano commestibili, almeno.

Funghid'allevamento

Il nostro registro di voto – gli aggiornamenti

A futura memoria, il nostro registro di voto aggiornato con i sondaggi interni: quelli pubblicati sulla nostra pagina facebook, e riservati agli iscritti.

I) I flussi turistici (aggiornamento 3 settembre 2015)

A proposito di flussi turistici (le due posizioni messe a confronto sulla pagina del gruppo). Siete più d’accordo con:

  1. Adriano Celentano che parla di limiti all’afflusso: 89 voti
  2. Luigi Brugnaro che ne vuole di più, li definisce “selvaggina” da cacciare (in senso commerciale) e si candida ad ospitare anche quelli del Giubileo (intervista a Panorama): 3 voti

II) Il bilancio comunale

Città commissariata, con un Prefetto a cui sono affidati i poteri di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale. Possiamo dire anche noi cosa ne pensiamo delle difficoltà di bilancio, e delle soluzioni prospettate a mezzo stampa? Ticket di ingresso a Venezia nei periodi di punta, una pista da esplorare.. per noi più efficace di quella che propone una Piazza San Marco ad accesso limitato (tornelli) con il rischio concreto di spostare il problema nelle calli vicine e creando discriminazioni di tipo censitario fra visitatori di serie A e serie B.

Ci siamo studiati il precedente della “congestion charge” di Londra. Risultato? Ha dei costi molto elevati ma produce un gettito enorme, perché copre un territorio ampio e i costi di gestione vengono ammortizzati dai ricavi. Chi parla di “programmazione dei flussi” ma non vuole sentir di parlare di ticket di ingresso dovrà affrontarne i costi senza vederne il gettito.. e non sarebbe un grande affare per un bilancio comunale già disastrato. Se invece vogliamo introdurre il concetto di “piazza a pagamento” andranno studiate le numerose esenzioni e in quel caso vorremmo vedere i numeri (costi/benefici), perché uno strumento costoso limitato ad una singola piazza rischia di essere anti-economico senza nemmeno risolvere il problema, che si sposterebbe nelle calli e nei sestieri vicini. Analisi costi/benefici comunque, per valutare i pregi e i difetti delle varie opzioni: è quello che chiederemo come gruppo.

Il voto interno (chiuso il 5 febbraio 2015):

 Al bilancio comunale mancano 60 milioni di euro, per l’anno in corso. Il carnevale a Venezia dura 3 settimane e porta una media di 600.000 presenze (90 milioni di euro, il giro d’affari previsto per quest’anno). Se foste il Commissario Zappalorto cosa fareste?

  1. “Introdurrei un ticket di ingresso a Venezia per il periodo di Carnevale”: 62 voti “
  2. Riaprirei il fascicolo casinò, mandando a casa tutta la dirigenza attuale”: 33 voti “
  3. Rinuncerei allo stipendio aggiuntivo dato che già mi pagano come Prefetto”: 25 voti.

Restare “come d’autunno sugli alberi le foglie”, o preparare insieme una nuova Primavera?

Popolazione residente nel Comune di Venezia al 2 febbraio 2015: 264.934 persone (meno 193, rispetto al 31 dicembre). Popolazione residente nella Municipalità di Venezia Murano Burano: 64.351 persone (meno 68, al ritmo di due residenti al giorno: meno 441 negli ultimi 6 mesi), di cui poco più di 50.000 nei sestieri storici e gli altri nelle isole (Giudecca compresa). Popolazione in calo, a Mestre come a Venezia. Una tendenza che per la terraferma è recente, mentre nella città d’acqua si protrae da decenni e conta decine di migliaia di “esodati”: pendolari che ogni mattina vediamo arrivare a Piazzale Roma, pensionati a Marghera o espatriati altrove. Non ripeteremo qui i dati, che sono arci-noti, perché è ora di guardare al futuro e costruirlo insieme, imparando (quando serve) dagli errori del passato.

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” – parafrasando Ungaretti? Noi non ci stiamo, e lo diciamo da mesi. Lo diciamo dal 25 aprile dell’anno scorso, quando nella nostra prima lettera aperta abbiamo confrontato i dati attuali con quelli post-epidemie di peste e ci siamo chiesti cosa abbia fatto di male questa città, per svuotarsi allo stesso ritmo con cui in città affluivano miliardi di euro destinati a mega-opere non richieste mentre per la manutenzione ordinaria, l’artigianato e l’edilizia popolare non si trova un soldo.

Le elezioni si avvicinano e su questo tema ritorneremo ancora, ma l’autunno non fa per noi. Quello che proponiamo è una primavera veneziana e a chi ancora ama questa città proponiamo un patto, una coalizione alla luce del sole, senza pregiudiziali ideologiche, per i prossimi 5 anni: un patto per Venezia. Cosa chiediamo?

  1. Ai candidati Sindaco non chiederemo se sono di destra o di sinistra, perché lo scandalo del MoSe ha dimostrato che, quando si trattava di pigliare quattrini, quella era solo una facciata per i gonzi: ai candidati Sindaco chiederemo invece cosa intendono fare in concreto per invertire la tendenza all’esodo, che sta spopolando Venezia.
  2. Ai candidati Sindaco non chiederemo se sono nati a Chioggia o a San Donà di Piave, a Cannaregio o a Chirignago, ma come intendano impegnarsi su un obiettivo realistico che vogliamo fin d’ora quantificare: 1.000 residenti in più ogni anno per i prossimi 5 anni, utilizzando il patrimonio edilizio esistente; vogliamo provarci? Dal 2001 a oggi ne abbiamo persi 9.000 senza distruggere case o palazzi, il che vuol dire che le case ci sono; per cominciare, al futuro Sindaco chiederemo anche cose “banali” come gli allacciamenti fognari che mancano per la consegna degli appartamenti alle Conterie, ennesima presa in giro di una classe politica che aveva vinto le elezioni del 2010 con la promessa di “5.000 nuovi alloggi per il social housing” e ne ha consegnati (forse) un centinaio, mentre l’ex caserma Manin è diventata foresteria e del progetto “Conterie” si è visto (finora) soltanto l’ennesimo albergo – tanto per fare un piccolo esempio.
  3. Ai candidati Sindaco non chiederemo di trastullarci con una futuribile città metropolitana che secondo alcuni si estenderebbe fino a Treviso e Padova, ma di garantire innanzitutto che la città capoluogo abbia un futuro, e non ci accontenteremo di chiacchiere: al prossimo Sindaco chiediamo fin d’ora il blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso a tutela della residenzialità nei sestieri, e l’impegno ad attuarlo nei primi 3 mesi dall’insediamento; ai candidati Sindaco chiediamo misure concrete per i negozi di vicinato che, a Venezia come a Mestre, stanno chiudendo i battenti, per la cantieristica minore e per le attività artigianali che rischiano di scomparire impoverendoci non solo materialmente ma anche per la cultura unica al mondo che rappresentano.
  4. Ai candidati Sindaco non chiederemo a quale corrente PD o PDL appartengono, ma quali posti di lavoro di qualità sia possibile creare a Venezia, sfruttando l’enorme potenziale dell’Arsenale che per secoli ne è stato il cuore produttivo, e quello di un Parco della Laguna nord che non può diventare un museo aperto pieno di vincoli decisi altrove, ma un luogo vivo i cui residenti devono poter circolare con le loro imbarcazioni e poter offrire qualcosa di diverso dal turismo di massa che ha rovinato Venezia: un turismo di qualità con una nuova categoria di licenze per il trasporto acqueo di persone, all’interno del costituendo Parco della Laguna i cui regolamenti attuativi devono essere adottati nei prossimi mesi, e nel cui ambito potranno essere favorite nuove attività portatrici di lavoro per chi la conosce e la rispetta, la nostra Laguna.
  5. Ai candidati Sindaco non chiederemo di autorizzare nuovi alberghi in sestieri che ne sono già saturi, ma di incentivare un turismo diffuso e di qualità che crei ricchezza in tutto il territorio comunale, Mestre compresa, alleggerendo la pressione sui sestieri; ai candidati Sindaco non chiederemo miracoli ma impegni concreti, come quello di evitare che Palazzo Zorzi (sede UNESCO) si trasformi nell’ennesimo albergo.
  6. Chiediamo troppo? Ai candidati Sindaco chiediamo semplicemente che bambini come quelli della foto, nati in uno dei luoghi più belli del mondo, possano crescere, studiare e sorridere nell’ambiente dove sono nati e non siano un giorno costretti a lasciarlo per mancanza di case, di servizi e di opportunità lavorative, come tanti di quelli che li hanno preceduti. Lo facciamo per loro, perché possano vedere e vivere quello che abbiamo visto noi, quindi saremo battaglieri come chiunque ami veramente i propri figli.. e dato che a Venezia ci lega un rapporto di amore, saremo appassionati come sa esserlo chi difende la Donna amata. Lo faremo con il cuore e con la testa, come abbiamo fatto da queste pagine in questi primi nove mesi, anche se non ci firmeremo più “Gruppo25aprile” perché vogliamo creare una coalizione più ampia, dove non contano i marchi o l’orticello da difendere ma gli obiettivi comuni che solo una coalizione più ampia potrà conseguire, in vista di elezioni che si annunciano incerte quanto decisive, tanto per il futuro di Venezia e delle sue isole quanto per quello di Mestre e Marghera, che non sono realtà omogenee.
  7. Al candidato Sindaco che ci dimostrerà di meritarlo, offriremo un patto alla luce del sole basato sulle cose da fare nei prossimi cinque anni, e se fra quelli che la Politica propone o impone non lo dovessimo proprio trovare, siamo pronti a candidare uno (una) di noi. I partiti sono avvertiti.. e a partire dai prossimi giorni utilizzeremo una nuova pagina Internet, che si occuperà prevalentemente di elezioni. Chi lo vorrà potrà seguirci e leggere le nostre proposte, su quella pagina che sarà attiva già da domani,  a questo indirizzo:

http://liberavenezia.org/

Nata a Venezia

Marco Gasparinetti (coordinatore)

25aprile2015@gmail.com

Risposta in italiano, allo “storytelling metropolitano”.

Estratto del programma elettorale del candidato Sindaco appoggiato da 99 correnti su 100 (il conto preciso delle correnti PD che si moltiplicano per partenogenesi compulsiva non lo ha mai fatto nessuno, ma i numeri più o meno sono quelli):

attuare una politica aggressiva di storytelling metropolitano abbinato a politiche di marketing urbano”.

“costruire almeno due hub lagunari per il trasporto di persone, dopo un confronto con la città e in stretto rapporto con i DUC”.

Un programma infarcito di marketing, hubs  e “quartieri metropolitani” in una città d’acqua che a noi piace ancora pensare in termini di sestieri e isole, unita da un ponte a Mestre e Marghera, Campalto e Chirignago? Cosa c’entra con noi, un candidato come quello? Uno che dall’alto della sua fondazione propone ricette infarcite di anglicismi pensando di impressionare il “popolino”? Questo gruppo parla inglese e lo maneggia anche bene ma preferisce dire “pane al pane, vino al vino” e ieri ha diramato (in italiano) il seguente:

Comunicato stampa del Gruppo25Aprile, con riferimento alle prossime elezioni comunali

Il Gruppo25Aprile accoglie con interesse e soddisfazione il comunicato stampa di Giovanni Pelizzato, candidato indipendente alle primarie del centro-sinistra, che sembra creare le condizioni per l’avvio di un percorso comune o comunque complementare, al di fuori dei recinti di partito.

Per l’evoluzione che hanno subito negli ultimi giorni, e alla luce dei programmi resi pubblici da alcuni candidati, le primarie rischiano di essere una gabbia per chi, candidandosi e sottoscrivendo quelle regole, si impegna a sostenere un candidato vincente che potrebbe essere portatore di una visione di città incompatibile e inconciliabile con la nostra: ad esempio, quella della PA-TRE-VE e dei “quartieri metropolitani” (in una città che è fatta invece di isole e sestieri) che pretende di omologare Venezia ad una qualsiasi altra realtà, e che ad ogni riga tradisce un approccio dirigista, centralista e sordo alle esigenze specifiche del territorio: quella del candidato Pellicani.

Le primarie sono importanti e non intendiamo disconoscerne l’importanza, ma un “non candidato” alle primarie avrà una libertà che i candidati perdenti non potranno avere e Venezia ne avrà bisogno, di voci libere. Quali scenari, in concreto?

  1. Insieme con altre realtà associative, il G25A è pronto a raccogliere la sfida e ad apportare sostegno esterno al candidato Sindaco che saprà interpretare le esigenze reali e concrete dei cittadini, impegnandosi su alcuni punti precisi, con un patto elettorale alla luce del sole.
  2. Se un candidato Sindaco con queste caratteristiche non dovesse emergere (dalle primarie del centro-sinistra o dalle altre formazioni politiche che ancora devono scegliere il loro), il G25A è pronto a contribuire alla formazione di una lista civica con un suo candidato Sindaco che sarà donna, in risposta all’incapacità del PD locale di indicare una candidatura femminile, fra i tanti nomi (tutti maschili) che hanno affollato la ridda che ha portato alle sue primarie.

In entrambi i casi, sarà una lista “trasversale” (e quindi rappresentativa) dal punto di vista anagrafico, sociale e territoriale, perché questo Comune si compone di realtà profondamente diverse e complementari, che non vanno usate “le une contro le altre” ma riconosciute come tali e messe in condizione di lavorare insieme per produrre soluzioni condivise.

Lista civica e non lista civetta: lista “civica” (da cives, cittadini) non è un politico di professione che si circonda di quattro portaborse sconosciuti ai più per presentarsi come il “nuovo”, o come stampella di un partito tradizionale, ma una lista capace di rappresentare la Venezia che lavora e produce (idee e manufatti, servizi e cultura) e non solo quella che vive di politica o di finanziamenti pubblici.

Una lista che non porterà il nostro nome perché il G25A rimarrà movimento di opinione, aperto e pluralista, ma alla quale forniremo candidati e supporto organizzativo (raccolta firme). Il G25A ne discuterà al suo interno con l’obiettivo di presentare i propri candidati il primo marzo (Anno Nuovo, more veneto) e chiama fin d’ora a raccolta le energie vive di Mestre, di Venezia e delle sue isole per avviare un percorso condiviso.

Venezia, 29 gennaio 2015

Il nostro registro di voto

Il Gruppo25Aprile non è un’entità virtuale: siamo persone in carne ed ossa, ci riuniamo regolarmente e a volte votiamo. Il nostro registro di voto viene utilizzato a fini interni ma abbiamo deciso di renderlo pubblico perché può dare qualche indicazione anche a chi ci segue su queste pagine, senza avere formalmente aderito al Gruppo.

Un dato su tutti, in vista delle primarie che si avvicinano. Abbiamo chiesto agli iscritti di rispondere (con voto palese e nominativo) a questa domanda: “Come gruppo stiamo preparando una lista di domande per i candidati Sindaco, e alcuni li vorremmo anche incontrare, per parlarne a voce. Voi chi vorreste incontrare, fra i candidati probabili?” Risultato: in cima alle preferenze figura Felice Casson con 53 voti, in coda Nicola Pellicani, con zero voti. (fra i due, ad una certa distanza ma con un buon risultato, i candidati del M5S e la “non candidata” della Lega: Francesca Zaccariotto). Pochi, tanti? Siamo un movimento di opinione e come in tutti i movimenti di opinione, il voto interno del “direttivo” informale (gli attivisti) è solo la punta dell’iceberg.

A questo punto, la domanda che sorge spontanea è: se le primarie del centro-sinistra le vincesse Pellicani, che nel voto interno ha ricevuto zero preferenze, il Gruppo cosa farebbe?

Si tratta di uno scenario che abbiamo discusso in riunione il 25 gennaio, e siamo pronti a quell’eventualità, anche se crediamo di poter contribuire ad evitarla. Come? Chi ci segue su queste pagine lo capirà presto; nel frattempo troverà qui in calce il risultato del voto che rappresenta anche il “mandato” all’interno del quale il suo portavoce si muoverà, nei prossimi giorni.

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Registro di voto Gruppo25Aprile

  • Scavo del Canale Contorta

Votanti: 87

Scavo Contorta SI: zero voti

Scavo Contorta NO : 87 voti.

  • Pubblicazione lettera da Londra (« restituite le chiavi »)

Votanti : 46

Sfavorevoli alla pubblicazione : zero voti

Favorevoli alla pubblicazione con tagli : zero voti

Favorevoli alla pubblicazione integrale senza commenti : 14 voti

Favorevoli alla pubblicazione con « endorsement » iniziale : 32 voti.

  • Dimissioni di Paolo Costa

Votanti : 82

Favorevoli alla richiesta di dimissioni immediate: 74

Vada in pensione (ne ha già tre) e si occupi dei nipotini : 8

Rimanga al suo posto : zero voti.

  • Quali candidati Sindaco vogliamo incontrare ?

Felice Casson : 53 voti

Elena La Rocca : 38

Davide Scano : 26

Francesca Zaccariotto : 22

Jacopo Molina : 17

Enrico Zanetti : 6

Nicola Pellicani: zero voti.

Questione di lungimiranza

La citazione del giorno:

“Venezia senza residenti non è appetibile per i turisti. Per proteggere i loro investimenti, i titolari degli interessi economici che controllano Venezia hanno interesse a sostenere politiche che rendano Venezia vivibile per i veneziani”.

“A Venice without residents is not desirable to tourists. To protect their investment, the commercial interests that control much of Venice will eventually have to support policies that keep Venice habitable for Venetians”.

A scriverlo non è un veneziano, ma qualcuno che conosce bene il “business” del turismo sostenibile:

http://www.ogvenice.com/blog/fight-or-flight-the-venice-residents-conundrum-and-why-it-matters-to-everyone

Questione di buon senso e di lungimiranza: quella che a volte manca, in Italia. Ben vengano allora gli incoraggiamenti dall’estero, quando sono lucidi e argomentati come quelli di questo articolo.

Il ParaDosso del PD, e l’incognita della società civile

Vox populi a Tessera (VE), 26 gennaio 2015. Pubblicare la foto di questa scritta non significa condividerne i contenuti, ma semplicemente esercitare il diritto di cronaca per porsi una domanda, in vista delle elezioni: se il PD locale viene percepito in questo modo da una parte della popolazione, con una forzatura dialettica che comunque esprime la rabbia incosciente di chi ha vergato queste parole in un’area ben sorvegliata dalla telecamere (quella dell’aeroporto), cosa c’è che non torna, nell’immagine di un Partito che si definisce Democratico e quindi per essenza antitetico rispetto all’epiteto della scritta?

20150126_104820Il PD governa il Comune di  Venezia, direttamente o per interposta persona, dal 1993. Non proveremo qui a fare un bilancio di questi 22 anni di governo, ma ci limiteremo a dire che in questo periodo non c’è stata nomina o promozione, ai vertici della macchina comunale e delle numerose partecipate (le ex “municipalizzate”) su cui questo partito non abbia avuto un “diritto di riguardo” – per usare un gentile eufemismo – a volte trattando le nomine con gli altri partiti della coalizione (e a volte anche con l’opposizione, con il premio di consolazione rappresentato da qualche impiego ben retribuito al Casinò), a volte con un Sindaco “esterno” al partito ma pur sempre “dipendente” dai voti del PD in Consiglio comunale.

Nel bene e nel male, di quanto fatto e di quanto non fatto a Venezia negli ultimi 22 anni il partito porta una certa responsabilità e della situazione di bilancio che lascerà in eredità al prossimo Sindaco porta una responsabilità schiacciante, comunque si voglia esaminare la questione: se il bilancio disastrato è colpa del patto di stabilità con il Governo centrale, perché quel governo “sordo” è comunque targato PD e si fregia di due sottosegretari veneziani all’economia; se invece è il risultato di scelte sbagliate o clientelari a livello locale, in quelle scelte il PD ha avuto un ruolo preponderante.

Come uscirne, garantendo il necessario rinnovamento? Fino a poche settimane fa, le “primarie” più volte rinviate (e già questo dovrebbe fare riflettere) vedevano in campo 6 contendenti potenziali, fra cui un candidato esterno al partito e due che (pur essendo iscritti al partito) si presentavano all’insegna della “discontinuità” con l’amministrazione uscente (quella commissariata a seguito dello scandalo del MoSe). Una candidatura renziana (di un renziano della primissima ora) e una candidatura all’insegna della legalità: quella del Senatore Felice Casson che aveva (invano) chiesto elezioni anticipate per evitare alla città l’agonia di un commissariamento lungo un anno, in cui i “poteri forti” non avrebbero (e non hanno) trovato nessun contrappeso politico e avrebbero (hanno) approfittato della situazione per “spingere” alcuni costosi progetti a loro cari, come ad esempio lo scavo del Contorta. In queste primarie, che si dicono “aperte”, partecipa anche un candidato della società civile: Giovanni Pelizzato, proprietario della libreria più antica di Venezia (la Toletta) e neo-eletto Presidente regionale della ALI (Associazione Librai Italiani).

Tre candidature nel segno della (necessaria) rottura con il passato: un passato dominato dai finanziamenti di un’oligarchia di imprese e faccendieri che, mentre il Consiglio comunale dibatteva delle cose più disparate, si occupavano delle cose “serie”: quelle che gonfiano il portafoglio (il loro e accessoriamente, come abbiamo appreso, quello di alcuni politici e funzionari conniventi o compiacenti) grazie ai finanziamenti dell’ignaro contribuente italiano e a strani meccanismi denominati “aggio”, “concessionario unico” et similia. Mentre i pochi si arricchivano, Venezia perdeva altri 4.000 residenti (dal 2010 a oggi) e per la prima volta cominciava a perdere abitanti anche Mestre, con la crisi del commercio di vicinato (sacrificato sull’altare dei grandi centri commerciali) e altri effetti collaterali su cui ritorneremo, nelle prossime settimane.

In questi lunghi mesi, la società civile si è trovata a svolgere un ruolo di “supplenza” inaspettata e ha saputo sorprendere la classe politica a più riprese: opponendosi ad alcune alienazioni immobiliari (l’isola di Poveglia, villa Heriot) e creando una mobilitazione senza precedenti quando, in reazione al “blitz” agostano dell’Autorità portuale, ha creato in brevissimo tempo un movimento di opinione inedito e trasversale per difendere la Laguna di Venezia dall’ennesimo scempio.

Tradizionalmente, a Venezia, la società civile dimostra una grande capacità di mobilitazione sulle singole battaglie ma alla fine dei conti, quando si tratta di votare, preferisce “delegare” la politica ai partiti, fingendo di non sapere che ogni problema nasce da un contesto e quel contesto lo determina la politica: con gli strumenti di pianificazione territoriale, le scelte di bilancio e quelle edilizie, con le nomine negli enti che contano e nella macchina comunale che gestisce gli aspetti pratici del vivere quotidiano. Stavolta poteva/potrebbe essere diverso, perché quel meccanismo di delega in bianco si è inceppato.

Cos’è che non piaceva ad alcuni, in questo scenario? Non erano abbastanza ligi a certi interessi, i tre candidati di cui sopra? Sta di fatto che l’apparato del PD si è affannosamente messo alla ricerca dell’ennesimo candidato esterno ma politico (come lo erano stati Paolo Costa e Giorgio Orsoni) da presentare come candidato “di sintesi” (fra chi e cosa? o fra chi e chi?) artificialmente individuato nella figura del segretario generale di una fondazione principalmente nota per l’organizzazione di un “festival della politica” a Mestre. Che il tentativo sia riuscito, in apparenza almeno, lo dimostra l’impressionante sfilza di correnti che si sono prontamente schierate con il candidato di sintesi (errata corrige: le correnti nel PD non esistono, come non esistono le nomine pilotate e gli appalti teleguidati – ci scusiamo quindi per questo involontario refuso). Fossimo al posto del candidato esterno (quello vero: Giovanni Pelizzato, uomo libero e di grande cultura) ci chiederemmo, a questo punto, se i giochi non siano già fatti e decisi a tavolino, e se sia il caso di prestarsi a fare da “foglia di fico” per permettere al Partito di affermare che le primarie erano “aperte” alla società civile (opportunamente confinata in un angolo e messa in condizione di non nuocere ai manovratori, ovviamente).

Comunque vada a finire, la prima uscita pubblica del “candidato di sintesi” ha raggiunto vette ineguagliabili di ironia involontaria: all’ingresso, un grande pannello con la scritta “Nicola Pellicani Sindaco. Cambiamo insieme”; all’interno, i protagonisti del “cambiamento”: una mezza dozzina di assessori comunali uscenti e tutta la nomenklatura del PD locale. Fra le dichiarazioni virgolettate riprese dalla stampa locale (Nuova Venezia del 25 gennaio), questa perla di bravura: “Ho implementato il programma del PD che condivido” (implementato, strano anglicismo che in lingua inglese corrisponde a “ho attuato, realizzato”). Segno di bravura (programma di 80 pagine, già realizzato prima ancora di insediarsi) o atto di sottomissione del candidato “esterno”? A qualche chilometro di distanza (Lido di Venezia) parlava il Senatore Casson, che al PD è formalmente iscritto; molti cittadini e rappresentanti dei comitati spontanei che hanno difeso il territorio in questi mesi, assente la nomenklatura che era invece schierata ad ascoltare l’esterno “designato” (il terzo, dopo Paolo Costa e Giorgio Orsoni). Sono i paradossi del PD locale: il partito ParaDossale.

Nulla di nuovo sotto il sole, ma con una grande e inedita incognita: la società civile stavolta cosa farà? Se ne starà seduta sugli spalti a sgolarsi, dividersi in opposte tifoserie per poi ritrovarsi unanime a brontolare 6 mesi dopo, come da tradizione, o deciderà finalmente di mettersi in gioco, nella consapevolezza che le circostanze stavolta sono diverse e irripetibili? Se rinnovamento deve essere, lo delegherà al partito che da 22 anni ininterrotti governa la città o si farà carico della sua parte di responsabilità? Da questa incognita dipenderà, in larga misura, l’esito di queste elezioni.. che scontato non è, contrariamente a quanto vorrebbero farci credere.

Gruppo25Aprile: i nostri primi 9 mesi.

Venezia, 25 gennaio 2015

Il Gruppo25Aprile ha festeggiato oggi i suoi primi nove mesi di attività, con una riunione interna che ha gettato le basi per i prossimi mesi e qualche solido ponte in direzione di chi si occupa, con pari amore e passione, della città di terraferma. Un Comune che spazia da Campalto a Pellestrina e da Marghera a Burano merita più attenzione alle istanze specifiche del territorio, e con gli amici di Mestre abbiamo avviato un dialogo che nei prossimi mesi verrà intensificato.

VeniceRoofs

Cronologia breve di questi primi 9 mesi di attività:

8 aprile 2014: la nostra prima lettera aperta, pubblicata da la Nuova Venezia.

25 aprile: il nostro “manifesto del 25 aprile”, volantinato in Piazza San Marco e pubblicato dalla stampa locale (Gazzettino, Nuova Venezia e Corriere Veneto).

12 maggio: inaugurato il nostro “contatore” dei residenti in laguna: https://gruppo25aprile.org/quanti-siamo/

14 maggio: adesione alla campagna “Poveglia per tutti” e lettera aperta al Demanio: https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+demanio

16 maggio: risposta del Demanio; al termine dell’asta, il Demanio dichiarerà la non congruità dell’offerta presentata da un gruppo privato, che con 513.000 euro si sarebbe vista attribuire l’isola.

8 giugno: il G25A chiede le dimissioni di Sindaco e Giunta: https://gruppo25aprile.org/?s=dimissioni

13 giugno: dimissioni del Sindaco Orsoni.

11 agosto: creazione del movimento di opinione contro lo scavo del Contorta. In poche settimane, il gruppo facebook appositamente creato raggiunge i 1.300 iscritti: https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

26 agosto: 18.000 firme raccolte contro lo scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/?s=settis

6-7 settembre: quota 32.000, con i banchetti di raccolta firme nei sestieri in occasione della Regata Storica: https://gruppo25aprile.org/2014/09/10/7-settembre-2014-regata-storica-in-tutti-i-sensi/

1-16 Ottobre: elaborazione e presentazione delle nostre osservazioni in sede VIA sul progetto di scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/2014/10/31/valutazione-di-impatto-ambientale-via-le-nostre-osservazioni/

14 novembre: richiesta di INCHIESTA PUBBLICA sull scavo del Contorta; la richiesta è stata accolta il 23 dicembre: https://gruppo25aprile.org/category/duriibanchi-la-battaglia-del-contorta/

22 novembre: la “beffa della Fenice”: https://gruppo25aprile.org/2014/11/25/anteprima-fenice-rassegna-stampa-provvisoria/

25 novembre: adesione all’appello contro la vendita di Villa Hèriot

26 novembre: “dalle proteste alle proposte”, le nostre domande ai candidati Sindaco: https://gruppo25aprile.org/2014/11/26/dalle-proteste-alle-proposte-le-nostre-prime-domande-ai-candidati-sindaco/

30 novembre: incontro con il Senatore Felice Casson: https://gruppo25aprile.org/2014/12/03/il-g25a-incontra-il-senatore-casson/

22 dicembre: la nostra prima cena annuale.

20 gennaio 2015: la Commissione nazionale VIA recepisce molte delle nostre critiche al progetto di scavo del Contorta e invia all’Autorità portuale una richiesta di integrazioni che suona come una sonora bocciatura.

25 gennaio 2015: la riunione in cui abbiamo: deciso il programma di lavoro per i mesi che ci separano dalle elezioni comunali e festeggiato questi primi nove mesi di attività, con la torta della foto.

25aprile9mesi

Chi ha paura delle primarie?

I renziani a Venezia avevano già un candidato Sindaco: Jacopo Molina, renziano della prima ora anzi l’unico renziano DOC quando tutti gli altri nel PD locale erano bersaniani (per convinzione o per opportunismo, a seconda dei casi). Il primo a candidarsi, alla luce del sole e con un programma da “rottamatore” calcato sulla formula del Renzi degli inizi. In politica, lealtà e coerenza non contano: più di ogni altra cosa conta l’opportunismo elettorale e fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. Più sorprendenti le motivazioni con cui la stampa locale spiega l’affannosa ricerca di un (ulteriore) candidato di “maggioranza” quando in lizza ce n’erano già diversi e lo spettrometro copriva tutte le “correnti”: quasi tutte concordi, a partire da oggi, a sostegno di un candidato presentato come “l’anti-Casson” ovvero (si direbbe) maldestramente unite dalla paura di Felice Casson: il candidato anti-corruzione.

Un candidato anti-anti. Perché?

Per favorire questa candidatura tardiva, le primarie “aperte” del centro-sinistra (“aperte” ma non troppo?) sono state rinviate da dicembre a gennaio e poi a febbraio anzi no adesso si faranno a marzo, con un “tempismo” curioso se si considera che la città è commissariata da luglio e sarà rimasta priva di bussola politica per nove mesi. Chi aveva paura delle primarie? Gli stessi che non volevano elezioni anticipate e che spingono per accelerare certe decisioni (come lo scavo del Contorta) prima che a valutarne la congruità siano un Consiglio comunale e un Sindaco eletti?

Felice Casson può piacere o non piacere, ma ci sono alcune qualità che nessuno gli può negare: perseveranza, integrità e rispetto della parola data (quella data agli elettori, anche quando questo lo ha messo in contrasto con il suo partito). Una persona fedele a certi princípi, che proprio per questo potrà non piacere ad alcuni (e ad altri non piace per altri motivi) ma in una città decapitata (e disgustata) dallo scandalo del MoSe rischiava di vincere proprio lui: il candidato “anti-corruzione” per eccellenza. L’alternativa era Jacopo Molina, il rottamatore. Come candidato esterno al partito c’era già Giovanni Pelizzato, proprietario della libreria più antica di Venezia (la Toletta) e facevano tre. Cos’è che non piaceva ad alcuni, in questo scenario? Non erano abbastanza ligi a certi interessi, i tre candidati?

Cos’è che tanto spaventa l’oligarchia locale, al punto di spingerla a calare dall’alto una candidatura incolore, inodore e insapore come quella di un figlio d’arte, segretario generale di una fondazione intitolata al padre e ignoto ai più, con l’eccezione degli addetti ai lavori del “festival della politica” che organizza ogni anno a Mestre con qualche talento da cerimoniere (Maestro delle cerimonie)? Misteri del PD ma un dubbio a questo punto è legittimo: siamo sicuri che la “base” e la città siano disposti a sostenerla, una candidatura nata in questo modo maldestro e con queste caratteristiche?

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/01/20/news/e-deciso-e-nicola-pellicani-l-anti-casson-1.10705080?ref=fbfnv

La domanda del giorno

In vino Veritas?

Dalla stampa quotidiana apprendiamo che Veritas si appresta a chiudere il bilancio 2014 con 5 milioni di utile. Ottima notizia ma allora perché aumentare le tariffe che tutti paghiamo, con delibere retroattive in corso d’anno (il 2014)? L’ex municipalizzata, ora “partecipata” opera in regime di monopolio il servizio idrico integrato e si occupa dei nostri rifiuti senza che l’utente-contribuente (azienda o famiglia che sia) possa rivolgersi ad altri, il che rende legittima una domanda: se l’obiettivo in questi casi dev’essere l’equilibrio di bilancio e il monopolista realizza (con i nostri soldi) un utile così consistente, cosa mai se ne farà?

Trattandosi di annata elettorale, con le elezioni comunali alle porte, le proposte già si sprecano: anziché procedere alla solita maniera, con sponsorizzazioni elettorali discutibili quanto discrezionali, perché non fare felice il popolino nel modo più semplice? Dall’alto dei 5 milioni di utile, ce n’è di che far sgorgare Prosecco al posto dell’acqua, in tutte le fontane pubbliche di Venezia, con un vantaggio non secondario: il Prosecco del Sindaco farà affluire in città qualche altra milionata di turisti e curiosi all’insegna dello slogan: “in vino Veritas”.

Il Gruppo25Aprile preferirebbe una revisione al ribasso delle tariffe e dei balzelli variamente denominati (TIA TASI e TARI, in ordine cronologico) ma con i tempi che corrono si accontenterebbe anche di qualche parola di spiegazione, prima che ci vengano rifilati altri aumenti retroattivi come quelli dell’anno scorso. Se la nostra amata Veritas vorrà risponderci, l’indirizzo del gruppo è: 25aprile2015@gmail.com

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